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Genova un esempio di fasto sobrio e misurato
All'ultimo piano di un palazzo umbertino che domina la città, il
gusto esercitato di un collezionista ha materializzato in alcune aeree
prospettive il sogno sontuoso che Genova si porta dentro da quand'era
una Repubblica Marinara.
di Luisa Carrara
Chi ama l'arte e l'alto artigianato di altre epoche e ne fa raccolta,
pensa alla casa come a un prezioso scenario dove far rivivere queste opere
scelte e raccolte con tanta cura. Una casa che non vuole essere un museo,
ma lo spazio incantato dove meraviglie di altri tempi e altri luoghi si
reinseriscono da protagoniste nella vita caotica del nostro tempo. Nella
grande casa umbertina si è compiuto il miracolo con pochi ma efficaci
accorgimenti: pareti bianche punteggiate da qualche doratura, grandi aperture
quadrate tra le stanze che si snodano a canocchiale, grandi tappeti dai
colori sobri che coprono interamente i pavimenti. Il resto è collezionismo
intelligente.
L'arredamento è stato curato dal padrone di casa
che è amante delle cose belle e di pregio.
Il soggiorno è molto grande, anche perché è stata eliminata
una parete per creare spazi più ampi; grandi vetrate si aprono su
un balcone che gira tutt'attorno permettendo di godere una splendida vista
della città che con i suoi tetti e le sue cupole si staglia come
in un quadro.
Alle pareti pannelli, pitture di epoca Ming, in un angolo una scrivania
diplomatica del settecento veneziano come la poltrona, panchetti genovesi
Luigi XVI. Divani bianchi in mohair di seta fatti a misura, davanti ai
divani un
tavolo con piano in cristallo e piede formato da due portalibri cinesi
del settecento, sopra il tavolo due vasi e un piatto cinese epoca Ming
Wan-li. Accanto al divano una statua in marmo neoclassica. Illuminazione
a faretti. Da un lato un cassettone giapponese del seicento in lacca nero
e oro, sopra alcuni vasi Ming a cinque colori, accanto due pozzetti genovesi
Luigi XVI. Di fronte un divano su misura con cuscinoni gialli e grigi
crea un'altra zona conversazione, il tessuto è sempre seta mohair,
davanti un tavolo basso su disegno di Lassa e Scalese, sopra il tavolo
vaso Celadon cinese e coppette sempre cinesi.
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In primo piano un piatto e due vasi
cinesi Ming, epoca Wanli. Dietro, una statua neoclassica in marmo
bianco e grigio, un cassettone giapponese del '600 in lacca nera
e oro con sopra due vasi Ming a cinque colori. |
Esemplare rarissimo di comò con ribalta
genovese di epoca Luigi XVI su cui sono poggiati due vasi rossi
del '600 eseguiti nella manifattura di Cornelius Funke a Berlino.
La specchiera è francese di epoca Reggenza. Ai lati vi sono
due pozzetti genovesi Luigi XVI. |
Di fronte: sul basso tavolino disegnato da Lassa
e Scalese vi sono quattro splendidi vasi giapponesi della manifattura
Imari; sulla parete fa da quadro un prezioso paravento giapponese
della metà del Seicento; ai lati due mori veneziani sostengono
grandi vasi cinesi; il tappeto è in grospoint ed era stato
regalato agli zar per un cinquantenario. |
Il mobile con specchiera è un esemplare unico di comò con
ribalta genovese di epoca Luigi XVI, sopra al mobile vasi rossi della manifattura
di Cornelius Funke, attivo a Berlino alla fine del seicento. La specchiera
è francese di epoca reggenza, ai due lati due busti in cartapesta
e rame tedeschi della fine dell'ottocento. Nel salotto, in fondo, un mobile
a stipo genovese in tartaruga, di fronte un comò francese, tavolo
basso su disegno di Lassa e Scalese con sopra quattro vasi giapponesi manifattura
Imari, a parete due mori veneziani; fa da quadro un bellissimo paravento
giapponese della metà del seicento. Da notare il tappeto gros-point,
un donofatto agli Zar per un cinquantenario. Gli altri tappeti sono un Savonnerie
e uno proveniente dalla Mongolia.
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Tavolo di Lassa e Scalese in legno
chiaro e cristallo, sedie Direttorio in lacca bianca con dorature,
tappeto Aubusson del XVIII secolo. |
Sala di lettura con comodo sofà e libreria
in massello di noce con pannelli a griglia dello stesso legno. |
Letto in raso blu con trapunta bianca servito
da due gustose con
solles del primo '800 sormontate da due bronzi coreani montati a
lampada. Tappeto Antica Cina. |
Nella sala da pranzo, un tavolo su disegno di Lassa e Scalese in legno e
cristallo, alle pareti paesaggi della scuola italiana del settecento, sul
tavolo un bronzo cinese, sedie direttorio, tappeto Aubusson francese. Nell'ingresso
una cassapanca cinese del seicento, una testa tailandese in pietra, alle
pareti pannelli cinesi di epoca Ming.
La camera da letto ha un tono sempre importante, il letto con tessuto in
raso bianco e blu, ai lati sul comodino due bronzi coreani montati a lampada.
La camera si apre su uno studiolo conuna biblioteca a parete, un divano
a righe rosse fatto a misura, un tavolino basso con sopra due potiches cinesi
del settecento.
Nel bagno da notare le due specchiere genovesi neoclassiche poste sopra
i lavabo e la vasca da bagno con gradini tipo piscina.
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