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Certezza di costi. Certezza di tempi.

Certezza nell’investimento, motore dell’economia, bene rifugio e generatore di ricchezza: il mattone ha accompagnato la storia del nostro Paese mantenendosi saldo pur tra i mille scuotimenti subiti nei decenni dall’economia.
Oggi qualcosa cambia: i terremoti hanno rivelato le deficienze di molte costruzioni realizzate in opera, e le crisi che hanno scosso il mondo, non solo l’Italia, in questi ultimi anni sono partite proprio dai flop nel real estate.
Servono strategie acute e lungimiranti perché il settore si riprenda.
“Il real estate non ha bisogno di aiuti, ma di certezza per il suo sviluppo” ha detto Antonio Intiglietta, Presidente di Ge.fi. la società che organizza Eire, il Salone del Real Estate, evento clou per ripensare e rilanciare il settore (presso la Fiera di Milano-Rho). La certezza cui fa appello Intiglietta riguarda le modalità di costruzione: perché, tutti lo sanno, i metodi costruttivi divenuti tradizionali col cemento armato sono alle volte aleatori, e chiunque sa che il prezzo sulla carta a volte non corrisponde al prezzo a costruzione finita, perché diversi fattori interagiscono negativamente, spesso rallentando le opere, a volte portando a perdite di qualità.
Ma, nota ancora Intiglietta in un’intervista esclusiva per Ville e Case Prefabbricate, “Uno  dei fattori principali per lo sviluppo del comparto è l’innovazione.
Oggi, e tanto più nel futuro, è fondamentale il rapporto tra qualità e tempi di realizzazione.
I vecchi metodi produttivi vanno superati e la prefabbricazione, e i materiali che vi si associano, sono una chiave di volta per lo sviluppo. Al proposito noto che il sistema Italia ha dimostrato di essere al passo coi tempi: gli interventi dopo il terremoto dell’Abruzzo, sono stati compiuti con opere in prefabbricazione, ecosostenibili e di qualità”.
A chi teme che ai tempi rapidi di realizzazione, corrispondano anche tempi rapidi di obsolescenza, Intiglietta risponde: “Ci vuole un salto culturale: la durata nel tempo degli edifici è relativa.
Interi quartieri costruiti nel dopoguerra sono obsoleti e da rottamare.
Il ciclo di vita degli edifici va programmato in funzione della loro finalità. Beninteso, l’EIRE non si occupa di metodologie costruttive, ma di investimenti nel real estate: proprio per  questo è aperto alle tematiche attinenti alla riqualificazione, alla ricerca, all’ecosostenibilità, che sono i cavalli di battaglia della prefabbricazione”.
Oggi, insomma, si può voltare pagina: la prefabbricazione risolve molti problemi, offrendo certezza di costi, come qualsiasi prodotto non di cantiere, ma industriale; certezza di tempi; certezza di qualità; allineamento con le regole vigenti (il settore prefabbricazione è quello che prima si è aggiornato quanto a leggi europee sul risparmio energetico).
Questo è vero per la villetta costruita in legno, ma è vero anche per il grattacielo costruito in moduli di c.a. precompresso e con le facciate vetrate (e su queste pagine abbiamo documentato diverse strutture multipiano in legno, ecologiche sicure, e di grande vivibilità). La prefabbricazione è il “mattone” del futuro.
Alle sicurezze tradizionali di buon investimento, si aggiungono le garanzie nuove che  significano qualità e rapidità, certezza nei tempi, trasparenza nei contratti.
E, aggiungiamo, estetica del progettare e dell’abitare: è quel che documentiamo su queste pagine.

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