PENSARE

Editoriale

Nasce l’associazione Assocamino
per promuovere la qualità e la diffusione dell’energia buona e amica dell’uomo….

"Per le strade del borgo montano si diffonde verso sera un aroma, gradevole come può esserlo quello del caffè per chi ama questa bevanda. E’ il profumo della legna che brucia nei camini; soprattutto in montagna, o in certi villaggi di campagna, questi costituiscono ancora qualcosa più di un piacevole luogo di convivialità, di contemplazione e di relax. Spesso, sono l’unica fonte di calore. Un calore che si presenta particolarmente amico dell’uomo e della natura: la legna è “biomassa” rinnovabile: gli alberi continuano a crescere e ne forniranno sempre, in continuazione. Il suo utilizzo contribuisce a mantenere in equilibrio le zone boschive. Che la biomassa sia il carburante del futuro, ecologico quanto può esserlo l’energia eolica, è noto a tutti. Lo stesso ministro dell’Agricoltura, Gianni Alemanno ha avuto modo di sottolineare come l’evoluzione nel prossimo periodo di questo settore primario dell’economia, risieda anche – forse soprattutto – nello sviluppo della biomassa come fonte di energia pulita e rinnovabile. A differenza del petrolio, che costituisce oggi la principale fonte di energia per il nostro paese, le biomasse – in primo luogo il legno – se opportunamente bruciate in camini di concezione moderna e costruiti secondo i più avanzati principi tecnologici, non disperdono nell’ambiente residui dannosi. Inoltre sono una fonte di energia il cui prezzo e la cui disponibilità non dipende da quanto avviene sui mercati ternazionali. Quanto sia importante questo aspetto è stato evidente a tutti
nei primi mesi di questo 2006, quando la riduzione della disponibilità di gas naturale proveniente dalla Russia si è
tradotta immediatamente in misure restrittive per i nostri consumi interni.

Quindi il camino domestico, con tutta la sua carica di antica tradizione e la sua connotazione affettiva di “cuore della casa”, diventa anche un sistema di produzione di calore la cui importanza crescerà sempre di più. Per rispondere alle esigenze nuove che questa situazione va configurando, molti rappresentanti della vasta filiera del camino (produttori, ma anche fumisti, installatori, fornitori, distributori, manutentori, molti altri) insieme con la rivista “Il Camino” e la Di Baio Editore, con trentaquattro anni di ricerca,sin dall’estate del 2005 hanno deciso di dar vita a una nuova Associazione di settore, denominata “Assocamino”. La riunione preliminare per la costituizone di tale associazione si è svolta giovedì 3 marzo nella sede milanese della Di Baio Editore, con la presenza di un primo nucleo di fondatori: ma già moltissimi hanno fatto conoscere il loro desiderio di aderire e possiamo dire che presto Assocamino costituirà una rappresentanza più che significativa del settore: a tutta garanzia del consumatore. Perché Assocamino garantirà i principi etici sulla cui base i soci portano avanti la loro “mission” aziendale. Se la garanzia del consumatore sarà al primo posto tra i compiti di Assocamino, di assoluta importanza sarà anche la sua capacità di rappresentanza. Perché il settore è enorme: in Italia (da un primo sondaggio) operano almeno 425 produttori e 8.285 punti vendita, vi sono almeno 18.760 impiegati e 33.000 commercianti. Se si calcola anche tutto l’indotto, si arriva a centinaia di migliaia di persone. La necessità della rappresentanza in sede politica si è fatta pressante proprio in queste settimane: curiosamente nei primi mesi del 2006 diverse Amministrazioni locali “ freneticamente si sono scagliate contro i camini..”. E hanno emanato decreti restrittivi e divieti, sulla base di rilevazioni statistiche ben poco significative ; prove presentate come scientifiche che, in realtà ,si sono rivelate: superficiali; riciclate da vecchie indagini condotte al estero…; le basi di scientifico avevano ben poco… ma quello che è grave “senza contraddittorio.”!!!! . A seguito di tali decisioni improprie, alcuni organi di stampa si sono persino lanciati in demagogiche campagne che cercano di far presa sull’emotività: “Se vai in casa di un amico che ha il camino, digli di spegnerlo, perché sta inquinando”!!!. Così che l’aroma della legna bruciata è diventata improvvisamente, nei decreti di alcune improvvide Amministrazioni locali, un “odore inquinante”: è da notare che sono proprio le stesse amministrazioni che tollerano l’uso massiccio del petrolio per l’automazione e per il riscaldamento.

E’ un po’ come se, per paradosso, questi amministratori, distratti firmatari di decreti punitivi per il camino, la sera di sedessero nel salotto di casa, di fronte a un motore diesel che gira allegramente, e tendessero le mani per riscaldarsi al suo tepore, assaporando l’aroma dei suoi “gas fumogeni”, che evidentemente preferiscono all’odore della legna. Andando avanti secondo questa logica, tra un po’ vedremo emettere decreti contro l’uso delle candele. In casa e in chiesa o contro i bastoncini di incenso usati per profumare i soggiorni della casa…. Un decreto anticamini è stato varato in primis nella regione Trentino Alto Adige, poi è stato velocemente ritirato in modo defilato: si sono accorti che spegnere i camini in quel contesto montano avrebbe lasciato al freddo centinaia di migliaia di perone. Poi anche in Lombardia è stato firmato un decreto simile, ripreso qui e là da sindaci o personaggi in cerca di facile e strumentale visibilità…. Ora, quanto sia risibile una simile campagna risulta tanto più evidente, se solo si considera che in una città come Milano, i caminidomestici rappresentano una percentuale minima degli impianti di riscaldamento delle abitazioni.” Lupus stabat superior agnus inferior…” Le decisioni delle Amministrazioni locali sono probabilmente dettate dall’ansia di fare “bella figura” nei confronti della Comunità Europea, che richiede un abbassamento dei tassi di inquinamento per consentire di accedere ai finanziamenti comunitari. Infatti, non sussistendo motivazioni reali in campo tecnico, l’unica spiegazione è che vi sia una ragione in campo politico. Attenzione , suggeriamo potrebbe diventare un boomerang…! Assocamino, questo è l’impegno preso dai membri fondatori, si incaricherà, oltre che di vegliare sulla necessaria qualità della produzione, anche di organizzare e far sentire la propria voce, dato l’enorme massa di persone che lavorano nel settore della fumisteria. Perché la qualità del lavoro di centinaia di migliaia di persone sia riconosciuta anche dalle Amministazioni locali, in tutta la sua dignità. Con Assocamino, gli operatori e i produttori dei camini, non si faranno di certo schiacciare dalla facile demagogia."

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