ARCHITETTURA FARE

Era un mobilificio artigianale

Loft a Cesano Maderno

Progetto dell’Arch. Tiziano Ciceri
Testo di: Walter Pagliero
Foto: Athos Lecce

Un interno essenziale basato su molta luce che penetra in uno spazio aperto, tutto bianco, in contrasto con mobili e oggetti scuri e rigorosi.

In questo loft, simpaticamente trasformato in appartamento su due livelli con grande scala scenografica, abbiamo l’interazione di due personalità creative, l’architetto Tiziano Ciceri per la ristrutturazione e il designer Edoardo Colzani
per l’arredamento. Caso abbastanza raro, si fondono perfettamente: sotto la bandiera del funzionalismo
strutturale per l’architettura e del minimalismo per l’interior design, con in più un pizzico di presenze decorative (le bottiglie allungate che ricordano il purismo di Morandi). Non c’è niente di troppo, forse c’è qualcosa di meno che col tempo sarà colmato sotto la pressione di nuovi interessi.

Le due menti che hanno prodotto questo interno si sono messe d’accordo su una semplice idea: valorizzare al massimo l’elemento“luce” e l’elemento “spazio”, entrambi sovrabbondanti, mettendo in opera strutture semitrasparenti rigorosamente bianche e, per contrasto, mobili essenziali rigorosamente scuri. La zona soggiorno, con un simbolico camino e un soffitto alto due piani ha, al primo livello, un largo ballatoio che l’abbraccia da cui scende una comoda scala: è il nucleo centrale attorno a cui ruotano il resto dei locali.

Di grande effetto risulta la scelta del parquet in frassino sbiancato che si collega alle travi a vista del tetto sempre in frassino con la stessa finitura. Un ruolo importante per creare questa atmosfera rarefatta lo gioca l’assenza di caloriferi avendo scelto un sistema a pannelli sopra la soletta. L’arredamento, dove è intervenuto il designer, si è inserito in maniera naturale negli spazi creati in questo gioco di quinte e di volumi.

Nelle foto: il tavolo e le sedie in vari toni di grigio sono della Molteni, il mobile da parete è di Bartoli Design per Laura
Meroni Collection, la lampada a sospensione è di Flos. Nella pagina a destra, i due divani sono di Arketipo e le poltrocine di Pierantonio Bonacina.

La scelta degli elementi d’arredo con tonalità scure (in legno wengé, laccati testa di moro e rivestimenti con tessuti marroni) è stata fatta per creare un elemento di contrasto e amplificare quella sensazione di luce e spazi aperti che si prova entrando in questa casa. L’armonia e la continuità degli elementi d’arredo garantiscono durante i percorsi una sensazione di fluidità che tende ad ampliare in maniera suggestiva la percezione dello spazio.

Nelle foto: il complesso della cucina è della ditta Astra, le sedie del tavolo per la prima colazione sono le Dolly della Kartell, la lampada è della Flos. Nella camera, il gruppo letto (compreso il grande cristallo) è di Design Interno.
Le tende in una tela molto trasparente sono a pacchetto.

Come esempio si può vedere il trattamento della cucina con tavolo per la prima colazione: sono nello stesso vano
illuminato da una doppia porta-finestra da una parte e da una parete curva in vetrocemento dall’altra, e comunicano
col luminoso soggiorno attraverso una larga apertura chiusa da due ante in cristallo traslucido alte fino al soffitto. Lo
stesso elemento vetroso con tonalità verdine è stato impiegato, con dimensioni ragguardevoli, come testiera del letto
nella camera mansardata, in raffinato abbinamento con una trapunta rosata. In sala da pranzo invece domina su tavolo e sedie della Molteni la finitura alluminio satinato, mentre il mobile da parete di Laura Meroni Collection è laccato testa di moro e l’elemento traslucido è dato dalla lampada a sospensione della Flos. In soggiorno vi è il massimo delle presenze scure: dai gradini della scala ai due divani, alla pelle di animale con macchie scure su fondo bianco.

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