| In data 3 marzo è stata abbattuta la Torre punteggio
innovativa provvisoria che, fino a quando era stato permesso, portava
il pubblico sulla grande terrazza dell'Arco della Pace per partecipare
alla gioia del bello e per
poter toccare con mano il più; bel complesso scultoreo/bronzeo
/neoclassico del mondo, cosìè venuto meno per
il grande pubblico di partecipare ai valori del Genius-Loci del posto.
Probabilmente chi ha preso la decisione non era ben informato del problema
in genere e in particolare della proprietà del terreno sul quale
era stata eretta la Torre. é stato fra l'altro disatteso le direttive
della Legge Finanziaria 1998 con la quale vengono sollecitati contratti
di sponsorizzazione tra le Pubbliche Amministrazioni e le Associazioni
senza fini
di lucro, regolarmente costituite con atto notarile (l'Associazione Amici
dell'Arco della Pace addirittura con riconoscimento Giuridico Regionale
fin dal 1990) alfine di 'comportare risparmi di spesa da parte dello Stato".
Senza la Torre, sopratutto, non si ha più; la possibilità;
di seguire le fasi lavorative del restauro con la partecipazione viva
del pubblico, che presente e testimone attua il restauro attivo ideale
sensibilizzatore di cultura e memoria.
A occhio nudo anche dal basso ai piedi dell'Arco, si coglie quella tremenda,
obrobiosa mano di verde di alcuni cavalli restaurati che ha distrutto
il piacere di cogliere le sfumature e il gusto del dettaglio.
Se il bronzo neoclassico è; dorato, perché; si è; voluto mascherare
e distruggere con un colore verde "panchina"
quello che doveva essere un importante restauro storico da portare con
orgoglio ad esempio in Europa?!
Tutti i milanesi sono stati invitati ad alzare lo sguardo; abbiamo così;
raccolto una forte corrispondenza scritta e via
e-mail che testimonia la perplessità; e improprietà; dell'intervento.
Oggi così; scopriamo che ancora una volta siamo stati puniti e umiliati
perché; superati dai nostri partner Europei, non solo nei confronti
della Francia, dove Parigi ne è; un esempio, ma anche dei Berlinesi
che hanno preso spunto da il "Matitone" per costruire e inventare
un appropriato accesso ad una delle loro più; prestigiose Cattedrali,
con una Torre analoga, ma rivestita in Curten Walls di Cristallo.
Cade la Torre a Milano e rinasce a Berlino: un servizio
nelle pagine dedicate a "Genius-Loci", documentano il Progetto
di ristrutturazione della Chiesa di S. Croce nel quartiere Kreuzberg,
ampiamente presentate sul n¡ 29 di "Chiesa Oggi architettuta
e comunicazione", dove la Torre progettata dagli architetti: Heinrich
Burchhard, Uwe Evers, Wolfgang Goschel, Herbert Rebel, Joachim v. Rosenberg,
diventata orgoglio a servizio di una comunità; attenta, qui anziché;
effimera è; accesso permanente e voluto.
Se il "Genius-Loci" dell'Arco della Pace oggi e domani saranno
le bancarelle, i mercatini, o similari giochetti.._ Italia! Come è;
facile banalizzare e tradire così; cultura e tradizione di un così;
importante complesso architettonico! Se si va avanti così;, non rimane,
come qualcuno ha già; dichiarato, di fare verniciare di verde bottiglia
la "Madonnina d'oro del Duomo" per intristire definitivamente
il "cuore" della nostra grande Milano!
1. La Torre che portava il pubblico sulla grande terrazza dell'Arco della
Pace
2. La Torre di Cristallo costruita dai berlinesi come accesso alla chiesa
di S. Croce nel quartiere Kreuzberg
3. Un particolare della fronte della Sestiga presente nella parte superiore
dell'Arco della Pace
4. Planimetria dell'Arco della Pace con i due caselli laterali visti nel
rapporto con la piazza
e il parco circostante. (Documento storico *)
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"Milano ha perso una passeggiata panoramica
fra storia, arte e archeologia"
* Documento storico del progetto della piattaforma con carreggiature
che unisce i tre elementi, Arco della Pace e i due caselli daziari
"in un unico complesso monumentale"; oggi la piattaforma
risulta spezzata nel tratto di unione dei due caselli: ne rimane
solo la parte adiacente all'Arco della Pace e il sottile perimetro
attorno ai due caselli
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"Milano ha perso una passeggiata panoramica fra storia,
arte e archeologia".
Era in programma e ne diamo documentazione nelle pagine seguenti, di ripetere
la cerimonia della bandiera tricolore che in data 24 maggio, come da documentazione
storica venne issata per festeggiare I' orgoglio del 1848! Un'alza bandiera
con il pubblico vicino e testimone della Milano vivace, presente, forte
e memoria di anticipatore di ruolo storico.
L' Arco della Pace, di proprietà; dello Stato è; un arco di trionfo,
un arco, cioè; un passaggio, la più; grande porta storica d' accesso
di Milano!
Oggi la città; è; diventata più; grande, come più; grande
è; diventata Parigi: tuttavia 1' Arco della Pace rimane ed è;
sempre il passaggio storico e monumentale che porta al cuore della città;
e la collega idealmente all' Europa.
