I MUSEI ECCLESIASTICI come luogo di produzione culturale

I musei ecclesiastici trovano le proprie radici e i propri rimandi nel territorio dal quale provengono gran parte delle opere che vi si conservano.

La presidente Domenica Primerano e il Ministro Dario Franceschini alla firma dell’accordo tra AMEI e MIBACT
La presidente Domenica Primerano e il Ministro Dario Franceschini alla firma dell’accordo tra AMEI e MIBACT

Museo come luogo di produzione culturale

È la Lettera circolare sulla funzione pastorale dei musei ecclesiastici, emanata dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel 2001, a ribadire la necessità che il museo non sia un semplice deposito attrezzato, ma un luogo di produzione culturale in grado di attivare una stretta connessione con i beni, materiali e immateriali, che gravitano sul territorio di riferimento “ così da evidenziarne il tessuto storico, culturale, sociale, religioso ” per “ ricostruire il senso teologico, liturgico e devozionale della comunità”.

Museo Diocesano di Monreale, Sala dei Vescovi
Museo Diocesano di Monreale, Sala dei Vescovi

Progetti di ricerca e valorizzazione

Utilizzando la banca dati del Progetto di Inventariazione dei beni storico artistici di interesse religioso, lanciato dall'Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici della CEI nel 1996, i nostri musei potrebbero diventare presìdi territoriali di tutela attiva, in grado di promuovere progetti di ricerca, valorizzazione e interpretazione del patrimonio. 
Troppo spesso tuttavia, anche in considerazione dell’elevato numero di istituti museali (880 circa!), mancano le competenze necessarie perché essi possano svolgere questo ruolo.  

Museo Diocesano di Amalfi, Chiostro
Museo Diocesano di Amalfi, Chiostro

Occorrono competenze

Di qui la necessità di creare reti territoriali attraverso le quali condividere professionalità e competenze, in modo da aumentare la qualità dei servizi resi al pubblico e la capacità progettuale dei singoli enti.  
In quest’ottica nel 2016 Amei ha firmato un accordo con il Mibact che sigla l’atteso riconoscimento dei musei ecclesiastici come specifica categoria e ne attesta il ruolo in ambito sociale e culturale.  

Museo Diocesano di Udine Gallerie del Tiepolo, Giambattista Tiepolo, Galleria degli Ospiti, 1726.
Museo Diocesano di Udine Gallerie del Tiepolo, Giambattista Tiepolo, Galleria degli Ospiti, 1726.

L'accordo tra Amei e Mibact

L’accordo è finalizzato al miglioramento della fruizione e della gestione dei Musei ecclesiastici italiani in ottemperanza alla loro missione, al potenziamento della loro rete, alla loro promozione, valorizzazione e integrazione nei costituendi sistemi museali, regionali e nazionale, previsti dalla riforma Franceschini. 
Si tratta di un passaggio fondamentale, atteso da anni, che apre a future collaborazioni indispensabili per rompere quella sorta di isolamento nel quale, troppo spesso, i nostri musei si trovano ad operare.  

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