| L'altra
faccia della moda
I Missoni sono quasi un'istituzione italiana,
conosciuti e amati in tutto il mondo come reinventori di un modo di vestirsi
colorato e decontratto. Prima con i loro famosi maglioni e poi col prt-à-porter
di alta classe, hanno arricchito il mondo della moda con un tono allegro
e sportivo alquanto fuori schema e certamente molto attuale. La loro casa
rispecchia fedelmente quella filosofia di comportamento, con in più
un accento di spontaneità che conferma quanto sia genuina la loro
ispirazione.
di Walter Pagliero
Ci siamo rivolti a uno dei tre figli, Luca Missoni, che
cura per l'azienda familiare la produzione di tricot e tessuti, per conoscere
il suo punto di vista sulla casa che abita insieme ai genitori e su quella
che sta ristrutturando per rendersi autonomo con la sua nuova famiglia
che per il momento è composta da lui, dalla sua bellissima moglie
americana e dalla loro bambina di un anno e pochi mesi.
Luca Missoni si presenta come un bravo ragazzo di stampo americano, sportivo,
generoso, dà subito del tu, parla con un accento leggermente brianzolo
che gli conferisce un tono di semplicità e schiettezza. L'intervista
avviene nella casa dei suoi genitori qui fotografata, dove ha vissuto
a lungo e che frequenta nell'intervallo di mezzogiorno.
Per la tua futura abitazione hai un'esigenza d'immagine
oppure preferisci una casa che non abbia problemi di questo tipo?
Se per casa d'immagine s'intende una casa "di rappresentanza"
io la rifiuto decisamente, perché trovo che la propria abitazione
dev'essere soprattutto un luogo dove stare volentieri. Penso che se io
stesso mi trovo ben accolto e comodo in casa mia, anche gli altri si sentiranno
a loro agio. Spesso le case fatte per l'immagine risultano decisamente
repulsive anche per chi vi è in visita, perché si sente
subito in una situazione un po' falsa. Tutto diventa estraneo: qua non
si può toccare, qua non posso passare, là non mi siedo...
Sono case che mettono a disagio. Magari è bella dal punto di vista
della forma e dello stile, ma risulta artefatta, è meglio vederla
fotografata che viverci. Non sono case fatte per abitarvi tutti igiorni,
dovrebbero servire a qualcos'altro.
Non pensi che questa villa dei tuoi genitori sia
programmata per dare agli ospiti l'immagine Missoni, e quindi si possa
considerare una tipica casa di rappresentanza?
Questa non è nata come casa di rappresentanza nel senso che intendi
tu; era tutta bianca con i muri lisci, molto vuota e neutra, poi si è
ricoperta a poco a poco di questi oggetti colorati, ma in modo casuale,
non programmato. Abbiamo la tendenza a portarci a casa gli oggetti interessanti
che troviamo andando in giro, e siccome viaggiamo abbastanza, è
inevitabile alla fine riempire ogni vano con ricordi dei nostri viaggi.
Si tratta di due tipi di oggetti: quelli che ci piacciono per se stessi,
come ad esempio questa voliera proveniente dalla Lomellina, oppure quelli
che ci ricordano in modo affettivo certe situazioni, certi momenti intensamente
vissuti. Non si tratta certo di oggetti presi per arredare un dato spazio;
per noi è esattamente il contrario: si cerca lo spazio per metterci
dentro gli oggetti che amiamo.
Però i colori sono proprio quelli dei vostri
prodotti, si direbbe un campionario Missoni ad uso dei compratori.
I miei genitori hanno le loro preferenze; non dico che si riconoscono
in certi oggetti, ma piuttosto che loro, creando determinate cose, quando
ne vedono in giro delle simili è chiaro che le prendono. Possono
venir poi influenzati da tali oggetti nel lavoro, non per questo la loro
ricerca viene programmata. Sarebbe alquanto complicato fare una casa di
rappresentanza in questo modo. Qui ci sono oggetti che rimangono allo
stesso posto per anni, altri che cambiano continuamente situazione o vengono
tolti, altri sempre nuovi che arrivano. In questo spazio abbastanza anonimo
sono proprio i flussi di oggetti con le loro forme e i loro colori che
compongono di volta in volta un diverso arredamento. Sarebbe divertente
fare un fumato molto rallentato dove poter vedere questi oggetti che arrivano,
si spostano continuamente nella casa e alla fine quasi sempre spariscono.
Anche tu hai intenzione di riempire la casa con
oggetti-soprammobili?
Sia io che mia moglie abbiamo questa tendenza, per cui si sa già
che nella casa nuova ci saranno certe zone destinate alla raccolta. Anch'io
voglio partire da una casa abbastanza neutra, molto luminosa, con le pareti
a colori chiari come l'azzurrino, il rosa chiaro, il verdino (sul ti o
di quelli "early Americap er intenderci) e con pavimenti in legno
chiaro, dove i mobili e gli oggetti si possono mettere ovunque, magari
cambiandone spesso il posto, perché considerati slegati dall'ambiente,
da quel grande contenitore che è la casa.
