FARE

Fish food and design

Mister Jasper Morrison, può raccontarci qualcosa riguardo ai suoi studi di design?
Nei primi due anni in cui studiavo design vidi Memphis: cambiò tutto per i giovani studenti, prima di allora gli insegnanti ti dicevano come disegnare, dopo non potevano più dirti cosa fare, potevi progettare quello che ti piaceva. Se Memphis poteva essere esibita nel mezzo del Salone del Mobile, allora gli studenti avevano la libertà di fare ciò che volevano.
Per me fu molto bello, perché non ero un allievo così bravo nel senso tradizionale.

Cos’è il design per lei?
Penso che il design sia una professione normalissima, abbiamo un lavoro da compiere che è fare il prodotto migliore e d’altra parte è una sorta d’alchimìa.
Quando il design è veramente buono è misterioso, puoi dire che sia simile all’arte, ma non è arte, è più simile a un’alchimìa.

Qual è il suo metodo di lavoro? Le idee progettuali partono da lei o è l’azienda che le dà le istruzioni di partenza?
Possono accadere entrambe le cose, nel caso del telefono Punkt ho ricevuto un brief, ma ci sono molte altre aziende che ti lasciano libero di fare quello che vuoi, è un mix, qualche volta sono io che porto il progetto, qualche volta mi dicono cosa devo fare.Può descriverci il telefono DP 01 e la sveglia AC 01 che ha progettato per Punkt?
Il telefono sta disteso sulla parte posteriore, ho pensato a lui come a un martello.
L’importanza dell’appoggio sul retro è che puoi vedere lo schermo, quando suona non hai bisogno di alzarlo per sapere chi ti chiama e il vivavoce ti permette anche di telefonare lasciandolo appoggiato. L’ampio spazio sotto ti permette di alzare il telefono più facilmente. La sveglia è molto semplice, è fatta con una lunghissima estrusione, poi tagliata, che ne costituisce il corpo e con un foro frontale, mentre il meccanismo sta sul retro, così da non disturbarne la visione. Semplicissimo il modo di regolare l’allarme, con un interruttore basculante. Per la luce basta premere il bottone sul retro, è facile.
Dove trae le ispirazioni per il suo lavoro?
L’ispirazione può provenire da ogni parte, cerco di essere molto aperto, consideriamo per esempio un tavolino come questo (allo Spazio Rossana Orlandi di Milano, ndr), non rifarò la stessa cosa, ma ne ricorderò l’idea: la base è pesante, è abbastanza alto… stivo queste informazioni. Se trovo qualcosa di interessante lo memorizzo, il ricordo permarrà e qualcosa giungerà in qualche altro progetto. Avverrà una sorta di riprocessazione, potrebbe essere un mix del tavolo con qualcos’altro, che giunge come d’incanto, connettendosi nel mio cervello. Guardo le cose come se fossero cibo, cibo per i pesci, se non ottengo questo cibo non posso fare alcun tipo di design.Plastic generation
www.stefanplast.com

condividi :
Imparare dal passato
20/09/2005
Nature & Culture
04/11/2005