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EDITORIALE
Siamo
stati questa estate a Seinajoki per sentirci confortati passeggiando
nel verde erboso sagrato, osservando, riconoscendo nella sensibiltà
e nel lavoro di Alvar Aalto,quanto ci eravamo proposti di presentare
per l’11°Mostra di Architettura della Biennale di Venezia
2008.
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Elissa
Aalto (left), Alvar Aalto (centre) and Aalto's office manager
Jaakko Kontio inside the Church of the Cross of the Plain.
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La chiesa di Seinajoki
the Administrative and Cultural Centre ha generato un progetto di
rilevante e apprezzata riqualificazione del territorio: si individua
la centralità, cuore della città finlandese dove la
chiesa, il sagrato, le scalinate, gli spazi aperti, i porticati,
la biblioteca-incontro, gli spazi amministrativi e di referenza
sono in perfetta armonia con le persone che nella città vivono,
lavorano e si incontrano.
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Aerial
view of the Aalto Centre |
Secondo Aaron
Betsky , curatore della mostra sul tema Out There:
Architecture Beyond Building, con il nostro progetto intitolato
La Parola prima dell’Architettura abbiamo infatti ritrovato,
nel complesso di San Francesco della Vigna , i valori che suggeriscono
una rinnovata lettura del territorio attorno alla chiesa, al convento,
al centro studi, alla biblioteca: recuperando la centralità
del complesso conventuale come soggetto che genera il territorio
e lo qualifica.
Venezia è
meravigliosa: ogni angolo respira storia, vicissitudini, emozioni.
San Francesco,
con la facciata del Palladio e tutta l’impostazione dell’articolato
disegno tracciato 500 anni fa dal Sansovino nella zona a fianco
dell’Arsenale, ha, nel suo essere Architettura, le chiavi
dell’anima di quel territorio: del suo “sestriere“.
Oggi è
parrocchia, università, centro di Studi Ecumenici, ieri fu
caserma a seguito delle soppressioni napoleoniche, ma ancora prima
era grande e chiaro punto di riferimento e di incontro, con il suo
altissimo campanile (per dimensione secondo in Venezia dopo San
Marco), per i 10.000 arsenalotti che sulla via dei Forni, sfornavano
una galera al giorno...
100 anni fa, il
suo Hortus Conclusus (il chiostro adiacente ai chiostri della clausura
dei frati francescani) confinava con vaste aree industriali caratterizzate
da due grandi gasometri che davano luce nuova ai vicoli veneziani.
Oggi i due gasometri
sono vincolati dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici:
sono archeologia industriale.
Nell’incontro
conviviale presso il Convento con Massimo Cacciari, sindaco di Venezia,
con Renata Codello, soprintendente ai Beni Architettonici e Pesaggistici,
con Mara Ruitz, assessore alla Cultura di Venezia, ospiti di padre
Roberto Girali, preside dell’Istituto di Studi Ecumenici S.
Bernardino (ISE) della Facoltà di Teologia della Pontificia
Università Antonianum (Roma ), tutti assieme ci siamo proposti
di rileggere, di rivedere, di dare un significato attuale e un nuovo
valore al complesso di S. Francesco: e poiché questo è
centro vivissimo del Sestriere che confina con l’Arsenale,
tale rinnovamento si ripropone immediatamente, e senza soluzione
di continuità, all’Arsenale stesso.
I Gasometri, nei
loro grandi spazi, con le aree circostanti dismesse e abbandonate
ai rovi, che dalla laguna troneggiano come corone arrugginite, scheletri
panciuti e silenti, chiedono di ritrovare una nuova ragione di essere:
senza tradire però il loro messaggio di trascorsa realtà
industriale, con le proprie testimonianze di storia, di costumi
e di vita.
La percorrenza
attuale: con l’approdo e il tracciato pedonale delle Fondamenta
Nuove si ferma prima dei Gasometri, all’imbarcadero dei vaporetti
che attraccano all’Ospedale, poi riprende all’imbarcadero
del Celestia, e quindi con una passerella un po’ sacrificata
costeggia il lato a Laguna dell’ Arsenale fino ai Bacini.
Uno dei gasometri,
quello più interno, potrebbe, per il suo importante volume
cilindrico che confina con la rinnovata, ristrutturata, ricchissima
biblioteca del convento, ritrovare una funzionalità nuova
e una nuova missione di servizio, che siano appropriata per uno
spazio adattato e riconosciuto come Biblioteca aperta ai giovani
e informatizzata, disponibile per le necessità del territorio,
secondo i suggerimenti progettuali studiati dall’architetto
Marino Alessandri, ( v. http://www.dibaio.com/chiesaoggi/chiesaoggi083/CH-083-54.htm
).
