ARCHITETTURA

Una piramide aperta

Una piramide in un borgo nelle vicinanze di Hiroshima. Una giovane famiglia con tre bambini che desidera su un piccolo lotto di terreno (meno di 250 metri quadrati) una casa luminosa, spaziosa, che consenta un facile comunicazione interna e con l’esterno, ma che allo stesso tempo sia protetta e garantisca la privacy.

La pianta evidenzia le ridotte dimensioni del lotto e su questo il quadrato di base della piramide. Il livello basso è di 50 mq, il primo livello di 42,27 mq, il secondo di 25,30 mq.Sembra un esercizio impossibile, eppure Makoto Tanijiri inventa questo spazio assolutamente inedito: su un’area di 50 metri quadrati erige una casa di 117 mq di tre livelli che compie il miracolo.
Libertà e privacy, intimità familiare e vicinanza con la natura: il tutto entro dimensioni contenute e con un disegno architettonico di grandissimo effetto.

La piramide è a tutti gli effetti simile ai tetti delle case nordiche, sui quali si aprivano abbaini a diversi livelli. La differenza qui è che l’apertura è riservata al piano basso, un autentico “open space” libero tutto attorno, in cui la separazione tra prato e casa è lasciata al cristallo perimetrale.
La barriera del prato si presenta come il muro esterno della casa.
All’interno gli ambienti sono divisi dalle diverse quote e privi di porte.
L’architettura sa parlare il linguaggio della chiusura verso l’esterno e dell’apertura verso l’interno.pensa che sia importante, in quanto architetto, cercare qualcosa di nuovo, e definisce il proprio lavoro come la possibilità di attuare nuove idee riguardo agli edifici e alle relazioni tra gli elementi che li costituiscono. Così egli va alla ricerca di nuove potenzialità nelle architetture, indipendentemente dalle dimensioni di queste e dagli impegni finanziari che comportano: si tratti di un canile o di un grattacielo.
A volte i progettisti si trovano di fronte a una società che fatica ad accettare nuove idee: per questo Tanijiri si è impegnato nel coniugare alla ricerca del nuovo, il soddisfacimento dei bisogni di sempre.

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Antoni Taulé
31/07/2005
Tende
19/12/2005