CHIESA DI PENTECOSTE

Boris Podreca e l'incarico di realizzare una chiesa nella periferia di Milano: cosa significa costruire un edificio sacro nel mezzo di un territorio diffuso e poliedrico

La chiesa di Pentecoste
La chiesa di Pentecoste

Un tema complesso

Analizzando come il termine “sacro” derivi dall’indoeuropeo con il significato di “separato” gli è subito parso chiaro come il compito dell’architetto fosse quello di garantire da un lato la separazione e il contatto tra due sfere – una divina, una terrena – “separate”, e dall’altro di evitare che il profano si confondesse con “l’inaccessibilità” del sacro, e quindi con un ribaltamento dell’ordine spirituale. 
Un tema molto complesso che non sempre si può ricondurre a una strategia progettuale semplicemente funzionale. Eppure Podrecca prova a darne una forma fisica e “terrena”. 
La croce, una struttura tridimensionale in ferro che chiude l’asse visivo delle larghe strade d’accesso, guida l’arrivo al luogo sacro, presentandosi come punto di riferimento del quartiere. 

La navata laterale, rivestita il legno, intima e rac¬colta verso la statua della Madonna, si apre verso il grande spazio verticale della chiesa. Sopra il pavimento di granito scuro risalta il caldo colore degli arredi in betulla.
La navata laterale, rivestita il legno, intima e rac¬colta verso la statua della Madonna, si apre verso il grande spazio verticale della chiesa. Sopra il pavimento di granito scuro risalta il caldo colore degli arredi in betulla.

Il complesso

Il complesso si compone volumetricamente di due parti, il corpo più alto dell’aula ed il centro parrocchiale su due piani, separate da una galleria e riunificate compositivamente dal portale in c.a., che disegna la facciata principale, e dallo sviluppo di un “nastro” in pannelli di cls. prefabbricati che abbraccia l’intero perimetro dell’edificio. 
Un ampio sagrato, pensato per ospitare incontri della comunità e ricorrenze festive, introduce al complesso parrocchiale. 
La sequenza ritmica degli spazi e la composizione volumetrica degli elementi che costituiscono il complesso sono volti alla valorizzazione del significato attribuito al numero 3 della Santissima Trinità che genera da un lato la successione, in senso longitudinale, di sagrato/portico/aula dell’assemblea/galleria/centro parrocchiale e dall’altro la tripartizione delle aule per la preghiera: l’aula dell’assemblea vera e propria, il luogo del culto mariano e la cappella feriale. 

Il presbiterio con la grande vetrata in onice retroilluminata, con il crocefisso, opera dello scultore tedesco Karl Schlamminger.
Il presbiterio con la grande vetrata in onice retroilluminata, con il crocefisso, opera dello scultore tedesco Karl Schlamminger.

Gli interni

Dal sagrato attraverso una porta in bronzo si accede all’aula principale.

L’aula dall’andamento monodirezionale è caratterizzata da una copertura piana avvolta da quattro paramenti lignei, metafora del “panno”.

Questi, situati tra le aperture del fronte sud, salgono lungo la parete laterale del centro parrocchiale fino ad avvolgere anche l’intradosso della navata, fungendo anche da assorbitori acustici.

La collocazione e la composizione del presbiterio si presenta libera e asimmetrica senza forti gerarchie assiali. La chiusura lungo la parete est del presbiterio è caratterizzata da un elemento ligneo sul quale vengono incorporati la custodia eucaristica e la sede presidenziale.

Alle spalle dell’altare è previsto il posizionamento di una grande superficie di lastre di onice, che riceve la luce diffusa da una nicchia absidale posta a est del corpo principale, sopra la quale è posto il grande crocefisso in ferro, opera dello scultore tedesco Karl Schlammiger.   

Il presbiterio della cappella feriale sullo sfondo della navata laterale
Il presbiterio della cappella feriale sullo sfondo della navata laterale

e ancora...

Alle spalle dell’altare è previsto il posizionamento di una grande superficie di lastre di onice, che riceve la luce diffusa da una nicchia absidale posta a est del corpo principale, sopra la quale è posto il grande crocefisso in ferro, opera dello scultore tedesco Karl Schlammiger.

