EVENTO COLLATERALE

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A cura di: Arch. Caterina Parrello
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EDITORIALE

Siamo stati questa estate a Seinajoki per sentirci confortati passeggiando nel verde erboso sagrato, osservando, riconoscendo nella sensibiltà e nel lavoro di Alvar Aalto,quanto ci eravamo proposti di presentare per l’11°Mostra di Architettura della Biennale di Venezia 2008.

Elissa Aalto (left), Alvar Aalto (centre) and Aalto's office manager Jaakko Kontio inside the Church of the Cross of the Plain.

La chiesa di Seinajoki the Administrative and Cultural Centre ha generato un progetto di rilevante e apprezzata riqualificazione del territorio: si individua la centralità, cuore della città finlandese dove la chiesa, il sagrato, le scalinate, gli spazi aperti, i porticati, la biblioteca-incontro, gli spazi amministrativi e di referenza sono in perfetta armonia con le persone che nella città vivono, lavorano e si incontrano.

 
Aerial view of the Aalto Centre

Secondo Aaron Betsky , curatore della mostra sul tema Out There: Architecture Beyond Building, con il nostro progetto intitolato La Parola prima dell’Architettura abbiamo infatti ritrovato, nel complesso di San Francesco della Vigna , i valori che suggeriscono una rinnovata lettura del territorio attorno alla chiesa, al convento, al centro studi, alla biblioteca: recuperando la centralità del complesso conventuale come soggetto che genera il territorio e lo qualifica.

Aaron Betsky

Venezia è meravigliosa: ogni angolo respira storia, vicissitudini, emozioni.

San Francesco, con la facciata del Palladio e tutta l’impostazione dell’articolato disegno tracciato 500 anni fa dal Sansovino nella zona a fianco dell’Arsenale, ha, nel suo essere Architettura, le chiavi dell’anima di quel territorio: del suo “sestriere“.

Oggi è parrocchia, università, centro di Studi Ecumenici, ieri fu caserma a seguito delle soppressioni napoleoniche, ma ancora prima era grande e chiaro punto di riferimento e di incontro, con il suo altissimo campanile (per dimensione secondo in Venezia dopo San Marco), per i 10.000 arsenalotti che sulla via dei Forni, sfornavano una galera al giorno...

100 anni fa, il suo Hortus Conclusus (il chiostro adiacente ai chiostri della clausura dei frati francescani) confinava con vaste aree industriali caratterizzate da due grandi gasometri che davano luce nuova ai vicoli veneziani.

Oggi i due gasometri sono vincolati dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici: sono archeologia industriale.

Nell’incontro conviviale presso il Convento con Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, con Renata Codello, soprintendente ai Beni Architettonici e Pesaggistici, con Mara Ruitz, assessore alla Cultura di Venezia, ospiti di padre Roberto Girali, preside dell’Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino (ISE) della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum (Roma ), tutti assieme ci siamo proposti di rileggere, di rivedere, di dare un significato attuale e un nuovo valore al complesso di S. Francesco: e poiché questo è centro vivissimo del Sestriere che confina con l’Arsenale, tale rinnovamento si ripropone immediatamente, e senza soluzione di continuità, all’Arsenale stesso.

I Gasometri, nei loro grandi spazi, con le aree circostanti dismesse e abbandonate ai rovi, che dalla laguna troneggiano come corone arrugginite, scheletri panciuti e silenti, chiedono di ritrovare una nuova ragione di essere: senza tradire però il loro messaggio di trascorsa realtà industriale, con le proprie testimonianze di storia, di costumi e di vita.

La percorrenza attuale: con l’approdo e il tracciato pedonale delle Fondamenta Nuove si ferma prima dei Gasometri, all’imbarcadero dei vaporetti che attraccano all’Ospedale, poi riprende all’imbarcadero del Celestia, e quindi con una passerella un po’ sacrificata costeggia il lato a Laguna dell’ Arsenale fino ai Bacini.

Uno dei gasometri, quello più interno, potrebbe, per il suo importante volume cilindrico che confina con la rinnovata, ristrutturata, ricchissima biblioteca del convento, ritrovare una funzionalità nuova e una nuova missione di servizio, che siano appropriata per uno spazio adattato e riconosciuto come Biblioteca aperta ai giovani e informatizzata, disponibile per le necessità del territorio, secondo i suggerimenti progettuali studiati dall’architetto Marino Alessandri, ( v. http://www.dibaio.com/chiesaoggi/chiesaoggi083/CH-083-54.htm ).

