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Eventi Storici - Giò Ponti e Ettore Sottsass

Il bello rimane!

Giò Ponti

« Adesso vogliono rinnovare tutto, ma certi fenomeni avvengono senza essere proposti, e si troveranno impreparati e incapaci a rinnovare
- mi dice Gio' Ponti. Il design è valido quando significa qualità, essenzialità, e essenzialità vuole dire che non c'è nulla di inutile e nulla da levare. E che non è stato ideato per il mercato, ma l'ha raggiunto. Questa mania di rinnovare il mercato viene dal consumismo. Si deve rinnovare quello che è brutto o mediocre il bello rimane ».
Gli rispondo che oggi c'è un'evoluzione del design, che il pubblico pare rivolgersi a un arredamento più ornamentale.
che il design vuole rompere la linea pura, asettica, che l'ornamento per l'ornamento può aprire la porta a un pessimo gusto e a un decaden tismo, che pare piacciano i mobili in giunco, che pare piacciano sia in giardino sia in casa, che l'ornamento è proposto non solo nell¹abbigliamento ma anche nel salotto, e chi sa anche in camera da letto, che il giunco piace come materia, che oggi il giunco è riproposto anche nel liberty, che lo si fa per dare una ventata di freschezza al mercato, nel volerlo rinnovare, che a me sembra, che nel parlare di mercato si declassi la produzione,
che il revival...
Gio' Ponti porta poco gli occhiali, preferisce estraniarsi da quello che ha attorno per essere più attento, o per andarsene dove vuole con il pensiero. Mi ascoltava così, rimettendosi a in tervalli gli occhiali nel chinarsi su un foglio,
e io al di là del suo tavolo di lavoro, pensavo disegnasse quei suoi disegni che tanto mi piacciono, e allora tacevo perché era giusto che del giunco e dell'ornamentale e del mercato a un certo punto mi rispondesse d'altro.
« Si ricorda nell'esatto ordine, quello che mi ha detto? », mi chiede d¹un tratto.
« Sì... »
« Lo scriva subito per non dimenticare, che poi parleremo dell'ultima Citroen: l'ha vista sul giornale?, semplicissima bellissima. Di una li nea pura. Intanto legga: ho già risposto a quel lo che voleva sapere da me ». E mi porge due
fogli. Eccoli.

DOMANDA 1
Sono estraneo ai conati per un design ornamentale, che contraddice al design genuino essenziale e stupendo.

DOMANDA 2
No, la linea pura non è affatto asettica, è semplicemente pura.

DOMANDA 3
L'ornamento per l¹ornamento apre la porta allo scatenarsi ad un gusto pessimo.

DOMANDA 4 (circa i mobili in giunco) Possono essere bellissimi.

DOMANDA 5
Li sento dove li mettano purché siano di bellis sima linea.

DOMANDA 6
Risponde Mies Van Den Rohe: Less is more

DOMANDA 7
Con la stessa materia si possono fare cose bellissime, quanto cose volgari, la materia non conta!

DOMANDA 8
Riproporre il liberty nel giunco?
Vorrebbe dire che v'è stato il liberty in giunco, ciò non mi consta.

DOMANDA 9
Non c'è bisogno di rinnovare un mercato per ridargli freschezza, si abbandoni quel che nonè fresco e si rimanga fedele a ciò che è essenziale.

DOMANDA 10
Il rinnovamento per il rinnovamento non significa nulla, a meno che si siano prodotti oggetti deteriori, esigere
altri migliori non è rinnovare, è rendersi conto dei valori di qualità.

DOMANDA 11
Parlare di mercato declassa la produzione, fatta a quello scopo, prendete un grande musicista, un grande scultore, un grande pittore, ungrande poeta, le loro opere troveranno il loro mercato, ma non sono mai state fatte per il mercato.
Durevole eterno: la cosa fatta « per » il mercato nasce morente.

Sapore erotico?

