ARCHITETTURA FARE PENSARE

Enchiridion dei Beni Culturali della Chiesa

I documenti per la cura del patrimonio

La formazione del clero, dei religiosi e dei laici alla gestione del patrimonio culturale, i rapporti con le Conferenze episcopali e con gli organismi internazionali, la costituzione di archivi, biblioteche, musei… questi alcuni degli argomenti svolti nei documenti della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, testimonianza di un vasto lavoro che interessa tutta la Chiesa.

S.E.R. Mons. Francesco Marchisano

Per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna è stato pubblicato l’Enchiridion dei Beni Culturali della Chiesa. Documenti ufficiali della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa (682 pagine corredate da un indice delle fonti, un indice analitico e un indice dei documenti). L’opera, curata dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, raccoglie tutte le lettere circolari della medesima ad imis fundamentis, cioè dalla Costituzione Apostolica di Giovanni Paolo II Pastor Bonus del 1988, rivista poi, per quanto di attinenza del Dicastero, dal Motu proprio dello stesso Pontefice Inde a Pontificatus Nostri initio del 1993. Nella Presentazione (p. 7-14) Mons. Francesco Marchisano, Presidente della Pontificia Commissione, racconta l’esperienza pionieristica della nuova Commissione, espressamente voluta e seguita dal Santo Padre, il quale ha sempre confidato nell’importanza dei beni culturali posti al servizio della missione della Chiesa. Si sono dovute superare numerose difficoltà, sia per organizzare ex novo la struttura, sia per impostare il lavoro interloquendo con tutti i Vescovi del mondo. L’Introduzione (p. 15-85) del sottoscritto tratta invece in forma compendiale e sistematica di Natura, competenze, organizzazione e attività della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. Dall’ordine cronologico dei documenti riportati emergono la strategia usata e il rapido sviluppo del settore. Si è iniziato con il presentare a tutte le Chiese particolari la nuova Pontificia Commissione, che sostituiva l’ormai obsoleta Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia. Si è subito redatto un questionario per comprendere su scala mondiale la situazione dei beni culturali ecclesiastici nei diversi Paesi; si sono poi comunicati i risultati a tutti i vescovi del mondo. Fin da principio è emersa l’urgenza formativa, per cui si sono indirizzate varie circolari ai Presidenti delle Conferenze Episcopali e a tutti Ordinari Diocesani al fine di stimolare un’adeguata preparazione dei candidati al sacerdozio. Anche i Superiori Generali degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica sono stati contattati per incentivare la salvaguardia dell’ingente patrimonio storico-artistico attraverso l’opportuna formazione dei responsabili. Per qualificare la formazione di clero, religiosi e laici si sono altresì indirizzate due circolari alle Università cattoliche e agli Atenei ecclesiastici. Si sono poi affrontati temi inerenti il rapporto con situazioni esterne, come l’apertura delle frontiere in Europa e il prestito di opere d’arte all’estero dell’Italia. Motivo di grande attenzione è stato anche il rapporto con gli Organismi Nazionali e, soprattutto, Internazionali, tra cui in particolare il Consiglio d’Europa, con il quale si è partecipato ad iniziative di promozione dei beni culturali, come le Giornate Europee per il Patrimonio, oggetto di circolari annuali ai Presidenti delle Conferenze Episcopali. L’impegno della Pontificia Commissione si è principalmente concentrato sui settori di sua competenza come le biblioteche, gli archivi e i musei ecclesiastici, unitamente ai problemi dell’inventariazione e catalogazione del patrimonio storico-artistico. Destinatari delle circolari sono stati, di volta in volta, i Presidenti delle Conferenze Episcopali, i Vescovi Diocesani di tutte le Chiese particolari, i Vescovi di singole Nazioni, i Superiori degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica. Sempre si è anche inviata copia del materiale ai Rappresentanti Pontifici delle varie Nazioni. Nel complesso le circolari della Pontificia Commissione non assumono un’impostazione normativa, ma orientativa, così da stimolare concrete esperienze locali favorendone la loro diffusione. Per questo oltre all’emanazione di documenti si è provveduto ad inviare in tutto il mondo materiali riguardanti iniziative imitabili, intese istituzionali, progetti pastorali. Sono stati poi particolarmente curati i contatti personali con operatori del settore, artisti, pubblici funzionari. Il lavoro della Pontifica Commissione è stato condiviso e incoraggiato dai Membri e Consultori attraverso la collaborazione capillare e le riflessioni maturate in seno alle Assemblee Plenarie, i cui risultati sono stati inviati a tutti i Presidenti delle Conferenze Episcopali del mondo con un’apposita lettera circolare. A confortare il lavoro del Dicastero sono state le programmatiche e paterne allocuzioni del Sommo Pontefice che il volume riporta in I Appendice insieme ai documenti ufficiali di istituzione del Dicastero. Nel complesso questo primo periodo, che va dal 1989 al 2001, ha permesso di verificare la crescita di interesse per questo settore come mostrano, a modo di esempio nella II Appendice, i resoconti delle attività nel 1989, nel 2000, nel 2001. Comparando quanto si è fatto nel primo anno e negli ultimi si vede come si sia esteso il fronte d’intervento e di interesse della Pontificia Commissione. L’ Enchiridion può essere un utile strumento per stimolare a livello locale la tutela giuridica, la conservazione materiale e, soprattutto, la valorizzazione pastorale dell’ingente patrimonio storico-artistico della Chiesa. Si tratta infatti di investire sulla formazione, di qualificare le commissioni locali, di progettare pastoralmente la gestione dei beni culturali. La Chiesa postconciliare ha intrapreso numerose iniziative nel settore dei beni culturali, ma oggi occorrono pianificazioni organiche che concertino l’azione dei vari livelli, avviino proficue sinergie tra gli esperti, portino alla collaborazione tra autorità civili ed ecclesiastiche e, soprattutto, rispettino i beni culturali nel loro contesto religioso.

Rev. Prof. Carlo Chenis, SDB
Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa

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