E anche il secondo gasometro, quello sul fronte mare, aspetta e prospetta nuovi valori, rivolto a occasioni di lavoro rigeneratrici sul territorio.

Così vale la pena di sognare un grandioso, leggero, essenziale progetto di “fondamenta nuovissime“: un camminamento con grandi strutture in legno lamellare che, volando sul mare, incorniciano il sestriere congiungendo con grande utilità le Fondamenta Nuove ai Bacini.

Sognare per sentire fortemente la voglia di fare: Venezia chiama a viva voce funzioni primarie di vita e di lavoro, non solo turistico, ma anche solidamente culturale.

Sopra i grandi Gasometri abbiamo fatto sbandierare grandi vele triangolari: 7 vele che riproducono particolari di alcuni volumi ricchissimi di colori, incunaboli e altri preziosi documenti che sono espressione del grande patrimonio custodito nella Biblioteca del Convento.

7 vele che di notte si illuminano per dire forte a tutti i veneziani e a quanti in Venezia delibano – foss’anche per un solo giorno - la sua storia, i suoi colori, i suoi tramonti e le sue albe, che VENEZIA è una CITTA’ VIVA. Per consegnare a quanti in Venezia vivono, una via per Credere e Ritrovare, giorno dopo giorno, sempre nuova energia.

A questo progetto noi crediamo: ecco perché abbiamo scelto di presentare nel chiostro grande di San Francesco, 7 grandi tele per 7 Chiese, scelte secondo 7 materiali diversi. Sette chiese tutte pubblicate in questi ultimi diciotto anni dalla rivista CHIESA OGGI architettura e comunicazione per i tipi della Di Baio Editore.

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7 Chiese scelte dalla nostra redazione.

In ognuna delle 7 Chiese presentate si ritrovano valori diversi, originali, simbolici, funzionali. Ma tutte hanno il loro ruolo di protagonista influente e virtuoso, soggetto generatore di qualità per proprio territorio.

Crediamo al progetto di Comunicazione che diventa Sensore di nuove energie.

Con questi valori di centralità della Chiesa nel territorio, abbiamo condiviso con il CNAPPC - Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori - nella persona del suo Presidente, Raffaele Sirica e del suo vice, Massimo Gallione, due importanti Premi di idee: il primo, “I Sagrati d’Italia” http://www.dibaio.com/chiesaoggi/sagrati2004/

il secondo, “Architettura Cultura &Sport “ http://www.dibaio.com/dbweb/acsport/index.htm

Tutti riconosciuti e apprezzati da una significativa partecipazione di architetti italiani che hanno offerto un contributo consapevole progettuale per il loro territorio e culturale per tutta la disciplina: la rivisitazione ogni volta di un territorio diverso, rispettando quanto richiede la nostra società che oggi con tanta velocità si trasforma.

Crediamo al progetto di Comunicazione che diventa Sensore di nuove energie.

Nella parola CREDERE abbiamo individuato un acronimo che disegna il necessario percorso virtuoso di ogni professionista per la realizzazione del proprio progetto.

C come CREARE, R come RICERCA,E come ESPERIENZA,D come DOCUMENTAZIONE, E come ECOSOSTENIBILITA’ ETICA, e R come RISPETTO, e in fine E come ECCELLENZA.

Sui valori suggeriti dall’acronimo CREDERE, abbiamo sollecitato insigni e riconosciuti testimoni di professioni diverse: e questi hanno offerto le loro originali proposte, qualificate e ricche di suggestioni, di proposte, di capacità evocativa, accompagnate con una volontà predisposta “al fare“ e con il sogno e la certezza di contribuire qualcosa che possa portare un gradino più su nella scala che sale verso la convivenza, la pace, la comprensione di tutti con tutti.

Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

Gjlla Giani

Architettura, Religione Utopia,
Evento Collaterale dell’ 11° Mostra Internazionale di Architettura

Progetto Recupero Gasometro
progetto architetto Marino Alessandri
con la collaborazione di ing. Frank Mattiazzo