Tratto da:
Casa Oggi n°148
Modi di Vivere

I LUOGHI DELL'ISPIRAZIONE
Di Baio Editore

In uno studio del pittore Dova

La casa, per un artista, può diventare un tramite, una cassa di risonanza per la sua ispirazione con cui captare i sottili messaggi della creatività.

di
Mauro Artioli

Un pittore, un artista del nostro tempo, uomo di grande cultura, dotato di un talento naturale che elabora una sua tematica ben precisa in continua evoluzione: questo è Gianni Dova.
Arte astratta e concreta, arte spaziale, un mondo espressivo che egli autodefinisce "metamorfico' creato dalla sovrapposizione tra soggetti diversi e confinante con, il sogno: questa è la sua pittura.
E a lui che ho posto alcune domande cercando di capire soprattutto quale sia il rapporto tra l'artista e l'ambiente che lo circonda e i suoi gusti al riguardo.

In prevalenza preferisce lavorare a Milano o altrove?

Gli studi dove dipingo non nascono da un'esigenza di proprietà, ma perché penso che alcuni luoghi possano essere utili più di altri per avere suggestioni particolari ed aiutarmi così nel mio lavoro.

Ha qualche esigenza particolare che le preme soddisfare?
Sì. Per esempio a me piace che lo studio sia posto in modo tale che si possa vedere l'acqua. Ne è un esempio la mia casa-studio in Toscana situata di fronte a Migliarino: essa sorge in una posizione incantevole e da quel punto posso godere della visione sia del golfo di La Spezia che di quello di Livorno e in alcune giornate il mio sguardo può spaziare fino alla Sardegna. Questa casa in Toscana l'ho acquistata perché è mia intenzione fare anche sculture e penso che dovrò recarmi spesso a Carrara, località che più di ogni altra potrà darmi, oltre alla materia prima, le suggestioni necessarie per le mie opere.

Foto di Roberto Summer

Quindi la scelta dello studio non è casuale, ma è fatta con immensa cura?
Certo. Io scelgo lo studio anche a seconda dell'opera che ho intenzione di eseguire; la luce è diversa da luogo a luogo e mi crea sempre nuove emozioni. Nei miei studi trovo sempre tutto pronto, dalle tele ai colori, cosicché posso cominciare a lavorare il giorno stesso del mio arrivo. Il loro denominatore comune è dunque quello di sapermi suggerire sempre nuovi percorsi per le mie opere.

Come ha disposto la sua casa in Toscana?

Il mio studio-casa in Toscana è formato da ambienti molto accoglienti, pieni di comfort; prima di fare il pittore infatti avevo intenzione di fare I architetto e mi è rimasta la passione di ristrutturare e arredare. La casa di Migliarino, in cui nel 1200 sembra sia nato un pittore i cui dipinti si trovano ora nel museo di Pisa, è molto antica ed è formata da un nucleo che era originariamente costituito da una stanzetta molto modesta. Dato che la famiglia cresceva, i vecchi proprietari erano soliti procedere ad un allargamento della casa aggiungendo nuove fabbriche: ciò ha reso la costruzione molto più bella perché irregolare nei suoi movimenti e mi ha dato la possibilità di arricchirla e nello stesso tempo renderla armoniosa usando materiali del posto come cotto, legno, pietre, ecc. Alla costruzione ho quindi ridato nuova vita adattandola alle mie esigenze personali e a quelle della mia famiglia, così come avevano fatto in passato i vecchi proprietari.

La sua creatività si giova più della città o della campagna?
Una volta lavoravo solamente a Milano, in questo quartiere di Brera che con la sua Accademia dava la possibilità di incontri interessanti; nei bar e nei ristoranti ci si divertiva e si discuteva. Era anche ritrovo di attori del cinema e del teatro, registi, scrittori: una grande famiglia, insomma. Il conoscere, il venire a contatto con le nuove idee, con le nuove esperienze, era una tipica prerogativa della città.
Ora tutto è cambiato. I mezzi di diffusione, quali la stampa, il cinema, la televisione, arrivano ovunque e non c'è più bisogno di vivere in città. Noi abbiamo perso il contatto con la natura, non viviamo più nei ritmi naturali, mentre chi vive in campagna è in simbiosi con la natura stessa e si sente partecipe, si sente una forza di equilibrio dell'universo. Tali sono i motivi che mi fanno preferire la campagna, che io considero un luogo dove è possibile immergermi nella natura. In città, se incontro qualcuno al "Giamaica" questi ha fretta perché deve andare a un appuntamento; non si passeggia più come un tempo e la vita scorre troppo veloce. Così non succede in campagna dove l'equilibrio della natura ritempra spirito e fisico e si possono trovare giusti tempi di creazione e di meditazione.

Differenti luoghi quali la città, la campagna o il Nord Europa le hanno dato differenti esperienze?
La nostra cultura e conoscenza ce la portiamo sempre appresso, ma essa può essere arricchita dalle suggestioni dei grandi spazi e delle diverse luci che finiscono per influire positivamente sulla creatività. La casa dove altri prima di me hanno vissuto con i loro problemi, le loro gioie, i loro dolori, mi dà la sensazione di avvertire la loro presenza.

Oggi qual è il suo ideale di casa?
Una casa antica del '400 o '500, ristrutturata, che permetta di vivere nel presente, ma sulle orme del passato.
é con questa affermazione che lascio al suo lavoro Gianni Dova, un artista che considera l'intuizione un fatto estetico e che ama circondarsi di luci e colori suggestivi, di trasparenze metafisiche che rifluiscono magistralmente nei suoi quadri.