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| Eventi Storici - Visita di S.A. il Duca di Baviera all'Arco della Pace | ||||
| E pensare che si era realizzato un accesso
facile e senza barriere architettoniche grazie ad un ascensore OTIS di
grande prestigio, in modo tale da permettere a tutti di rinnovare la storica
visita del 1857 del Re di Baviera Massimiliano II all'Arco della Pace
che, come leggiamo dai documenti storici, "...fu condotto al di sopra
col suo seguito visitando i cavalli...". L'Arco della Pace, capolavoro
dell'architettura e della scultura neoclassica, suscitò probabilmente
nel Re bavarese la curiosità del confronto. La città; di
Monaco stava infatti subendo dall'inizio dell'Ottocento una trasformazione
profonda che le avrebbe consegnato l'aspetto definitivo; il predecessore
di Massimiliano, Luigi I, cultore dell'arte e della cultura, si era affidato
nella progettazione delle nuove opere ai famosi architetti von Gartner
e von Klenze con l'intento di far diventare Monaco la nuova Atene. Tra
le monarchie più colte d'Europa dunque, i sovrani di Baviera non
solo erano dotati di un profondo senso estetico, capace di fare riconoscere
loro il Bello nell'arte come nella musica, ma soprattutto possedevano
una intelligente e illuminata concezione dell'arte come fenomeno che ha
bisogno di essere mostrato ad un vasto pubblico. L'arte deve rendere la
città più bella al cittadino e deve stupire lo straniero,
non deve essere nascosta. Di qui ad esempio l'idea di mostrare in una
gliptoteca pubblica l'importante collezione di statue antiche.
Fra i cavalli dorati, cesellati al millimentro, ci si trova di fronte
all'affascinante spettacolo del più bel complesso neoclassico del
mondo; per questo eravamo convinti che dovesse essere un patrimonio di
tutti. Purtroppo una volontà; miope ed egoista ha voluto negare
l'accesso ai più, rimandando forse ad una prossima generazione,
e ha impedito il restauro filologico studiato per riportare nell'originario
splendente colore oro i dieci cavalli e il cocchio guidato dalla dea e
dalle amazzoni della Vittoria.
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