Tratto da:
Casa Oggi n°148
Modi di Vivere

QUEL LAMINATO CHE DA' LA CARICA
Di Baio Editore

Gli architetti discutono su un nuovo materiale

Abbiamo chiesto ad architetti di varia tendenza un giudizio sul laminato decorato che negli anni '80 ha cambiato l'aspetto e la concezione di molti oggetti d'arredo. Dalle risposte risulta che l'impiego può essere diversificato, ma che si tratta di un valido strumento innovativo in mano all'architetto e al designer.


Michele De Lucchi progettista Memphis

Ho iniziato a usare laminati decorati nel 1980 per la Memphis e per Fiorucci, si trattava di laminati disegnati dell'ultima generazione, quelli inventati da Ettore Sottsass nel '79/'80. Si trattava di disegni che non si rifacevano né alle decorazioni ottocentesche né a quelle moderniste. Ettore aveva cominciato a fare laminati con dei segni un po' organici e un po' amorfi che coprivano uniformemente le superfici. Ebbero molto successo, anzi penso che molto del successo della produzione Memphis sia dovuta a questi laminati decorati. Io invece in quel periodo iniziai a disegnare, per applicarli sui laminati, dei decori sempre e solo geometrici; anche adesso quelli che faccio sono sempre a carattere geometrico.
Agli inizi erano geometrie bidimensionali, mentre le attuali sono tridimensionali, illusionistiche, solide da un punto di vista percettivo. Ne abbiamo disegnato uno ultimamente per l'Abet Print che sarà presentato al prossimo salone del mobile, dove vi sono geometrie aberranti composte da assonometrie riprese da diversi punti di vista.

A sinistra, lampada dell'arch. Sowden in Print Stratificato di Abet Larnindti. Qui a fianco, tavolo di Michele De Lucchi.
 

Come si usano questi laminati?
Sostanzialmente per far diventare più efficaci, più brillanti e interessanti le superfici dei mobili, delle pareti, degli oggetti che altrimenti non avrebbero spessore, tenderebbero a scomparire. E anche un materiale molto pratico, molto duttile, molto resistente.
Tutto è nato all'inizio degli anni '80 da quello stravolgimento dei rapporti che poneva i mobili come presenze forti all'interno dell'abitazione, togliendoli da quella sudditanza che li aveva asserviti all'architettura, nascosti e annullati dentro lo spazio architettonico.

Abbiamo cominciato col fare cose scoordinate, dove l'espressività nasceva più dal contrasto che esisteva tra le singole parti dell'oggetto che non nella concezione generale dell'oggetto stesso. Ne sono venuti fuori oggetti molto carichi, intensi, figurativamente esagerati... ma che oggi sono senz'altro i più vitali nel mondo del design.
In questo nuovo modo di far design non si tratta solo di accostare materiali diversi, colori contrastanti, ma è cambiata la mentalità della progettazione: non progettiamo più per sottrazione, ma per addizione di segni, di presenze, di intenzioni...
In questo senso il laminato decorato è indispensabile, perché, essendo già molto denotato, è come mettere una piccola carica esplosiva dentro l'oggetto.

Divano di riposo, tipo
meridienne, di Nathalie do Pasquier.
Tavolo-consolle da centro -TartarÈ di Ettore
Sottsass per Memphis.

La grande scoperta degli anni '80 in questo campo è che l'arredo della casa è un elemento straordinario per fare avanguardia. Non sono più le discipline classiche, come la pittura e la scultura, che possono fare avanguardia dopo tanti decenni di avanguardie storiche; tale possibilità è passata, sembra incredibile, al disegno industriale. Oggi è diventato un media di comunicazione, una istituzione figurativa di primaria importanza, addirittura trainante rispetto alle altre. Sicuramente trainante rispetto all'architettura, che ha ormai problemi profondissimi di identità. Se qualcosa si sta muovendo in tal senso, siamo stati noi a innescarlo.
Mi sembra straordinario che sia proprio il design a produrre un fenomeno di questa portata.

Beppe Caturegli studio Sottsass Associati

Ettore Sottsass già negli anni '50 aveva iniziato a far esperimenti sui laminati plastici, per esempio dandovi sopra una leggera mano di vernice per renderli più vibranti. Oggi siamo arrivati a materiali totalmente nuovi, molto più sofisticati del primitivo laminato plastico, grazie all'uso di tecnologie d'avanguardia che permettono di ottenere la stratificazione di varie superfici trasparenti con decori sovrapposti che danno effetti tridimensionali e che fanno vibrare la superficie come prima non s'era mai visto.

