PENSARE

Dibattito sulle “radici” cristiane

Un convegno culturalmente e politicamente significativo, quello su “Le cattedrali. Segno delle radici cristiane di Europa” che si è svolto nel Palazzo del Popolo ad Orvieto dall’11 al 13 novembre del 2005. Lo dimostra il cast dei relatori, tra cui figurano eminenti studiosi, unitamente ad importanti rappresentanti istituzionali tanto ecclesiastici quanto civili. La prolusione è stata dettata dal Nunzio Apostolico in Italia, Mons. Paolo Romeo e il convegno si è chiuso con l’intervento di Mons. Mauro Piacenza, Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. Non sono mancate le relazioni dei responsabili di insigni fabbricerie, introdotte dall’Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana, il cardinale Francesco Marchisano.

Le cattedrali: segno visibile di unità cristiana
Assecondando alla logica dell’incarnazione le cattedrali sanciscono simbolicamente la comunione ecclesiale attorno al Vescovo, il quale insegna, celebra e governa; rappresentano, altresì, il centro liturgico della Diocesi da dove parte l’azione sacramentale dei presbiteri. Ivi il Presbiterio – ovvero l’insieme dei sacerdoti – conviene con il Vescovo per assicurare la cura pastorale dei fedeli. Sono perciò "segno significante" del "corpo mistico di Cristo" che è la Chiesa.
Da qui i riscontri sensibili che impostano l’architettura dell’edificio deputato a significare il luogo della cattedra episcopale. Ne deriva l’emblema dell’unità nella diversità della Chiesa, così che tradizioni molteplici e stili diversi si fanno nel tempo portavoce dei medesimi valori e maturano il senso di appartenenza alla Chiesa universale.

Le cattedrali: segno umanistico della civiltà europea

L’approccio alle cattedrali non può limitarsi all’indagine storica ed alla fruizione estetica, in quanto tali complessi sono latori di umanesimo cultuale e culturale, assicurando che la Chiesa si è sempre mostrata "esperta in umanità". L’esordio del secondo millennio ha rappresentato per l’Europa il consolidamento della civitas Christiana attraverso un’impressionante costellazione di cattedrali, oltre agli innumerevoli siti degli ordini monastici e mendicanti. Evitando letture esoteriche – care solo all’immaginario sacrale contemporaneo appestato da istanze trasgressive – il sistema delle cattedrali infonde forma architettonica alle elaborate riflessioni filosofico- teologiche, alle esigenze mistico-pastorali, alle istanze encomiastico-emulative.

Le cattedrali: logo architettonico dell’identità europea
Questa si è andata consolidando nella civitas christiana ed esprimendo nell’architettura urbana, così da sintetizzare novatoriamente elementi classici e germanici, secondo parametri consoni alla "nuova religione in spirito e verità". Diversamente dalle vestigia di civiltà scomparse, quali i templi pagani o le piramidi egizie, le cattedrali rappresentano una memoria vivente. Riflettendo su tali complessi sacrali, la dibattuta questione sulle "radici" cristiane dell’Europa trova allora la giusta prospettiva e l’egregio vessillo, dal momento che siffatte "radici" nutrono ancora "fusto", "rami", "foglie" e "fiori", per cui l’"albero" della Chiesa continua a produrre i propri frutti. Le cattedrali sono dunque il segno dell’identità culturale e sociale di ispirazione cristiana che sussiste nell’oggi della civitas europea.

Il Duomo di Orvieto: la navata.

In icona simbolica e mediante spazi sacrali le cattedrali significano il "popolo di Dio" riunito in santa assemblea per celebrare con il vescovo i divini misteri. Nella loro visibilità e centralità, da cui s’intesse l’ordito urbanistico, si fanno araldo che annuncia il vangelo ai lontani e accompagna l’ascesi dei vicini. Nelle loro complesse architetture e iconografie, dove si coniugano segni cosmologici e biblici, narrano con splendore di forme la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo. Sono, perciò, sintesi dell’umanesimo cristiano, confermando inculturazione religiosa, istanze sociali, concezioni estetiche, abilità compositive. Il cantiere delle cattedrali, che correla committenze e "massonerie", rappresenta il genius loci europeo, la cui pianta si sviluppa rigogliosamente nell’evoluta cultura medievale e si conferma successivamente in un divenire continuativo.

