PENSARE

L’ARTE TESTIMONE DELLA CARITÀ

L’esposizione, allestita nel Palazzo Reale di Milano dall’ottobre 2012, quindi a Roma dall’aprile al settembre 2013, consente di avvicinare gli eventi del IV secolo attraverso un percorso curato da Gemma Sena Chiesa e dal Direttore del Museo diocesano, Dr. Paolo Biscottini, che in quest’intervista ne illustra il significato.


Il ruolo di Elena è molto in vista nell’esposizione: come mai è stata fatta questa scelta e, inoltre, che cosa dice, questa figura femminile, del ruolo delle donne nei primi secoli del
cristianesimo?
S. Ambrogio, nella sua “Oratio de Obitu Teodosii” (l’orazione funebre per la morte dell’imperatore Teodosio) ha ben individuato il ruolo di Elena dicendo: “Beato fu Costantino per una tale madre.” Con questo, il grande vescovo di Milano è il primo che autorevolmente riconosce nella figura di Elena, la madre di Costantino, la grandezza e la forza di colei che, rivestita della fede, è capace di portare anche il figlio – pur discusso, pur ambiguo – sulla strada del Cristianesimo.
Lo stesso Ambrogio sottolinea che Costantino fu il primo imperatore ad aprirsi alla fede e a trasmetterla ai suoi successori, dando così inizio a quella tradizione che influenzerà tutta l’evoluzione storica del mondo occidentale, fino ai nostri giorni. Quindi l’apporto di Elena ha una importanza globale. Rispetto alla figura della donna nell’impero romano, relegata alle vicende della famiglia, lontana dalle vicende sociali, Elena assume un’importanza totalmente nuova perché la sua azione ha immediatamente un riflesso politico e storico. Elena imprime in Costantino il rispetto per la fede, col che è di fatto responsabile del gesto che questi compie con l’Editto di Milano…

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