ARCHITETTURA FARE PENSARE

Dal Concorso, le opere di qualità


ATTUALITÀ LA QUARTA TORNATA DEI “PROGETTI PILOTA”

Presentiamo i vincitori dei concorsi organizzati anche nel 2007 da don Giuseppe Russo, per una Diocesi del Sud, una del Centro e una del Nord Italia. Pur nel differente approccio tipologico, i disegni indicano l’importanza del metodo di lavoro fondato sul dialogo e su gruppi che includono diversi specialisti, almeno un liturgista e un artista.

Sono stati due i vincitori, sulle tre diocesi interessate dalla quarta tornata dei “Progetti Pilota” indetti dalla Conferenza Episcopale Italiana, e la qualità delle opere è notevole. Il che consegue anche dal fatto che le procedure si affinano sempre di più.
Quest’anno i concorsi hanno visto vincitori il gruppo guidato dal Prof. Arch. Davide Raffin, per il complesso parrocchiale del Sacro Cuore a Baragalla, diocesi di Reggio Emilia-Guastalla (per il Nord Italia), e il gruppo guidato dal Prof. Arch. Gianni Ascarelli per il complesso parrocchiale di Santa Maria del Carmine ad Atripalda, diocesi di Avellino (per il Sud Italia). Il luogo scelto per il Centro Italia, la parrocchia di Santa Maria in Castel di Lama, diocesi di Ascoli Piceno, è rimasto senza vincitore.
I progetti vincitori sono molto differenti tra loro sul piano tipologico e compositivo, ma entrambi profondamente radicati sia nella cultura architettonica attuale, sia nel contesto. E, soprattutto, rispondono alle esigenze pastorali e liturgiche, per complessi che avranno spazi ben coordinati tra loro per l’accoglienza, per i locali parrocchiali, per il catechismo,
per l’assistenza sociale, per le abitazioni dei sacerdoti. Inoltre saranno ben visibili anche da lontano, chiaramente identificabili come centri parrocchiali e in entrambi la chiesa spiccherà come luogo principe, elemento generatore di tutto lo spazio circostante.

COMPLESSO PARROCCHIALE
SANTA MARIA DEL CARMINE
AD ATRIPALDA

Diocesi di Avellino (Sud Italia)
Capogruppo del progetto vincitore:
Prof. Arch. Giovanni Ascarelli
Coordinatore del progetto: Ing. Alessio Carucci
Gruppo di progettazione: Studio Transit (Roma)
con Arch. A. Pistolesi, Arch. M. De Micheli,
Arch. S. Vinci, Corso di Studi in Edile-Architettura
dell’Università de l’Aquila, Ing. M. Basso,
Arch. F. Di Piero, Arch. G. Ghizzoni, Ing. G. Grella
Consulenti: Arch. Ugo Lezziroli (rendering),
Arch. Emanuela Venturi (bioclimatica)
Collaboratori: Arch. Chiara Fronzi, Arch. Giulia
Galycheva, P. Silvano Maggiani (liturgista),
Don Battista Marello (artista)
MOTIVAZIONE
L’impianto liturgico, coerentemente con la Nota pastorale
La progettazione di nuove chiese, risulta
idoneo a garantire il regolare svolgimento dei riti e
l’attiva partecipazione di tutto il popolo di Dio… nel
rispetto dei significati e delle funzioni dei luoghi liturgici;
l’impianto architettonico risulta confacente con il
contesto urbano e, nel contempo, capace di conferirgli
un deciso carattere di modernità; il profilo estetico-
formale risulta di notevole interesse, con particolare
riferimento alla grande fluida copertura, disegnata
a simulare l’andamento del terreno, distesa a protezione degli spazi sottostanti, aperta per accogliere le parti luminose e svelare gli apparati di completamento dell’aula.