S.Em. Card. Francesco Marchisano
Rev. Prof. Carlo Chenis

Le cattedrali: segno visibile del "corpo mistico"
Annunciando il primato di Cristo, le cattedrali ne indicano l’ineffabilità attraverso la bellezza, ne confermano la sacramentalità attraverso i simboli, ne rievocano la storia attraverso la narrazione. Dalle porte ad ovest, laddove il popolo s’introduce, a quelle ad est che in forma vetrata alludono all’ingresso celeste, si ritualizza liturgicamente il pellegrinaggio dei fedeli, così che il tempo cronologico si trasforma in tempo spirituale. Le cattedrali sono, dunque, un
microcosmo architettonico ed esistenziale che preannuncia la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo e figura la comunità cristiana in quanto "corpo mistico"

Le cattedrali: segno ambientale della continuità storica
Confermando il passato ed indicando il futuro, le cattedrali raccordano nel presente di ogni generazione tradizione e profezia, così da dare senso e prospettiva al vissutoecclesiale. Sono perciò "organismi", ovvero strutture in divenire che rappresentano la comunità cristiana, modellandosi sul culto e sul gusto. La fabbriceria diventa, in tal modo, il riscontro tecnico del divenire formale insito in ogni cattedrale. Tale istituzione conferma, da una parte, la peribilità
dei materiali, segno della caducità contingente, così che garantisce la manutenzione del monumento, dall’altra, la mutabilità degli assetti, segno del divenire ecclesiale, così che ne promuove lo sviluppo. Dalla continuità mutevole delle abitudini si trasla, dunque, agli adeguamenti creativi delle forme, così da compaginare un’opera in progress quale icona di un popolo in cammino, tanto spiritualmente, quanto culturalmente.

S.Em. Mons. Giovanni Scanavino,Vescovo di Orvieto.
S.E. Mons. Paolo Romeo

Le cattedrali: diario esistenziale della comunità
Recensendo in varia misura la storia spirituale e sociale della comunità cristiana, le cattedrali costituiscono un’"opera pubblica" da tutti fruibile, così da riunire in un’unica appartenenza notabili e poveri, anziani e giovani, clero e laici. Detta fruizione si ottimizza nel momento celebrativo, poiché l’unità vitale ed organica delle cattedrali si realizza nel momento in cui architettura, scultura, pittura, vetrate, luci, arredi, suppellettili, paramenti, musiche, canti, riti si animano liturgicamente. Le cattedrali raccontano quanto è avvenuto tra Dio e l’uomo, per cui le strutture nel loro insieme compongono un unico scenario iconografico offerto ai fedeli ed i fedeli stessi, oltre a godere con piacere estetico e afflato religioso di tali atmosfere spirituali, diventano parte del sistema assumendo valore iconico e partecipando alla dimensione sacramentale.

S.E. Mons. Mauro Piacenza
Il Duomo di Orvieto. La facciata in stile gotico italiano.

Riacquisendo il significato delle cattedrali è possibile confermare de iure e de facto la connotazione cristiana dell’Europa, onde procedere a nuovi programmi attraverso cui mostrare frutti attuali, nutriti da radici lontane. È importante che tali istituzioni si riuniscano nelle loro fabbricerie per mostrare unità d’intenti e di valori nella diaspora territoriale, laddove le diversità sono documento della varietà carismatica e della genialità artistica, rimanendo espressione dell’unica fede cristiana. Se nel passato erano le incursioni bellicose e le lotte confessionali a deturpare i tesori delle cattedrali cristiane, nell’oggi è la museificazione a rischiarne l’insignificanza. Al contrario, la vitalità di tali monumenti, specie quelli più antichi, sta a dimostrare l’auspicio di superare lo scandalo del Cristo diviso, ridonando all’Europa un’unica, differenziata e tollerante idealità cristiana.

Rev. Prof. Carlo Chenis, SDB

condividi :
Un camino e alcune sculture a misura dei propri sogni
06/02/2008
IL FUTURO STA NELL’EVENTO
11/10/2012