ARCHITETTURA

Forme e disegni d’acqua: il sogno diventa realtà

“E poi vorremmo la piscina…”

“Bene, e come la immaginate la vostra piscina?”

A questo punto il cliente, o meglio la famiglia, va in confusione.
Quale piscina?
Chi la vuole grande, chi la sogna grandissima, oppure chi la vorrebbe profondissima, chi la vorrebbe a sfioro e chi a tracimazione.
Allora vediamo di fare un po’ di chiarezza.
Il sottoscritto oltre ad essere un Architetto, possiede un piscina privata nella propria villa al mare, e come tale può trasmettere l’esperienza del cosiddetto “consumatore finale”.
Personalmente ritengo, che la scelta sul tipo di piscina da realizzare, sia strettamente connessa alla collocazione ed allo stile dell’abitazione accanto al quale è previsto l’intervento.
Sono quindi dell’opinione che mai come in questo caso sia il “genius loci” l’elemento che più guiderà la scelta sul tipo di vasca.
Nel caso di un’abitazione fronte mare o affacciata su di un lago, appare ovvio proiettare la piscina verso lo specchio acqueo prospiciente.
Tale scelta permette di creare una continuità visiva che, oltre ad essere estremamente scenografica, consente di allargare otticamente i confini della vasca verso l’orizzonte, regalando l’impressione di una piscina più grande e l’effetto di un “unicum” tra le due superfici acquee. In questo caso si realizzerà quindi una piscina “con sfioro”.Lo sfioro sarà realizzato solo su una parte del perimetro della piscina, quello rivolto verso il mare o il lago.
In questo tipo di vasche, l’acqua della piscina fluisce in una vasca detta “di compenso”.
Da qui viene poi aspirata dall’impianto di filtrazione e successivamente reinviata in piscina.
La quantità d’acqua del sistema dovrà essere così nettamente superiore a quella contenuta dalla vasca della piscina in modo che lo strato superficiale possa avere un continuo ricambio.

La piscina a tracimazione
Se ci troviamo invece in un giardino circondato dal verde e comunque senza la vista dominante di un altro bacino d’acqua o un altro particolare elemento panoramico, la scelta dello sfioro non sarà più determinante.
In questo caso ci si può orientare verso un sistema a tracimazione (con griglie che circondano il bordo) oppure il più classico sistema a skimmer (con bocchette di aspirazione poste all’interno della vasca). Nel sistema a tracimazione l’acqua, rimanendo al livello del terreno circostante, conferisce alla piscina un effetto “a specchio” di grande impatto visivo, eliminando completamente la sensazione di vasca che può ledere l’effetto di naturalità del giardino. Anche nella tracimazione avremo una vasca di compenso in modo da garantire che la quantità d’acqua del sistema sia superiore a quella contenuta dalla vasca ed assicurarci così il continuo ricambio dell’acqua superficiale.Ovviamente anche il sistema “a skimmer” gode dei suoi vantaggi, primo fra tutti la semplicità di realizzazione e di manutenzione che ne fanno il sistema preferito qualora ci si trovi in un contesto particolarmente ricco di alberi, i quali con le loro foglie potrebbero
causare problemi di ostruzione al filtraggio; tale sistema consente infatti di rimuovere con facilità e velocità ogni residuo direttamente dalle vasche degli skimmer.
Una volta definita la tipologia della vasca, occorre valutare attentamente l’aspetto architettonico.
Spesso si corre il rischio di collocare la piscina in un punto sbagliato del giardino o magari, inseguendo le mode del momento, dare ad essa una forma particolare che poi risulterà poco pratica alla sua fruizione. Tali errori sono evidentemente irrimediabili, anche perché la realizzazione di una piscina comporta spesso un notevole intervento costruttivo (specie in presenza di giardini in zone non pianeggianti), ed una volta realizzata non sarà più possibile modificarla, se non con pesanti costi.Riguardo la collocazione della vasca il consiglio principale è evitare di porla ad eccessiva distanza dall’abitazione e comunque in uno spazio che goda della maggiore insolazione possibile; una volta terminata dovrà essere parte integrante della costruzione e se possibile trovarsi al suo stesso livello.
Anche la dimensione dovrà essere in armonia con il contesto e anche se lo spazio a disposizione è molto, consiglio di non esagerare con la grandezza.
In Liguria (regione dove opero abitualmente), il limite dimensionale è posto in 40 mq che, per esperienza, sono una dimensione sufficiente all’utilizzo famigliare.
Anche la profondità non dovrà essere eccessiva. Solitamente consiglio circa 140 – 150 cm di altezza i quali, oltre a consentire tranquillamente la possibilità di nuotare garantisce maggior sicurezza, permettono inoltre di riscaldare velocemente l’acqua della piscina
a costi più contenuti e minori saranno pure le spese per il trattamento delle acque, necessario a limitare la formazione di alghe ed a garantire un piacevolissimo effetto cristallino dell’acqua stessa.Arrivato alla professione di architetto dopo lunghi anni di esperienza nel settore della moda, i quali hanno influenzato non poco l’approccio nella creazione di uno spazio abitativo “su misura”, l’architetto Sergio Giovanni Ratto crea l’abitazione cucendola attorno al cliente.
Impegnato nei primi anni di attività nell’insegnamento universitario e nella realizzazione di spazi privati, ha concentrato poi il suo lavoro esclusivamente in importanti ristrutturazioni e nella creazione di ville, che rimangono l’espressione di una creatività in linea con le più attuali esigenze dell’architettura abitativa.