La parete nord acquista luce zenitale e la distribuisce in tutta l’aula dell’assemblea e si interrompe per lasciare aperta la relazione visiva con la navata laterale, spazio di maggior raccoglimento all’interno dell’aula, caratterizzata da un soffitto ligneo ad archi concentrici che si rastremano a formare un cono ottico verso la cappella dedicata alla Madonna. 

la pergola in legno di larice terminale dell’edificio parrocchiale crea un’area di sosta a lato del sagrato
la pergola in legno di larice terminale dell’edificio parrocchiale crea un’area di sosta a lato del sagrato

Altri particolari

A lato dell’ingresso si trovano inseriti sui lati: la fonte battesimale, un monolite di quarzite chiuso da una bacinella metallica, ed il confessionale accanto al quale si accede alla cappella feriale.

La cappella feriale, accessibile direttamente dal sagrato, è separata dalla navata laterale da una vetrata trasparente nella quale è inserito il presbiterio interamente realizzato in legno.

L’aula della chiesa è in comunicazione con un’ampia galleria vetrata a doppia altezza, dove è possibile organizzare incontri e allestire piccole esposizioni.

Il centro parrocchiale, accessibile sia dall’esterno che dalla galleria vetrata a lato dell’aula, si sviluppa su due piani formando un corpo a L che affianca su due lati il volume della chiesa.    

il lato nord verso la strada con evidenziata la finestra a luce zenitale della chiesa e il rivestimento con i pannelli in calcestruzzo
il lato nord verso la strada con evidenziata la finestra a luce zenitale della chiesa e il rivestimento con i pannelli in calcestruzzo

Il piano terra

Il piano terra ospita in successione lungo la strada un salone parrocchiale polifunzionale in collegamento diretto anche con il sagrato, la sala incontri, le sale riunioni, un garage con ripostiglio, il locale immondizie, l’ingresso laterale dal parcheggio su strada, mentre sul lato retrostante attrezzato per le attività parrocchiali all’aperto con un campo gioco si affacciano la cucina con deposito e il salone del centro giovanile.  

la galleria vetrata che separa la chiesa dall’oratorio, zona di incontro e di esposizione.
la galleria vetrata che separa la chiesa dall’oratorio, zona di incontro e di esposizione.

Il piano superiore

Il piano superiore è collegato al piano terra da un corpo scala con ascensore, a lato dell’ingresso laterale, e da una lunga scala rampa posta nell’atrio polifunzionale che divide il corpo della chiesa dal centro parrocchiale ed accoglie lungo la galleria che si affaccia sull’atrio polifunzionale le sale per la catechesi.

Sul lato opposto che si affaccia verso l’area a giochi esterni troviamo l’appartamento del sacerdote e l’alloggio del vicario.   

Gli architetti

Boris Podrecca  

Poliglotta, architetto viennese cresciuto a Trieste. I suoi riferimenti culturali principali sono gli Architetti della Donaumonarchie, Otto Wagner, Adolf Loos, Jože Plečnik. Suggestionato sia dalle teorie di Semper sull’origine tessile dell’architettura, che quelle dei filosofi dell’empirismo viennese sullo spazio, lavora attentamente sull’involucro materico. Ha vinto grandi concorsi internazionali, e insegna in numerose università in Europa ed in USA. 

 

Marco Castelletti  

Le sue opere inserite nel paesaggio esprimono la ricerca di un’architettura legata al contesto che trascrive la lezione astratta del razionalismo comasco. Ha partecipato con l’architetto Podrecca a concorsi internazionali ad inviti tra i quali il progetto per la nuova sede della Regione Lombardia.  

Dati

CHIESA DI PENTECOSTE A MILANO 

Progetto:  Prof. Arch. Boris Podrecca e Arch. Marco Castelletti

Impresa costruttrice: Colombo Costruzioni 

Vetrate e serramenti: Thema srl 

Elementi Illuminanti: Zumtobel group 

Arredi in legno: F.lli Schiavone 

Velari e navata in legno: Ferlegno 

Pergolato esterno: Legnotech spa 

Foto:  servizio fotografico Cecilia Castelletti Erba (CO)        

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