Ettore Sottsass

« Ci sono state intere civiltà dove tutto era fatto di giunco, anche le case, ma il giunco non resiste agli anni e sono scomparse - mi dice Ettore Sottsass. Una volta ho scritto un articolo sulle case birmane le cui pareti sono di giunco,
come i tappeti, di una bellezza sconcertante, fatti dalle donne, e il giunco intrecciato in modo che, se la luce casca traversalmente sono grige, e se casca per lungo sono marroni. Immagini che colori di luce danno questi intrecci sulle pareti.
Meravigliosi.
« Il giunco in questi paesi è un materiale usato da tutti, donne, bambini, uomini, e per farne di tutto. Però bisogna ricordare che vi sono vari tipi di giunco, gli Juncum (circa 190 specie), gli Luzula (circa 38 specie) e vivono in luoghi
umidi e ombrosi. Anche in Italia ve ne sono, d'uso gli chiamiamo bambù. Crescono a foreste, e a seconda della loro elasticità e durezza vengono tagliati a pezzi più o meno lunghi e più o meno sottili, e sono usati lavorati e intrecciati
in più modi. A volte sembrano un morbido e prezioso tessuto.
« Non so che possa significare il giunco oggi, nelle nostre città. Credo che sia la ricerca permanente delle memorie perdute: insomma delle cose perdute e che il ritrovarle in queste condizioni è come non ritrovarle.
« Se ora penso al giunco mi vengono in mente immagini hollywoodiane di signori e signore seduti sulle spiagge di Acapulco, o in qualche villa californiana a bere liquidi fantastici, gialli arancioni viola, in bicchieri enormi, con immerse dentro cannucce di altri colori, e che bevono seduti su poltrone di giunco, altissime sopra le loro teste. Oppure, camere da letto più o meno arredate alla house garden, bianche, di giunco, con baldacchini e tende: perché sono al mare. Tutto un tipo di vita scenografica e scenografata: una vita da teatro consumistico. Ma io sono molto lontano da queste cose, non so neanche che cosa vogliono dire, le vedo al cinema; sui giornali, ma non so chi sono questi personaggi, non so cosa vogliono: non parlerò mai con loro. Non so niente ».
- Ha osservato la grande poltrona di vimini nel film « Emmanuelle? ».
- Sì, e che poltrona... E tante altre poltrone...
- Forse sono erotiche! E tutti e due lo sospettiamo adesso... Povero vimini della nonna... Erano poltrone smunte dal sole e dalla pioggia estiva: le ricorda? Avevano un loro scricchiolio, e i braccioli erano giusti giusti per starci seduti ben ritti nel sorseggiare il tè con il latte, e tanti biscotti. Dal tè della nonna, no: che il revival del giunco venga da
« Emmanuelle », e dagli week-end esotici?
Credo che sia l¹esotico per l¹esotico, e anche Acapulco, e anche per Emmanuelle e sorelle.
- Però si dice anche che il cliente è stanco di poltrone a cubo e lampade a sfera, e che cerchi questi intrecci ornamentali, anche tipo liberty, con la speranza che portino allegria alla noia geometrica dei loro convivi
- Non è vero. La rivolta contro la linea asettica c'è già stata. Questa rottura l'ha fatta il movimento hippie. Tutta la loro controcultuna è stata un'operazione per rompere questa razionalità del processo di progettazione e di produzione. Comunque proprio questo non si risolve con il giunco, è un problema molto più grave, che esiste, ma non dell'asetticismo.
È quello di cercare, di ritrovare spazio alla creatività, alla invenzione, alla fantasia, alla povertà, alla ricchezza. Insomma spazio di ogni genere.
Ii giunco di « Emmanuelle » è l'ultima decadente espressione di tutto un movimento di liberazione sessuale, di una pornografia coperta di esotico. Ma là, nell'esotico, c'è un altro clima, c'è un altro mondo, c'è un altro tutto. Direi che
è una forma anche un po' razzista di vedere il sesso. E poi i! salotto in giunco, qui, vorrebbe altri vestiti, bibite diverse, piatti diversi, e che non si mangiasse con le forchette ma con gli stick. E poi il giunco va bene sulle spiagge, nelle foreste, dove non c¹è mai una briciola di polvere. A Milano non sta bene neanche con l'aria e con la luce. Non c'entra.
Queste ricostruzioni più o meno esotiche, ci sono già state alla fine dell'ottocento e ai primi del novecento. Un esotismo nord africano, arabo. Adesso queste cose ci sembrano spaventose: non avevano senso, non stavano in piedi: era tutto un pasticcio colossale, ma è anche vero che questa è una società da commedia, una società da palcoscenico: forse bisognerebbe capine fino a che punto è giusto che lo sia. O se invece non lo deve essere. Ma questo è un discorso un po' più largo. E' certo che oggi bisognerebbe fare una società non da palcoscenico,
ma che viva proprio con i piedi per terra, che cammini sulle pozzanghere, sulla terra, sull'erba o che so io, invece di stare su un piedestallo a fare delle commedie.