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Dalla Marsica: il marmo scolpito

 

Luciano Di Paolo, contitolare col fratello Sergio della MarsiCamin, ci spiega come è nata l’azienda: mio fratello si occupava di computer, io mi interessavo di edilizia. Nel 1982 abbiamo deciso di inserirci nel settore promettente dei camini, costituendo questa ditta in cui alle competenze del marmista si affianca la capacità di produrre pezzi serializzati ma personalizzati, come consente di fare l’uso del computer per lavorare i marmi. Voi lavorate molto coi marmi…. Usiamo marmi nobili, pregiati quali il marmo Bianco di Carrara, il Rosa del Portogallo, il Rosa Tea… Tramite le nostre macchine a controllo numerico sbozziamo il marmo, che viene poi rifinito a mano. In questo modo produciamo una vasta serie di camini scolpiti (questo direi che sia il nostro cavallo di battaglia) secondo modelli classici, stile Luigi XVI, stile Impero ecc., rifiniti con vetro saliscendi. Sono camini di grande classe che vendiamo per la maggior parte all’estero, in Europa e in Paesi oltre oceano.

Voi producete tutti i componenti del camino?

Sì, produciamo i camini nella loro interezza, ma lavoriamo molto anche per i rivestimenti di camini esistenti.
In che cosa consiste questo rivestire i camini esistenti?

È un poco come un lavoro di sartoria a livello industriale. Grazie alle nostre macchine a controllo numerico siamo in grado di produrre i nostri modelli di rivestimento nelle specifiche dimensioni che ci vengono richieste dal singolo cliente, e usando anche il tipo specifico di marmo da lui prescelto. Questa procedura ci consente di personalizzare al massimo il modello.
Quali sono i vostri pezzi forti?

Abbiamo un modello denominato “Siena”, in marmo Rosso di Verona e Perlato Svevo che, anche grazie al suo costo contenuto, si vende molto bene. Tra i camini di classe alta “Tinos” in Bianco di Carrara è quello che ha ottenuto un maggiore successo. Nel vostro catalogo vi sono anche prodotti di nicchia come i forni da pane… Sì: beninteso, si tratta di forni per uso domestico. Un tempo erano molti coloro che producevano questi forni, oggi siamo rimasti quasi gli unici. Si tratta di un prodotto che si vende soprattutto in zone rurali, dove c’è ancora chi si fa il pane da sé, in casa. C’è anche chi li compera prevalentemente per una questione estetica; ma si tratta di unità troppo grosse per essere tenute dentro un appartamento e vanno collocati all’aperto, magari sotto un gazebo o in un edificio apposito.

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