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Sergio Ratto
Un altro aspetto, spesso non considerato, ma che ritengo basilare per la buona riuscita  dell’intervento, è la valutazione dell’intorno.
Primo fra tutti lo spazio solarium, che dovrà preferibilmente trovarsi adiacente al bordo più lungo della vasca e ovviamente posto sul lato nord di questa. In questo modo avremo lo specchio acqueo davanti a noi mentre ci dedichiamo alla tintarella. Ricordo
infatti che l’effetto rigenerante dell’acqua non lo si ha soltanto quando ci si è immersi, ma anche godendone della sua vista.Ritengo sia inoltre importante valutare con attenzione la tipologia di rivestimento della pavimentazione della zona solarium.
Evitare di ricoprirla con un manto erboso (che finirebbe per sporcare con estrema facilità l’acqua della piscina), meglio preferire lastre di materiale pietroso ed antisdrucciolo (magari intervallate da piccole fughe erbose) oppure una scelta molto attuale è l’utilizzo di rivestimenti lignei che conferiscono estrema naturalità e modernità al contesto, (in questo caso determinante alla buona riuscita dell’intervento sarà la costruzione di un
opportuno sistema di scolo acque, per evitare la rapida marcescenza del legno).In ultimo un aspetto altrettanto importante riguarda la vegetazione che circonda la vasca, trovo terribili alcuni interventi in cui la piscina si trova inserita in un contesto totalmente cementificato.
I fiori sono un importante elemento di decoro (sia in terra piena che inseriti in vasi di terracotta), le siepi aiutano a creare un’ambientazione più intima (oltre a riparare da sguardi indiscreti), ed in ultimo qualche albero a larga chioma dona la possibilità di ripararsi dal sole nelle ore più calde senza dover far ricorso ad antiestetici ombrelloni.
Insomma, la parola chiave quando penso ad una piscina privata è “naturalità”, per regalarsi nella tranquillità della propria casa il piacere che si può provare in una spiaggia deserta, che nei mesi estivi rimaneormai un miraggio, ma che possiamo ricreare  facilmente, con i giusti ingredienti, in un angolo del nostro giardino.
Ove non siano posti limiti alla creatività del progettista, sarà possibile creare zone sopraelevate o aggettanti sulla piscina al fine di arricchirne e personalizzarne l’intervento in modo che il cliente senta la sua piscina come unica.
“E allora… Buona piscina a tutti!!!”

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