Quest’anno i concorsi sono stati organizzati dal Servizio Nazionale per l’Edilizia di Culto, diretto dall’Ing. don Giuseppe Russo che, nel notare la “buona qualità complessiva dei progetti vincitori” ha ricordato che per la diocesi di Ascoli Piceno la giuria è arrivata solo a segnalare i progetti degli architetti Tommaso Barni e Giovanni Santini e quello
dell’Arch. Marco Contini, che non sono stati ritenuti compiutamente adatti, per quanto interessanti.
E ha spiegato: “Mi sembra corretto che un progetto che non risponda appieno ai requisiti necessari non sia premiato, proprio perché, a salvaguardia della qualità, il bando di concorso vincola la parrocchia e la diocesi a realizzare il progetto uscente dal concorso, senza revisioni che lo stravolgano.”
Si richiede che i progetti in concorso siano elaborati non da singoli architetti, ma da gruppi, di cui facciano parte anche altri tecnici, un liturgista e un ar tista. Con questa iniziativa, che fu lanciata da Monsignor Giancarlo Santi nel 1998, quando era Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici, si indica la strada del concorso come via
principale per garantire la qualità della nuova edilizia di culto.
In effetti si chiamano “Progetti Pilota”, non perché l’obiettivo sia quello di definire un “tipo” architettonico da ripetere, ma per attuare una procedura che garantisca la qualità delle opere: alle diocesi si suggerisce di seguire simili procedure anche per altri interventi, sia per le nuove edificazioni, sia per le opere di restauro. Aspetto fondamentale delle procedure è stabilire una buona collaborazione tra tutte le persone coinvolte. A tal fine, quest’anno si sono svolti diversi incontri tra gli esponenti della CEI preposti al Concorso (insieme con don Giuseppe Russo, anche Mons. Domenico Falco, Direttore dell’Ufficio Liturgico e l’Arch. don Stefano Russo, Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali
Ecclesiastici della CEI) e i progettisti convocati, insieme con i loro collaboratori e consulenti. “A questo riguardo – sostiene don Giuseppe Russo – credo non vi siano dubbi riguardo ai risultati raggiunti: si migliora la qualità dei progetti e si creano occasioni didialogo con gli architetti, che in tal modo sono avvicinati al progetto dello spazio
sacro, in linea con la grande tradizione della Chiesa.
I concorsi continueranno anche in futuro, rivolti a professionisti capaci di affrontare il tema impegnativo della chiesa in modo serio e creativo, in linea con quanto stabilito nella Nota pastorale La progettazione di nuove chiese. E cercheremo di migliorarli, agendo su tre cardini: aumentando la chiarezza della procedura e del bando, così da garantire condizioni identiche per tutti i partecipanti; migliorando i seminari che hanno luogo all’avvio delle procedure concorsuali, cui partecipano sia i progettisti, che i parroci, gli artisti e i liturgisti e infine, favorendo il dialogo tra le diverse figure che partecipano al progetto, e tra questi e la comunità parrocchiale cui il progetto è finalizzato.”
Il dialogo instaurato ha trovato riscontro nei progetti presentati. Ma resta qualcosa da migliorare, per esempio nel rapporto tra artisti e architetti. Come nota don Stefano Russo: “A volte il risultato non ha soddisfatto le attese. Ci siamo trovati di fronte ad alcune proposte artistiche in sé significative, ma non legate dalla necessaria coerenza tra loro e con l’architettura.
Si nota anche una certa contaminazione derivante dalla produzione seriale, a volte non di grande qualità (ricordo che, tra le proposte presentate, c’era un tabernacolo recante immagini di spighe di grano e di racimi d’uva).”
Mentre invece è apparso soddisfacente il risultato del dialogo tra liturgisti e architetti. Come riferisce Mons. Domenico Falco: “Abbiamo constatato un chiaro impegno nel disegno dell’impianto liturgico, al punto che si poteva osservare come i diversi progetti presentassero caratteristiche che riflettevano la sensibilità dei liturgisti partecipanti al gruppo:
indice che la loro voce è stata ascoltata. Non solo, osservo che i progetti sono concepiti – come si indica nella Nota pastorale sulle nuove chiese – attorno allo spazio di culto. Quindi direi che i vincitori hanno presentato progetti soddisfacenti sul piano liturgico. In alcuni altri, si nota ancora la tendenza a pensare i luoghi liturgici non come tali, ma
come “arredi”.”

(L. Servadio)

PARROCCHIA DI SANTA MARIA IN CASTEL DI LAMA
Diocesi di Ascoli Piceno (Centro Italia)

La Giuria non ha ritenuto che alcun progetto fosse meritevole di premio, tuttavia ha segnalato due progetti: quello del gruppo Barni-Santini, per la “chiara riconoscibilità dell’edificio sacro, la buona articolazione dei luoghi liturgici e l’interessante proposta del profilo formale, sottolineando altresì il qualificato contributo artistico del maestro Roberto Barni…”
E quello del gruppo guidato dall’Arch. Marco Contini, che mostra “capacità di dialogare efficacemente con il contesto urbano, collocazione e orientamento del complesso ideali rispetto all’inquadramento territoriale fornito, razionale
e funzionale articolazione degli spazi interni ed esterni; sul piano delle opere d’arte, importante risulta la resa linguistica dell’opera di Giuliano Giuliani…”

COMPLESSO PARROCCHIALE
DEL SACRO CUORE IN BARAGALLA
Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla (Nord Italia)

Capogruppo del progetto vincitore:
Prof. Arch. Davide Raffin
con Ing. Andrea Trame (strutture),
Prof. don Roberto Tagliaferri (liturgista)
Massimo Poldelmengo (artista)
e con: A. Rizzotto, Arch. S. Odorizzi,
Arch. E. Tiziano, E. Visentin, M. Bortolon, R. Nardi
Consulenti: Arch. Alessandro Pizzolato (liturgia),
Arch. Giovanni La Porta (acustica),
Arch. Giulia Iseppi Perosa (illuminotecnica),
Arch. Andrea Malacchini (grafica)
MOTIVAZIONE
Sul piano liturgico, il progetto evidenzia un interessante
impianto complessivo, ben articolato e flessibile;
sul piano dell’architettura, il progetto interpreta
lo spazio sacro facendosi carico dei linguaggi
della contemporaneità, ricorrendo all’uso della
luce come efficace elemento architettonico, riproponendo, altresì, in questo innovativo spazio, i documenti del precedente edificio: il Sacro Cuore di
Lucio Fontana, la Via Crucis di Angelo Biancini.
Il secondo premio è attribuito al progetto degli
architetti Arrigoni; il terzo premio al progetto
dell’Arch. Franz Prati.

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