L'Abet Print ha sponsorizzato diversi nostri progetti e attualmente è la ditta maggiormente specializzata in laminati decorati, con alcuni nostri disegni nella larga produzione e moltissimi in produzioni più limitate.
Per quanto riguarda la Formica, la nota ditta americana che ha dato il nome al laminato plastico, ha fatto molte produzioni a livello di mostre, a livello di ricerca, ma sul piano della produzione si è limitata a disegni molto classici come le fasce e il quadrettato.
Dal punto di vista concettuale va detto che il laminato plastico ha innanzitutto la qualità di essere un prodotto industriale: capace di grandi dimensioni (una striscia infinita larga m 2,30), non bisognoso di manutenzioni, di prezzo relativamente basso. Inoltre è stato accettato nel dopoguerra in tutti gli strati sociali come segno di modernità e come tale ha delle sue valenze culturali, originariamente legate alla colonizzazione americana. Oggi noi l'abbiamo riscattato da questa sudditanza e lo proponiamo come nuovo prodotto di libertà nel contesto metropolitano generalizzato che nel mondo ha preso il posto delle varie sub-culture. Si è così superato il concetto di materiale nobile o meno nobile, adesso tutto si mescola e si accosta con la più assoluta libertà: legni pregiati, marmi, laminati, vernici fosforescenti, metallizzate, diamantate, tutto per dare al fruitore un rapporto sensoriale istintivo più diretto e più forte.

Alberto Salvati dello studio Salvati e Tresoldi

I laminati disegnati noi li usiamo per i loro valori formali e perché hanno delle caratteristiche d'uso molto interessanti: molta resistenza, si rovinano pochissimo, sopportano un uso severo. Il loro maggior merito è comunque quello di risolvere alcuni problemi estetici dell'arredo in quanto tolgono piattezza al materiale, lo fanno vibrare e rendono materico il colore, permettono di contrapporre una superficie ad un'altra. Ad esempio, una di queste textures maculari I abbiamo contrapposta al legno di rovere: il rovere è massiccio e compatto, mentre il laminato in questione è visivamente molto frazionato, ottenendo così un rapporto vuoto-pieno.

Un altro di questi nuovi laminati imita il legno, e ha un sapore di massello ma con spessori bassissimi; noi lo usiamo in contrapposizione alle laccature e ai legni naturali, grazie anche alla sua vasta gamma di colori, alla possibilità di variare dall'opaco al lucido.
Io ho una casa tutta fatta con laminati disegnati, perché mi davano la possibilità di contrapporre interi blocchi dell'arredamento. Negli uffici di via Beatrice, ad esempio, abbiamo trattato pareti e pavimenti con materiali a tinta unita, mentre l'elemento di lavoro, cioè il piano orizzontale dei tavoli, è in laminato con una leggera maculatura che lo rende molto più vibrante.

Andrea Branzi direttore di Modo e della Domus Academy

Il laminato decorato è nato in Italia e per il momento rimane ancora un fenomeno esclusivamente italiano, all'estero solo adesso stanno iniziando a copiano. Il tema della decorazione ambientale è stato rilanciato in Italia all'inizio degli anni '70 attraverso la serie di monografie intitolate -DecorattivoÈ edite dalla Idea Book, che sortirono un notevole effetto di novità in Juanto in quel momento c'era ancora 1 idea che la modernità coincidesse con la riduzione semantica e quindi con l'assenza di qualsiasi decoro. In quelle pubblicazioni la valutazione che davo dal punto di vista teorico è che in realtà la decorazione è sempre esistita, anche nella modernità più spoglia, se non per ragioni estetiche almeno per motivi semantici. Il classico esempio che si faceva era questo: se hai una poltroncina imbottita e la rivesti in finto leopardo, diventa un arredo da night-club, se la rivesti con fiori diventa da salotto, se con tela verde oliva da ufficio. Quindi la stessa poltrona cambia funzione, destinazione e ambiente con la decorazione, perché la decorazione è un fenomeno di informazione linguistica che induce a comportamenti diversi. Difatti l'industria fa questo: fa una poltrona come fa un'automobile, con tutte le personalizzazioni del caso.

In questa pagina e nella precedente: alcuni esempi d'impiego della Formica "-Geometrica", Design Concept e "Color System".

L'idea di fare i laminati decorati nacque nel 1976 quando Ettore Sottsass e io dovevamo fare il negozio di Fioruccia Roma: pensavamo di risolvere così il problema di realizzare oggetti molto diversi (banconi, espositori, ecc.) con una unità espressiva di fondo.
Questi laminati non si realizzarono perché il negozio non fu fatto, ma da questa idea nacquero poi tutti i laminati di Memphis e di Alchimia.
E stata una bella liberazione di energie, perché da quando Loos aveva detto che il decoro è delitto, tutti i moralisti modernisti si sono tenuti lontani dalla decorazione, anche se la facevano in altri modi. Alla fine degli anni '70 in Italia si è tornati ai materiali decorati come struttura ambientale forte, piena di segnali, molto comunicativa. Oggi mi sembra che si stia cercando di superare anche questa fase attraverso un recupero della modernità ripensata in termini diversi, forse sta prendendo piede una tendenza che abbandona il "post modern" a favore di un inedito "neo modern". Ma è ancora presto per teorizzarlo.