| Le
nostre inchieste
Interviste lampo tra addetti e non addetti
ai lavori fatte intorno a un tavolo immaginario
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Giorgio Armani
big della moda
lo il tavolo lo voglio di legno chiaro, liscio, funzionale, senza
venature e grande, molto grande, perché lo spazio è importante
per creare. |
Rosanna Armani
responsabile dell'ufficio Stampa e P.R. della Giorgio Armani, sorella
di Giorgio Armani
lo il tavolo lo vedo di legno perché vorrei lavorare all'aperto,
perché amo la campagna e la natura. Il legno è un materiale
che mi piace, mi suggerisce spazi aperti.
Nilo Pasini
presidente della Skipper
lo vedo il tavolo come tutti, ma come lo faccio è diverso. E la materia
che suggerisce la forma, sia che il tavolo si realizzi in marmo, in pietra,
in granito, in ceramica, in legno o bronzo; tutti questi materiali confluiscono
in una produzione di centocinquanta tavoli diversi. Comunque quello che
preferisco è il tavolo "Asolo" in granito, disegnato da
Angelo Mangiarotti, perché il peso e la compattezza del materiale
consentono l'incastro a gravità fra il piano e i sostegni di eguale
spessore a mezzo di un'asola. Un sistema progettato intelligentemente,
tecnicamente risolto e sapientemente eseguito, che ha come risultato una
sorta di rara leggerezza.
Vittorio Eskenazi
decano degli antiquari milanesi
Il tavolo, lo vedo solo per una sala da pranzo, mi piace un tavolo del
Seicento, puro, di linea refettorio.
Deve essere libero, esistere come oggetto, non come utensile e soprattutto
non deve avere un tappeto sotto. La funzione del tavolo in salotto io
non la vedo, perché intralcia il passaggio, può servire solo
in un angolo come supporto di qualcosa di molto bello.
Paolo Lomazzi
architetto dello studio Lomazzi De Pas D'Urbino
Le tendenze del tavolo oggi?
Nelle case che stiamo facendo come allestitori il tavolo sta diventando
più importante di una volta e tende ad aumentare le sue dimensioni.
Chiaramente dipende dall'ambiente in cui va a collocarsi. Nelle case operaie
probabilmente il problema è un po' diverso, ma negli appartamenti
che arrediamo noi il tavolo è diventato un elemento fondamentale
che deve poter crescere e allungarsi praticamente all'infinito. Il convivio
va sempre di più, si usa più di
prima riunire gli amici a tavola; allora la famiglia di 4 persone diventa
la famiglia di 8, 10 o 12 convitati. Non occorre che il tavolo sia monumentale
in sé, ma che abbia la possibilità pratica di metterci intorno
tanta gente. La gente non cerca il monumento, ma la convivialità.
Oggi poi il tavolo è fatto soprattutto dalla tovaglia, e con tutta
la gente intorno si finisce col vederlo molto poco. Il suo look è
dato semmai dalle dimensioni e dall'addobbo. Adesso piace il grande tavolo
con la grande tovaglia, magari ricamata, meglio se della nonna. C'è
un vero e proprio revival della tavola messa bene, magari con un servizio
volutamente semplice, ma con molto amore per il dettaglio. Noi cerchiamo
quindi di disegnare tavoli più flessibili, con marchingegni che li
allungano, li allargano, li fanno diventare enormi. L'ultima cosa che
ci viene chiesta è che siano belli. Quello che invece entusiasma
è il tavolo di due metri che con una semplice mossa diventa un quattro
metri. E evidente che in un certo ambiente il momento del pranzo, ma soprattutto
della cena, è diventato importante e si tende a tornare a certe forme
di civiltà conviviale.
Per chi può permetterselo.
Perché il secondo tempo del miracolo economico non colpisce tutti,
non arriva su tutti i tavoli...
Ennio Brion
titolare della Brion Vega
A me piace il tavolo grande, quadrato, di marmo per studio, lavoro e pranzo,
uno lo voglio anche in soggiorno con le stesse caratteristiche ma più
basso. Nella seconda casa mi piacciono sempre grandi e quadrati, ma in
questo caso in legno, perché sono più caldi, più in sintonia
con la natura.
