ARCHITETTURA

LE QUINTE CHE SEGNANO LA SOGLIA

Invadenza dei parcheggi, abbandono nel disordine della periferia: a volte la città soverchia la chiesa e finisce per nasconderla e degradarla. Il progetto architettonico può riportarne la presenza al grado di dignità che le è proprio, come in questo intervento studiato da Giovanna Franco Repellini.

Il sagrato e la facciata: sono questi i due luoghi architettonici che segnano la presenza della chiesa nella città. Ma anche quelli che individuano il momento di passaggio, e si costituiscono in soglia e prodromo, in percorso che prepara e accompagna l’accesso al tempio. Sotto il profilo architettonico, nella misura in cui l’edificio è involucro che ospita funzioni, attività, ambienti, il sagrato e la facciata già di per sé dovrebbero “esaurire” la presentazione della chiesa rivelandone il cuore a chi vi passa di fronte. Perché – sempre, ma tanto più nel mondo attuale, più lontano di un tempo dalle tematiche religiose – la presentazione esterna dell’edificio di culto non solo è volta a individuare il luogo di incontro tra luogo del vivere civile e luogo della preghiera, ma anche a segnalare un’opportunità di accoglienza, e a invitare alla preghiera chi di questa s’è dimenticato. Insomma la chiesa parla attraverso il suo volto. Di queste tematiche si è discusso nell’incontro svoltosi il 9 marzo 2012 nella sala convegni Di Baio Editore in Milano, con la partecipazione del teologo, Prof. Manlio Sodi.Oggi vi sono molte chiese le cui facciate andrebbero riviste, perché possano acquisire efficacia significativa agli occhi del mondo contemporaneo. Esempio delle potenzialità che può rivestire un nuovo intervento architettonico sulla facciata è questo progetto dell’Arch. Giovanna Franco Repellini per la chiesa di San Vito al Giambellino, in Milano. Il progetto, già approvato dalla Commissione Arte Sacra della Diocesi e dalla Soprintendenza, permette all’edificio di culto, oggi sacrificato nel contesto di edilizia industriale ed esiliato dalla presenza del parcheggio antistante, di trovare identità e forza di presenza: sia grazie ai porticati laterali che recuperano il sagrato, sia grazie alla parete in pietra che ne inquadra la soglia reggendo bene in vista i due simboli: la croce e la campana.

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