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Editoriale

 
Tratto da:
Il ferro battuto N°22
L’artigianato italiano verso l’internazionalizzazione

L ‘arte del ferro battuto nel mediterraneo tenutasi recentemente ad Acireale, la XV Biennale Europea d’Arte
Fabbrile che si terrà in settembre a Stia (nell’aretino) e Faber, la prossima Mostra Nazionale che si svolgerà a Vittorio
Veneto nel 2004 sono la testimonianza della vitalità delle imprese artigiane del ferro battuto di piccole e medie dimensioni.
Tutte le manifestazioni hanno un intento comune: quello di recuperare e rilanciare una forma di artigianato che può ancora dare dei frutti non solo a livello creativo e commerciale, non solo in ambito nazionale ma anche innestando una serie di collaborazioni con i Paesi Europei. Proprio la manifestazione di Acireale ha fatto il punto sul ruolo dell’Italia e in par ticolare della Sicilia nel prossimo futuro. Come ha ben spiegato Ada Benetton (nuovo Direttore Artistico di Stia) nel corso della tavola rotonda “Il ferro battuto nel Mediterraneo” la Sicilia per la sua posizione geografica è sempre stata un crocevia di culture e civiltà diverse; questa caratteristica è ora, con lo sviluppo del processo di integrazione europea, più importante che mai, poiché tale regione è diventata di fatto il margine meridionale del continente europeo.

Nell’immagine, l’imponente salone di Villa Igiea a Palermo progettata dall’Architetto Ernesto Basile nel 1898 e terminata nel 1900 quando Ettore De Maria Bergler ne dipinse le pareti. I mobili e gli infissi disegnati da Basile con citazioni del barocchetto italiano sono stati realizzati dal mobiliere Vittorio Ducrot che con lui ha iniziato una produzione di tipo industriale. In questo caso gli elementi in ferro battuto, lungi dall’essere puro elemento di compendio, sono partecipi della logica compositiva d’insieme.

“ E’ anche questa considerazione – precisa Ada Benetton – che mi porta a constatare l’importanza di poter usufruire della Sicilia come una porta aperta verso il Mediterraneo, in modo tale da renderla una piattaforma di lancio per una nuova esperienza nell’ambito dell’artigianato del ferro artistico nazionale e internazionale (…) la direzione dello sviluppo di tale progetto va, a mio avviso, verso l’intensificazione dei rapporti che legano storicamente e culturalmente la Sicilia ai Paesi del Mediterraneo, intendendo con questi ultimi sia quelli europei (Spagna, Grecia, Francia,Turchia ecc. ) sia quelli che a pieno diritto possono essere ritenuti appartenenti alla cultura mediterranea (Marocco, Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, ecc.) che si presentano come la sempre più plausibile nuova frontiera meridionale dell’Europa.” Convinti dell’esattezza di queste considerazioni e dell’urgenza di un confronto con le altre culture abbiamo pensato a questo numero come a un itinerario. Un viaggio tra i Paesi europei dove la lavorazione del ferro battuto vanta una lunga tradizione. Tante realizzazioni di ieri e di oggi per suggerire la “scrittura” di nuove pagine di quest’arte antica.

Giuseppe M. Jonghi Lavarini

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