PENSARE

L’ARTE CHE NASCE DALLA TERRA

La sua origine si perde nella preistoria. Ma senza la terracotta non vi sarebbe storia: questo materiale che nasce col fuoco accompagna passo passo tutta la traiettoria della civiltà. La si trova nelle suppellettili più antiche come pure nelle costruzioni, nelle abitazioni, negli edifici di culto: resta come testimonianza di ogni epoca.

“Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente” (Genesi 2, 7).
Nel racconto biblico la terra e l’essere umano sono intimamente connessi: grazie allo spirito insufflato dal Creatore, l’uomo prende vita dalla terra. E nel corso della storia, dai primordi al nostro mondo tecnologico proiettato verso il futuro, tutte le azioni umane sono inestricabilmente collegate alla terra.
In un’epoca sperduta nella preistoria, qualcuno scoprì che la terra poteva essere cotta e, cuocendo, acquisire una condizione di stabilità materica: divenire solida e impermeabile all’acqua, quindi duratura.
La terracotta, o ceramica (il termine greco keramikòs significa, appunto, terra cotta) probabilmente prima fu usata per oggetti di uso quotidiano: piatti, suppellettili o per fabbricare statuette votive. Poi divenne mattone: il pezzo di argilla cotta che poteva essere afferrato con una mano e, grazie alla sua forma regolare, sovrapposto sino a formare muri di pietra artificiale, nata dall’ingegno umano.
La vita domestica e la casa stessa sono rimasti sempre legati alla terra cotta.
L’impasto di argilla può non solo essere plasmato nelle forme volute, ma anche essere colorato: e se la superficie è rivestita di colore, questo vetrifica legandosi alla struttura della terracotta. Nasce così la ceramica.
Materia pratica per il vasellame: la superficie colorata è liscia e, oltre che gradevole alla vista, igienica: può essere pulita…

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