E anche il secondo
gasometro, quello sul fronte mare, aspetta e prospetta nuovi valori,
rivolto a occasioni di lavoro rigeneratrici sul territorio.
Così vale
la pena di sognare un grandioso, leggero, essenziale progetto di
“fondamenta nuovissime“: un camminamento con grandi
strutture in legno lamellare che, volando sul mare, incorniciano
il sestriere congiungendo con grande utilità le Fondamenta
Nuove ai Bacini.
Sognare per sentire
fortemente la voglia di fare: Venezia chiama a viva voce funzioni
primarie di vita e di lavoro, non solo turistico, ma anche solidamente
culturale.
Sopra i grandi
Gasometri abbiamo fatto sbandierare grandi vele triangolari: 7 vele
che riproducono particolari di alcuni volumi ricchissimi di colori,
incunaboli e altri preziosi documenti che sono espressione del grande
patrimonio custodito nella Biblioteca del Convento.
7 vele che di
notte si illuminano per dire forte a tutti i veneziani e a quanti
in Venezia delibano – foss’anche per un solo giorno
- la sua storia, i suoi colori, i suoi tramonti e le sue albe, che
VENEZIA è una CITTA’ VIVA. Per consegnare a quanti
in Venezia vivono, una via per Credere e Ritrovare, giorno dopo
giorno, sempre nuova energia.
A questo progetto
noi crediamo: ecco perché abbiamo scelto di presentare nel
chiostro grande di San Francesco, 7 grandi tele per 7 Chiese, scelte
secondo 7 materiali diversi. Sette chiese tutte pubblicate in questi
ultimi diciotto anni dalla rivista CHIESA OGGI architettura e comunicazione
per i tipi della Di Baio Editore.
www.dibaio.com
7 Chiese
scelte dalla nostra redazione.
In ognuna delle
7 Chiese presentate si ritrovano valori diversi, originali, simbolici,
funzionali. Ma tutte hanno il loro ruolo di protagonista influente
e virtuoso, soggetto generatore di qualità per proprio territorio.
Crediamo al progetto
di Comunicazione che diventa Sensore di nuove energie.
Con questi valori
di centralità della Chiesa nel territorio, abbiamo condiviso
con il CNAPPC - Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori,
Paesaggisti e Conservatori - nella persona del suo Presidente, Raffaele
Sirica e del suo vice, Massimo Gallione, due importanti Premi di
idee: il primo, “I
Sagrati d’Italia” http://www.dibaio.com/chiesaoggi/sagrati2004/
il secondo, “Architettura
Cultura &Sport “ http://www.dibaio.com/dbweb/acsport/index.htm
Tutti riconosciuti
e apprezzati da una significativa partecipazione di architetti italiani
che hanno offerto un contributo consapevole progettuale per il loro
territorio e culturale per tutta la disciplina: la rivisitazione
ogni volta di un territorio diverso, rispettando quanto richiede
la nostra società che oggi con tanta velocità si trasforma.
Crediamo al progetto
di Comunicazione che diventa Sensore di nuove energie.
Nella parola CREDERE
abbiamo individuato un acronimo che disegna il necessario percorso
virtuoso di ogni professionista per la realizzazione del proprio
progetto.
C come
CREARE, R come RICERCA,E come ESPERIENZA,D come DOCUMENTAZIONE,
E come ECOSOSTENIBILITA’ ETICA, e R come RISPETTO, e in fine
E come ECCELLENZA.
Sui valori suggeriti
dall’acronimo CREDERE, abbiamo sollecitato insigni e riconosciuti
testimoni di professioni diverse: e questi hanno offerto le loro
originali proposte, qualificate e ricche di suggestioni, di proposte,
di capacità evocativa, accompagnate con una volontà
predisposta “al fare“ e con il sogno e la certezza di
contribuire qualcosa che possa portare un gradino più su
nella scala che sale verso la convivenza, la pace, la comprensione
di tutti con tutti.
Giuseppe Maria
Jonghi Lavarini
Gjlla Giani
Architettura,
Religione Utopia,
Evento
Collaterale dell’ 11° Mostra Internazionale di Architettura
Progetto Recupero
Gasometro
progetto architetto Marino Alessandri
con la collaborazione di ing. Frank Mattiazzo
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