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La sfida creativa del legno - arredamento
Roberto Snaidero: “Di fronte alle nuove opportunità del paese occorre una risposta
innovativa su più livelli, nell’impresa così come nell’amministrazione pubblica e nelle
istituzioni”
La fotografia del settore legno-arredamento nei dati consuntivi del 2005 è a tinte scure. I dati
del Centro Studi Cosmit/Federlegno-Arredo confermano in gran parte la negatività dei più importanti indicatori economici del settore, come già annunciato dai dati preconsuntivi di dicembre
e aprile. Nella filiera non mancano differenze tra comparti, ma alla positività della produzione di
materiali per l’edilizia si contrappone l’arredamento, che ha subito una contrazione superiore al
previsto degli scambi con l’estero, scontando un andamento più altalenante delle esportazioni negli
ultimi mesi dell’anno. La ripresa d’argilla, com’era stata definita dagli imprenditori la crescita del 2004,
ha ceduto la sua positività ai forti timori inflazionistici sui prezzi delle materie prime del settore, alla
preoccupazione per la crescita della domanda mondiale di materia prima e ad una perdita
complessiva di competitività del paese.
“Il Governatore Draghi – spiega Roberto Snaidero, presidente di Federlegno-Arredo, Federazione
italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile e dell'arredamento - lamenta un
aumento della produttività del sistema industriale italiano per ora lavorata inferiore di un punto/anno
rispetto alla media OCSE. Questa minore produttività, aggiunge, è la conseguenza dell’inadeguatezza
del contesto operativo e del carico fiscale, anch’esso incomparabile con gli altri paesi OCSE. In
queste condizioni possiamo ben dire che siamo di fronte ad un miracolo. Quanto meno di resistenza.
Le condizioni di competizione internazionale però non fanno sconti e oggi non possiamo più
permetterci l’inadeguatezza del nostro paese.” ...
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