| Vogliamo ricordare, nel suo progetto e nei suoi obiettivi,
una grande partecipazione collettiva di artisti, documentata da un importante
catalogo e da una grande mostra tenutasi dal 6 al 22 novembre 1992 alla
Rotonda della Besana.
Con la rimozione della torre e dell'ascensore a lato dell'Arco della Pace
è; stato mortificato un significativo gesto di risveglio civile,
ispirato da un forte ideale e da una grande energia culturale ed artistica,
concepito per far toccare con mani la grande tradizione della più;
importante accademia d'Europa.
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Andrea Cascella - Natale Addamiano |
Fabrizio Breschi - Italo Bressan |
Ricordiamo infatti che l'Arco della Pace fu ideato ed eseguito
nei primi dell'Ottocento da professori e allievi dell'Accademia di Brera.
A testimonianza di questo impegno, troviamo ancora nella ricca gipsoteca
situata nei sotterranei dell'Accademia i modelli ottocenteschi, non solo
a tutto tondo, dell'Arco della Pace, delle sue sculture e dei suoi bassorilievi.
In un momento così; difficile e tormentato per la gloriosa Istituzione
milanese nel quale, con fatica, essa lotta per veder riconosciuto ufficialmente
il suo ruolo formativo di assoluta parità rispetto a quello dell'università,
ci sembra ancora più urgente un atto portatore di grande impatto
simbolico che sottolinei e ribadisca, ancora una volta, l'importanza storica
di Brera per la cultura dell'Europa intera.
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Sabina Capraro - Nino Cassani |
Alik Cavaliere - Franco Cheli |
Per questo motivo ci sembra doveroso ricordare l'evento.
Attraverso l'asta, che ha avuto seguito dopo la mostra alla Besana, le
opere sono state offerte dagli artisti con spirito di solidarietà
e di dedizione ai valori del bello e dell'arte: grandi quadri di due metri
per due, entrati poi nelle migliori collezioni private e di grandi aziende.
L'adesione all'iniziativa voleva dimostrare una sorta di filo rosso che
unisce la tradizione storica dell'Accademia con i migliori artisti milanesi
contemporanei. Inoltre voleva essere un modo concreto di partecipare alle
spese funzionali per la costruzione di un percorso senza barriere architettoniche,
in modo tale da permettere ad un vasto pubblico l'accesso alla terrazza
dell'Arco della Pace.
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Giovanni Conservo - Francesco Correggia |
Fernando De Filippi |
Beppe Devalle - Pietro Diana |
Da lì è infatti possibile godere di uno splendido
scenic point a contatto del più bel complesso monumentale neoclassico
d'Europa. Vogliamo con queste pagine fare un omaggio a tutti e novantanove
gli artisti per dimostrare che il loro gesto ed impegno non è;
stato dimenticato dall'Associazione Amici dell'Arco della Pace.
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Diego Esposito - Bruno Gandola |
Riccardo Gioia - Chin Hsiao |
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Enrico Lombardi - Maria Grazia Luisetti |
Giancarlo Marchese - Franco Mazzucchelli |
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Paolo Minoli - Mintoy |
Laura Panno - Giampaolo Pavesi |
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Romano Perusini - Stefano Pizzi |
Mario Robaudi - Paolo Scirpa |
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Saverio Terruso - Michele Zappino
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GLI ARTISTI DI ART
FENCE: |
Andrea Cascella
Natale Addamiano
Adriano Altamira
Valerio Ambiveri
Carob Arkò;
Rodolfo Aricò;
Alberto Balletti
Paolo Baratella
Glauco Baruzzi
Giuseppe Becco
Giuliana Bellini
Mario Benedetti
Maura Biava
Renata Boero
Davide Boriani
Maurizio Bottarelli
Fabrizio Breschi
Italo Bressan
Vito Bucciarelli
Pietro Capogrosso
Sabina Capraro
Nino Cassoni
Alik Cavaliere
Roberta Celotti
Franco Cheli
Franco Cheli e
Roberto Martelli
Marco Cianciotta
Sandro Ciriscioli
Giovanni Conservo
Francesco Correggia
Roberto Da Lozzo
Fernando De Filippi
Leonida De Filippi
Dora De Siati
Seppe Devalle
Pietro Diana
Diego Esposito
Salvatore Esposito
Roberta Fanti
Ali Farahzad
Vincenzo Ferrari
Michele Franco
Bruno Gondola
Riccardo Gioia
Chin Hsiao
Katsuya Komagata
Igino Legnaghi
Enrico Lombardi
Maria Grazia Luisetti
Giovanna Modal
Miltos Manetas
Giancarlo Marchese |
Gastone Mariani
Leon Marino
Franco Marrocco
Alessandra Mascetti
Marcello Mazzella
Franco Mazzucchelli
Ruggero Menegon
Paolo Minoli
Mintoy
Ulrico S. Monte fiore
Simona Mrakic
Enrico Mulazzani
Ayako Nakamiya
Angela Occhipinti
Giose Padovan
Vincenzo Palombo
Laura Panno
Filippo Panseca
Giampaolo Pavesi
Luisa Pebosio
Romano Perusini
Fernando Picenni
Alex Pinna
Stefano Pizzi
Geremia Renzi
Giovanni Repossi
Loris Riva
Silverio Riva
Mario Roba udi
Roberto Rob erti
Anna Maria Santolini
Grazielba Sarno
Paolo Scirpa
Tetsuro Shimizu
Alessandra Sozzi
Giuseppe Spinoccia
Tiziana Tacconi
Saverio Terruso
Natascia Tessero
Carlo Tognolina
Grazia Varisco
Simona Vergani
Luca Vernizzi
Luigi Viola
Collettivo:
Miriam Bizioli
Vincenzo Denti
Francesco Feula
Alberto Goglio
Gnni "Gr'
Filippo Spelta
Michele Zappino
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Opinioni
BERTé ALLA FINESTRA
Ylilano capitale del kitsch?