La tua casa sarà aperta alle relazioni di
lavoro come questa?
No, tutt'altro. é pensata come posto riservato a noi e ai nostri
amici, come un buon ritiro dove isolarci. Qui invece, essendo vicino all'azienda,
c'è un andirivieni di ospiti legati alla nostra attività.
All'inizio nemmeno questa casa era nata per un tale flusso di gente, poi,
data la vicinanza, ci si è lasciati coinvolgere da tutte le situazioni,
e alla fine si è giunti a pensarla integrata al luogo di lavoro.
Tutto ciò mi ha insegnato a scegliere la mia futura casa in un
posto sufficientemente lontano da qui, non troppo, ma abbastanza.
Nella casa che ti stai preparando quali soluzioni
pensi di adottare?
Prima di tutto ho cercato il posto giusto, un luogo che mi piacesse e
dove
presumo che starò bene. Ho scartato l'appartamento in città
che non mi è congeniale, preferisco decisamente gli spazi verdi,
aperti ma in situazioni abbastanza riservate. A questo punto si presentavano
due soluzioni: quella di cercare un posto non edificato e di costruirci
l'edificio, oppure quella di trovare un posto con una casa già
esistente. Io personalmente sento come estranee un certo tipo di case
moderne che definirei "da architetto", dove sono curati più
gli aspetti esteriori (in un certo senso "grafici", cioè
creati a tavolino con squadra e matita), che non la reale abitabilità.
Sembra sempre di vivere in una casa dove il committente ha subito architetto,
dove chi vi abita non riesce a esprimersi in prima persona.
Nelle case di una volta, invece, l'intervento dell'architetto era più
discreto, più morbido. Gli spazi erano già codificati dalle
abitudini, vi erano delle convenzioni stratificate in decenni di esperienze
e quindi sempre molto "rodate". Trovo senz'altro più
rilassante questo tipo di casa tradizionale, perché ha più
un carattere di casa, una personalità propria (non quella dell'architetto),
un calore che si conserva nel tempo.
Una casa deve avere un aspetto di casa, non deve quindi essere né
un castello, né una trovata grafica.
E per la tua nuova casa quale tipo di arredamento hai pensato?
Avendo trovato una casa di concezione "antica", penso di arredarla
con elementi abbastanza "caldi": il legno piuttosto che il cristallo,
il sasso al posto dell'acciaio e dell'alluminio. L'high tech fine a se
stesso non lo trovo molto gradevole. Per illuminare non occorrono cose
marziane, basta una plafoniera di vetro e una lampadina: funziona egualmente
e dà molto più atmosfera, quell'atmosfera che piace a me.
Difficile resta immaginare che cosa si vorrà fare nella propria
casa, come uno vorrà viversela. Avendo vissuto in varie situazioni
dei miei genitori, ho potuto assistere a molti ripensamenti. Prima dicevano
"Facciamo la sala da pranzo qui e là il soggiorno", ma
vivendoci scoprivano che era giusto fare il contrario, e poi si andava
a mangiare nel terrazzo coperto, dopodiché si abbandonava anche
quello.
Nel tempo sembra che le case si muovano, percorse da un'irrequietezza
che non trova pace, forse perché le persone cambiario.
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Nella pagina a fronte: il luogo del pranzo durante
l'estate, a diretto contatto col parco, protetto solo dalla sporgenza
del tetto e comunicante con il soggiorno. |
Alcuni esempi del gusto Missoni nella scelta
e nell'accostamento degli oggetti raccolti nei quattro continenti
durante i loro viaggi. |
L'unico punto fisso penso debbano essere i locali dove
si vive più frequentemente. Camera da letto, cucina/pranzo e soggiorno
sono i tre poli su cui ruota tutta la casa. Tutto il rimanente è
accessorio, e non è necessario dividerlo nettamente dalle stanze
principali. Per esempio la camera da letto vuole uno spogliatoio, un guardaroba,
una poltrona o un divano per rilassarsi, un tavolo per scrivere, ecc.;
tutto questo non occorre metterlo in spazi a parte, ma si possono creare
delle piccole separazioni all'interno dello stesso vano.
Non amo dividere tutto in localini a sé stanti, una situazione
tipo loft mi sembra più rilassante.
Non amo le separazioni, soprattutto quelle che ci separano dalla natura.
Il nostro bagno, ad esempio, sarà praticamente all'aperto, perché
sistemato in una veranda tutta vetri: faremo il bagno con la pioggia,
con la neve, con i temporali più fragorosi, perché in giro
non ci sono altre case e nella vasca saremo soli con la natura.
Questi sono i criteri principali con cui ho scelto la casa e presto sceglierò
l'arredamento, criteri che penso connaturati con me e con la mia storia:
una buona base per costruirvi sopra l'abitazione definitiva, quella della
vita.
Il difficile sarà farli convivere con quelli di mia moglie.
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