PENSARE

RELIGIO LICITA E PROGRESSO CIVILE

Libertà di professare la propria religione, ma non solo questo. Con l’Editto di Milano si afferma, anche da parte dell’autorità statale, il principio della divisione dei poteri. Per quanto ardua sia ancor oggi la piena attuazione di questo principio, esso è ben vivo. Le parole dell’Arcivescovo, S.Em. Card. Angelo Scola.


“Da mesi a Milano e in Italia si dibatte la questione cruciale della libertà religiosa, emblema e culmine della libertà di coscienza, uno dei principali temi, se non il primo, che mi sembra richiedere seria riflessione e rinnovata pratica nelle nostre odierne società occidentali.” Queste le parole pronunciate da S.Em. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, nell’annunciare la visita del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, a metà maggio, momento saliente dell’anno 2013 e delle celebrazioni dell’Editto di Milano. “La prospettiva assunta nell’affrontare questo tema e che offriamo al dialogo con il patriarca Bartolomeo I – ha proseguito l’Arcivescovo Scola – è quella presentata in occasione del Discorso alla Città, la vigilia di Sant’Ambrogio. Ero partito dalla considerazione che non è possibile negare all’Editto di Milano un qualche significato epocale. Pur tenendo in debita considerazione le diverse riletture storiche che hanno sopravvalutato di volta in volta, o sottovalutato, il peso dell’Editto, mi sembra che si possa continuare ad affermare, ovviamente nel quadro della specifica e ben delimitata teologia politica di quel momento storico, che con l’Editto di Milano emergono per la prima volta le due dimensioni che oggi chiamiamo libertà religiosa e, in maniera indiretta,
quella che secoli dopo verrà chiamata laicità dello Stato…

L’articolo completo è disponibile in
CHIESA OGGI 100 Speciale FORMELLA CRISTOGRAMMA
Acquistalo online !

condividi :
Nella patria delle grandi stufe
01/09/2005
Il focolare della tradizione
04/04/2011