FARE

Un’idea arrivata dall’Australia

Nata quasi per gioco dallo schizzo di un designer australiano, è stata costruita a pezzi oltre oceano e poi assemblata vicino a Torino.

Alle pendici delle Prealpi piemontesi vi è questa villa in legno con grandi vetrate di gusto americano che ha un grande pregio: riesce ad essere nello stesso tempo stimolante per l’immaginario e semplice nella forma. Nata in Australia come idea, canadese come materiale (il Western Red Cedar) e statunitense come tecnologia (il Log Frame), è stata assemblata da tecnici specializzati fatti arrivare in aereo.

E’ stata pensata come un riparo funzionale in mezzo al verde di un parco centenario pieno di essenze rare, una casetta magica fatta di grandi triangoli per adulti che vogliono giocare senza perdere la loro razionalità.

All’esterno della zona cucina, in un angolo particolarmente riparato, vi è un grande tavolo con sedie in teak di Royal Botania per pranzare all’aperto. Chi vi abita lo definisce uno dei posti più accoglienti della casa. Il camino esterno è su disegno degli architetti, realizzato da Susenna Camini di Alba.

Nella fase esecutiva è intervenuto lo studio Alberico & Giachetti di Milano che ha curato i dettagli accurati e gli interni rigorosi ed eleganti. I due architetti quarantenni hanno dialogato con una committenza ricettiva, propositiva e cosmopolita, ottenendo come risultato finale una residenza bella da vedere, piacevole da vivere, con una tipologia unica nel suo genere.

Non tutti quelli che abitano attorno a Torino sono in  grado di nuotare all’ombra delle palme; solo chi discende da una dinastia dell’automobile ha una storia familiare e le finanze adeguate per poterlo fare. Per poter realizzare questo parco il padre dell’attuale proprietaria ha prima di tutto rinnovato il manto terroso della collina facendo arrivare camionate di terra fertile da una zona ubertosa della Toscana; poi vi ha piantato le più belle essenze tra quelle compatibili col particolare microclima, tra cui appunto le palme.Il soggiorno a doppia altezza ha grandi vetrate che inglobano lo spazio verde del parco, in contrapposizione alla presenza high tech di scala e soppalco. ll rivestimento in marmorino metallizzato è opera di Prato Blu di Varese. Gli imbottiti sono di Busnelli. La lampada è il modello “Karma” di Lucitalia.Lo stile moderno in architettura di interni nasce con le prime opere di Le Corbusier e Gropius, realizzate con tre materiali di base: il vetro trasparente delle grandi finestre, l’intonaco bianco molto riflettente di pareti e sofitti, il gommoso linoleum dei pavimenti, il tubolare cromato della struttura delle sedute.
Erano materiali freddi che venivano accostati a un’esigua presenza di materiali caldi come i tessuti, la pelle e il cuoio. E’ naturale che quando gli architetti che si erano autodefiniti razionalisti si confrontarono con le case di montagna foderate di legno, cercarono di sfruttare il contrasto dei materiali tecnologici come l’acciaio e il ferro cromato con le calde venature del materiale organico più antico dell’uomo. E’ quanto è stato fatto negli interni di questa villa accostando gli elementi metallici alle tortuose venature del cedro rosso canadese.La casa si articola attorno al nucleo centrale del living, un soggiorno a doppia altezza con ampie vetrate che offrono continuità con il verde raffinato del parco secolare. L’ambiente è caratterizzato dall’unica parete non in legno, color rosso fiamma, su cui poggia il passaggio aereo del soppalco; un camino e la scala sono gli altri elementi dominanti.
Sempre al piano terra si trovano la cucina, il cui bancone multifunzionale si affaccia direttamente sul verde del parco, la dispensa e il bagno di servizio.

Le scandole di legno sul tetto hanno già acquistato la giusta patina, mentre le cornici metalliche verniciate di blu fanno un bel contrasto con gli infissi verdi delle finestre. In bagno, sanitari Duravit e rubinetterie Dornbracht modello “Tara”.Tutti gli arredi sono stati progettati per integrarsi al meglio con il legno di cedro delle pareti, reso più luminoso e leggero da una finitura sbiancata, e per i pavimenti si è scelto un bellissimo rovere tinto che stacca decisamente rispetto al cedro canadese delle pareti. Al piano superiore una galleria a sbalzo, naturale continuazione della scala, dà accesso alle camere della zona notte, le cui ante hanno una caratteristica forma convessa. Le stanze sono ampie e godono di molta luce grazie all’ampiezza degli abbaini triangolari.

Nelle camere al piano superiore gli abbaini triangolari movimentano piacevolmente i volumi del soffitto. Il letto è il modello “Natalie” di Flou con testiera a parete.
Il comodino, su disegno degli architetti, è stato realizzato da Pino Meroni Arredamenti di Cantù. Il bagno, semplicissimo, ha un lavabo d’appoggio Duravit con miscelatore Dornbracht.Lo studio Alberico & Giachetti Architetti Associati nasce nel 1995 dall’incontro di due esperienze professionali per certi versi complementari che si completano ed arricchiscono a vicenda.
Il mix di esperienza tecnica e progettuale maturato permette di affrontare le diverse problematiche proprie di ogni singolo progetto sia nel campo dell’ architettura che in
quello del design e della ricerca.
Nel corso della sua pur breve storia si è specializzato principalmente nelle realizzazioni per i settori commerciali e del terziario come show room, uffici, capannoni industriali ed esposizioni commerciali, ma anche in quelli dell’architettura residenziale ed alberghiera.

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