La Torre consentiva anche di vedere una scelta urbanistica tradita: dalla
grande terrazza sono evidenti gli errori urbanistici.
L' Arco della Pace, grande testimone della genialità; milanese è;
relegato oggi a semplice quinta di un teatrino per feste di quartiere!
Ma dov' è; il rispetto della tradizione e della natura del luogo ?
Il complesso Monumentale dell'Arco con i 2 Caselli unico e inscindibile
è il più importante in tutta Europa oltre che per la valenza
architettonica dei 3 elementi doppiamente 'congiunti" dalla Piattaforma
o zoccolo su cui appoggiano anche per la grandiosità del Carro
Solare posto alla sua sommità: 65.000 chilogrammi di bronzo finemente
cesellati, come il conio delle monete, in bronzo dorato.
Il fronte del cocchio finemente cesellato, nel più piccolo dettaglio,
raccoglie e racconta tutte le aspirazioni e i valori a cui deve tendere
la società civile di Milano. Operosità, arte, cultura e innovazione.
Questo Genius-Loci visibile, toccabile con mano affascinata ne era pungolo
storico e monito per le nostre generazioni e quelle dei giovani di domani;
oggi viene di fatto impedita la lettura di questo messaggio di Pace e
Cultura, dove I' operosità nelle sue rappresentazioni di artigianato,
agricoltura, industria, arte e musica sono diventate purtroppo pagine
aperte di un libro che si vuole chiudere!
Dott. Arch. Gjlla Giani
gjllag@dibaio.com
Presidente Vicario "Associazione Amici dell'Arco della Pace"
http: / / www.dibaio.com/arcodellapace
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Francesco Alberoni, sociologo |
Esiste una sociologia dell'arte che studiando i rapporti
tra le opere e i suoi fruitori, individua i comportamenti e i valori che
sono alla base ditale interrelazione. In questo quadro come giudica il
rapporto tra autorità pubbliche e cittadini quando si presenta
una divaricazione tra le aspettative delle persone e gli atteggiamenti
di chi è; investito dall'autoritas dello stato, come è avvenuto
nel caso dei bronzi dell'Arco della Pace?
Nello stato democratico molte funzioni di controllo vengono attribuite
dall'autorità; centrale (il ministero competente che dipende dal
governo) a singoli individui che devono sorvegliare il corretto comportamento
dei cittadini in un dato ambito. Nelle questioni dove ha un peso la cultura
possono esserci punti di vista diversi e anche antitetici tra i singoli,
i groppi e l'autorità ma, se vi è democrazia, c'è
sempre una regola di base: la maggioranza, se non ha comportamenti distruttivi
nei confronti dell'umanità, va sempre ascoltata e il suo parere
è; vincolante. Spesso però il gusto del potere gioca brutti
scherzi a chi ha compiti di controllo e, anzichè; portarlo ad agire
con spirito di servizio, scatena l'affermazione unilaterale della sua
volontà col risultato di sopraffare quelli che in quel momento
sono i desideri collettivi. Nel caso dei bronzi in questione mi sembra
che le aspettative di alcuni gruppi di cittadini, che spontaneamente si
sono formati al fine di tutelare le opere artistiche e monumentali della
nostra città;, siano state disattese: un fatto questo che può;
avere carattere di gravità se d'impedimento alla fruizione di un
opera d'arte secondo la sensibilità; culturale propria del nostro
tempo.
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Rosa Alberoni, scrittrice |
Come presidente dell'associazione Milanodonna, che ha
anche fui di tutela del patrimonio artistico milanese, cosa pensa de!
restauro della sestiga bronzea che corona l'Arco della Pace?
"Cosa buona e giusta" è; il restauro quando conserva
i capolavori nel tempo. Per quanto riguarda il come farlo e l'aspetto
estetico del risultato, penso che valga il concetto di restauro come ripristino
delle condizioni in cui era all'origine, in questo caso color bronzo.
Non capisco perché dovrebbe essere fatto in un altro colore, dal
momento che anche i bronzi trovati sul fondo del mare, come quelli di
Riace, sono stati riportati al loro colore originale. Non vedo perché;
queste splendide sculture che dominano il Parco del Sempione non debbano
ritornare a splendere come in origine, dal momento che il bronzo è
un metallo solare con connotati tutti positivi. Noi cittadini milanesi,
se si devono spendere soldi che in fondo sono nostri, vogliamo che questa
pregevolissima opera ritorni al suo splendore originale, cioè;
luminosa come un faro visibile da lontano ogni altra soluzione sarebbe
mortificante. E come presidente di Milanodorina non posso dimenticare
che questo monumento nella sua iconologia presenta ai quattro angoli quattro
donne idealizzate che guardano con ottimismo e orgoglio le sorti di Milano,
con al centro una simbolica dea. Nel caso di una scultura di Pomodoro
a nessuno verrebbe in mente di farla diventare verde bottiglia, anche
perché l'autore, essendo vivente, si ribellerebbe e ne farebbe
uno scandalo. Nello stesso modo dobbiamo comportarci per le opere del
passato, che devono rimanere come l'autore le ha volute, perché
restaurare vuoi dire riportare all'origine e nuil'altro.
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