(Giornalista. Ha collaborato a numerosi quotidiani e periodici.
E stato Direttore Generale della Rai, Presidente dell'istituto Luce, Itainoleggio
cinematografico e della Triennale di Milano.
Partecipa all'attività; di varie Istituzioni Culturali.
E' stato Consigliere Comunale a Milano e deputato al Parlamento.)
Milano "è la città più kitsch che ci sia in
Europa". Ancora: "Milano è lo specchio della cultura
della spazzatura". "Più
avanti"... ...stiamo parlando di cose fatte male... città
come Parigi, New York, metropoli con 12 milioni di abitanti... i loro
amministratori sono attenti pianificatori eppure affrontano emergenze
sociali ben peggiori di quelle di Milano. Sono parole
di Cae Aulenti nel corso di un'intervista a "La Repubblica"
(7. 4.1998).
Questi giudizi, forse eccessivi, della grande architetto riguardano prevalentemente
la Milano-contenitore. Ma, si sa, in una città; contenitore i contenuti
di vita sono difficilmente separabili. Sta di fatto che Milano vive da
tempo una evidente crisi. I milanesi in genere criticano l'offerta culturale
ritenuta scarsa, qualitativamente debole e troppo episodica. Taluni operatori
culturali criticano invece la cittadinanza che sarebbe poco sensibile
ai richiami della cultura. La ragione, come sempre, non sta tutta da una
parte però, a mio parere, hanno più ragione i milanesi.
Fatte le doverose eccezioni, gli incontri culturali, le conferenze, i
dibattiti registrano scarsa partecipazione, altrettanto può dirsi
di mostre e rassegne. Il grande successo di pubblico per avvenimenti eccezionali
conferma la regola.
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A questo punto varie domande si
impongono e qualche risposta. Le manifestazioni vengono sufficientemente
pubblicizzate? La crisi d'informazione è; notevole. Gli avvenimenti
sono caratterizzati? Si realizzano sinergie tra gli organizzatori?
E evidente l'assenza di un "palinsesto" dell'offerta culturale,
mancano cioè; contatti sistematici tra i vari enti, con il
rischio di sovrapposizioni e di dannose concomitanze. Gli argomenti
sono di forte richiamo, investono tematiche di grande interesse? Anche
per temi specialistici i relatori sono di prima grandezza? |
Si avverte la mancanza di un sistematico
rapporto con le più; importanti realtà culturali del mondo.
Non sono poche le iniziative che, attuate all'estero, potrebbero essere
portate a Milano. (E potrebbe essere viva l'opportunità; di rendere
itineranti nel mondo proposte nate a Milano).
Si tratta insomma di dare respiro mondiale alla vita culturale della città.
Il "turismo d'affari" a Milano è; notevole, non avviene
però; che parte di esso divenga anche "turismo culturale".
Pure qui si impone un interrogativo. Come vengono comunicati i pssibili
itinerari artistico/culturali nella città, nella provincia, nella
regione? Le proposte inerenti allo spettacolo, alle arti, alle tecnologie
come vengono comunicate al turista per affari? E non si allude a quella
comunicazione "sottovoce" che vale soltanto per chi la va a
cercare. Milano, è noto ha tutte le caratteristiche per essere
"città europea".
Ma l'attuale crisi culturale (peraltro recuperabile) rallenta il processo.
In Europa si entra da varie porte, non da una sola. Ha la porta principale
per entrare, ma soprattutto per rimanere in Europa, non è; soltanto
di natura monetaria.
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