PENSARE

TANTE LAPIDI COME MEMORIALE

La città di Milano è ricca di testimonianze che rimandano all’epoca costantiniana. Sant’Ambrogio, poi divenuto il Patrono della Diocesi, fu eletto vescovo proprio nella seconda metà del IV secolo, e provvide all’edificazione di quelle che tuttora restano le principali basiliche antiche del capoluogo. Ne parla Carlo Capponi.

Abbiamo chiesto all’Arch. Carlo Capponi, Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Milano, di parlarci del clima che si “respirava” in quel tempo lontano.
Nel IV secolo a Milano vi fu un notevole fervore costruttivo: quali chiese sorsero dopo l’Editto?

Santa Tecla fu probabilmente edificata attorno alla metà del IV secolo. Era all’epoca la cattedrale e sorgeva sul luogo che ora è la piazza antistante il Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente: la cattedrale attuale eretta a partire dal 1386, come recita una lapide al suo interno. Ma di S. Tecla restano solo vestigia archeologiche. Anche in San Lorenzo restano alcuni brani murari di quel tempo. Vi sono invece altre chiese, costruite nel periodo immediatamente successivo, quando la diocesi fu retta da Sant’Ambrogio, il suo Patrono (dal 374 al 397). Erano quattro, poste verso i quattro punti cardinali attorno alla città dell’epoca: la basilica Martyrum, sulla zona cimiteriale in cui fu sepolto anche il fratello di Ambrogio, San Satiro; la basilica Apostolorum; la basilica Virginum; la basilica Prophetarum poi dedicata a San Dionigi…

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