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MARIO LOSASSO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
DOCENTE DI TECNOLOGIE DELL’ARCHITETTURA - FACOLTÀ DI
ARCHITETTURA |
Con il progredire degli studi e delle realizzazioni
concrete di architetture sostenibili, l’approccio ai problemi ambientali
non può più avvalersi di conoscenze disciplinari non coordinate
e incapaci di cogliere il dato della complessità del progetto sostenibile,
ma sollecita lo sviluppo di più profonde consapevolezze e integrazioni
di competenze. Si ritiene a volte che in architettura la questione della
sostenibilità sia legata a una moda, ad atteggiamenti culturali,
a un velleitario radicalismo. La sostenibilità dovrebbe diventare
invece un problema meno incerto e presentarsi come strada maestra per
chi è interessato ad una trasformazione degli indirizzi etici e
pratici della vita quotidiana oltre che a quanto si lascerà alle
future generazioni. I termini generali secondo cui è possibile
e necessario qualificare come sostenibili i manufatti sono particolarmente
chiari e una innovazione tecnologica orientata in termini sostenibili
per l’architettura significa cose precise: ridurre al minimo i consumi
di risorse e gli effetti negativi degli inevitabili impatti delle trasformazioni
sull’ambiente, rispondere alla domanda diffusa di benessere, salvaguardare
l’autonomia tecnica, culturale ed economica delle comunità.
Si fa così riferimento a una innovazione che si muove nella direzione
di una riduzione delle trasformazioni di risorse e di una produzione decentrata.
Di contro, i parametri del mondo globalizzato e legato a una crescita
ambientalmente non sostenibile si basano su alcuni assiomi di segno inverso,
secondo cui il benessere si misura in termini di consumi mentre le innovazioni
tecnologiche sono sempre positive e associate al progresso, costituendo
un continuo miglioramento rispetto al passato.
La sostenibilità è allora una questione culturale per il
fatto di interessare i comportamenti individuali e collettivi e i processi
di produzione e trasformazione, investendo le tecnologie che rappresentano
- giova ricordarlo - il modo esogeno secondo cui gli individui operano
il proprio adattamento alla natura trasformandola, in quanto unica specie
animale incapace di adattarsi biologicamente ad essa.
La ricerca nel rapporto fra sperimentazione tecnologico- bioclimatica
e innovazione degli spazi e delle tipologie dell’architettura rappresenta
uno dei principali campi di applicazione del lavoro svolto da progettisti
impegnati nel campo della sostenibilità. È importante rammentare
gli obiettivi di queste soluzioni: si aumenta l’efficienza delle
risorse impiegate mentre si riducono l’intensità di materiali
ed energia e la produzione di inquinanti. Sono previste risposte locali:
materiali e saperi sviluppati localmente, soluzioni durevoli, basso livello
di vulnerabilità e di accesso tecnologico.
L’interesse per le economie specifiche dei diversi luoghi è
un ulteriore “messaggio” dei progetti sostenibili, attenti
a proporre modalità e comportamenti che possano fare da contrappeso
agli effetti non controllati e rischiosi della globalizzazione. I prodotti
locali inducono maggiore coerenza nei processi edilizi mentre le soluzioni
a basso impatto nel consumo di materiali producono minori pesi sull’ambiente,
così come un’energia sostenibile è un’energia
rinnovabile, pulita, diversificata e decentralizzata. Strategie così
definite possono avere successo solo se ci si orienta verso una maggiore
autosufficienza e dematerializzazione dei processi, poiché le attività
meno centralizzate e localmente verificate risultano, alla lunga, quelle
meno gravose per l’ambiente.
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In basso: Quartiere
Vauban, Freiburg (Germania), 2004. Progetto: Rolf Disch. |
In alto: SIEEB, Sino-Italian Ecological
and Energy Efficient Building, Tsinghua University Beijing, China,
2005. Progetto promosso dal Ministero Italiano dell’Ambiente
e dal Ministero Cinese di Scienza e Tecnologia.
Project leader: Prof. Federico Butera Politecnico di Milano, Dipartimento
BEST; Architectural Design: Mario Cucinella Architects (foto:
J. de Calan).
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With the progress of studies and practical
realisations of sustainable buildings, the approach to environmental problems
can no longer rely on uncoordinated disciplinary knowledge, not able to
grasp the complexity of sustainable planning, but it stimulates the developing
of deeper awareness and the integration of skills. It’s a common
belief that, sometimes, the problem of sustainability in architecture
is linked to a trend, to cultural attitudes, to unrealistic radicalism.
Sustainability should become a more certain problem and lead the way for
those who are interested in transforming the ethical and practical orientation
of daily life and in what will be left for future generations.
The general necessary conditions that allow to qualify artefacts as sustainable
are particularly evident and to achieve sustainable-oriented technological
innovation means, for architecture, obvious things: minimizing the use
of resources and the negative effects of the unavoidable impact of environmental
changes, answering the common desires of wellbeing, protecting the technical,
cultural and economic autonomy of communities. This can ,therefore, be
a reference point to an innovation that moves towards a reduction of resource
transformation and a de-centralization of production. In contrast, the
standards of a globalized world, linked to an environmentally unsustainable
growth are based on a few opposite axioms, according to which well-being
is measured in terms of usage while technological innovations are always
positive and associated to progress, so creating a continuous improvement
over the past.
Sustainability is, therefore, a cultural issue because it interests individual
and collective behavior and the production and transformation processes,
investing technologies that represent-useful to remind- the external way
for individuals to carry out their adaptation to nature, transforming
it, as the only animal species unable to adapt to it biologically.
The search for spaces and architectural typologies, in the relationship
between technological-bioclimatic experimentation and innovation, represents
one of the main application branches of the work done by the designers
involved in the sustainability field. It’s important to recall the
objectives of these solutions: enhancing the efficiency of used resources
while reducing the quantity of materials and energy and the production
of polluting agents. Local answers are expected: locally developed materials
and knowledge, durable solutions, low vulnerability and technological
access levels. The interest for specific economies in different places
is another “message” implicated by sustainable projects, careful
to suggest manners and behaviors that can act as counterweight to uncontrolled
and risky effects of globalization. Local products induce greater coherence
in building processes while low-impact solutions in the use of materials
produce less weight on the environment, in the same way that sustainable
energy is a renewable energy, clean, diverse and decentralized. These
defined strategies can only succeed if they’re geared
towards a greater self-sufficiency and de-materialization of the processes,
since the less central and locally verified activities, in the long run,
weigh less on the environment.
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