Jacopo Barovier
della vetreria artistica Barovier & Toso di Murano
Amo il tavolo attrezzato, telematico, con terminali, computer, monitor;
un tavolo che mi informi e a cui io possa porre delle domande.
Gabriella Crespi
designer
lo il tavolo lo vedo in movimento, tutti i materiali possono essere usati,
ma deve essere mobile, trasformabile.
Io amo il metallo, la pietra e il legno trattato a massello, ma il mio
tavolo preferito è in peperino marino, perché è la pietra
che sento di più, trattata grezza però, quasi con lo scalpello.
Mi piacerebbe sezionare un tronco di sequoia di due metri di diametro
per venti, quello sarebbe il mio tavolo ideale. In questo momento sento
il bisogno di isolamento, vorrei un ritorno alla natura, per un relax,
per meditare.
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Severino Gazzelloni
flautista
Il tavolo lo vedo come un fratino con intorno sedie semplici ma solide,
un insieme che dia a colpo d'occhio un'immagine scultorea di pienezza
e di potenza, senza arrivare al sovraccarico.
Oppure un tavolo tondo in marmo, di grande immagine, con sedie moderne
dal design misurato, e sul tavolo un gran vaso molto materico. |
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Valeria De Padova
della De Padova
Il mio tavolo ideale è un tavolo in laminato di linea semplice
ed essenziale, oppure un bel tavolo antico possibilmente inglese di
linea snella. Mi piacciono le cose molto leggere con linee rigorose
senza fronzoli.
Molto importante per me è che sopra il tavolo ci sia una lampada
a sospensione, che crei una certa atmosfera, soprattutto se si tratta
di un tavolo da pranzo. |
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Giampiero Jelmini
titolare della T & J Vestor
Ho una preferenza molto precisa per il grande tavolo quadrato dove
mettere tre persone per lato, che trovo il più adatto per favorire
una conversazione generale e non limitata al vicino di posto o a chi
ti sta di fronte. Il pranzo o la cena devono diventare dei momenti
conviviali d'incontro e di grande comunicazione.
Inoltre il tavolo deve esprimere solidità, concretezza, la pienezza
di una situazione dove tutti stanno bene. |
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Fabio Testi
attore
Se penso a un tavolo, penso sempre a un tavolo "fratino".
Non so perché, ma se mi dicono "entra in quella stanza,
troverai un tavolo" io m'immagino subito di trovarci un "fratino |
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Antonio Citterio
architetto
Il modo di concepire la casa ha subito in questi ultimi anni una
grossa trasformazione, non solo negli arredamenti di architetti,
ma anche in quelli dove se ne fa a meno: al posto del coordinato
oggi si ama lo scoordinato, al posto dell'insieme prodotto da una
sola azienda si preferisce accostare pezzi singoli di varia provenienza.
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Per cui anche per il tavolo vi è stata una certa
rivoluzione: prima era in legno coordinato con le sedie, ora può
essere in materiali diversissimi, strutture in metallo, piani in laminato;
sono diventati più disinvolti rispetto a quello che erano un tempo.
Sul mercato attualmente c'è una grande richiesta del tavolo allungabile.
Non so quanto lo usino, ma molti lo vogliono. Il tavolo da sei persone
che diventa da dieci quando ci sono ospiti è un oggetto molto ricercato.
Intorno agli anni '70 l'idea era del grande tavolone in cucina, mentre
oggi c'è un ritorno evidente alla sala da pranzo, per cui il tavolo
dev'essere d'immagine, molto più disegnato di un tavolo da cucina-pranzo.
Negli anni '70 avevo disegnato uno di questi grandi tavoli da cucina-pranzo,
si chiamava Toscano come riferimento ed era fatto nello spirito del mangiare
in cucina. Invece nell'82 per la B&B ho fatto un tavolo da pranzo
con una sua ricercatezza: struttura in ferro, piano di cristallo.., lo
ritengo ancora una delle cose più interessanti che ho disegnato.
Ho tentato un paio di volte di affrontare il tema del tavolo allungabile,
ma l'idea non mi convince; meglio .allora ricorrere ad altre soluzioni,
come ad esempio un piano che scende...
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