| Tante
soluzioni diverse per un unico scopo: fare dello stare a tavola un momento
di bellezza.
Prendete la casa dei Vetti a Pompei. Anche lì la cucina ha un ruolo
primario nell’economia distributiva degli ambienti. Addossata alla
parete, definita dal muro su un lato, i fornelli sono come un camino con
apertura a semicerchio: come una piccola fornace in mattoni. Sotto un
piccolo antro conteneva la legna: il combustibile. Il piano superiore
dai bordi rialzati era come un vasto braciere: pentole e tegami erano
direttamente appoggiati sui tizzoni ardenti oppure su griglie in ferro.
In fondo, è cambiato poco da allora. Era una casa patrizia e il
piano di cottura era molto grande: oltre una decina di contenitori potevano
contemporaneamente trovarvi posto. E il ricettario dell'antichità
romana era assai vasto: si spaziava dai piatti di carne al pesce, ai vari
tipi di grano. Il vino era un ingrediente fondamentale della mensa: non
raffinato come il nostro, era servito in diverse diluizioni, secondo l’ora
e le circostanze. Il volume “Küchen design” di Terence
Conran (© 1999 DuMont Buchverlag, köln) affronta un’amplissima
disamina delle cucine e dei luoghi del pranzo, partendo proprio
da una approfondita indagine storica.
In alto: la cucina in muratura, col fornello sovrapposto; l’atmosfera
è quella della casa contadina, dal vigore essenziale.
Sotto: piano cottura con griglia centrale, design sofisticato, ma identica
essenzialità.
Sopra: piano di appoggio, mensola e tanti ganci. Avere tutto sotto mano,
con superfici facilmente pulibili. A destra: l’isola
del fuoco. Come nell’antichità è il cuore della casa.
Above, masonry kitchen with cooker; the atmosphere is that of a country
home, and has all the bare essentials.
Below, hob with central grille; sophisticated design yet basic all the
same.
Above, top, shelves and many hooks. Everything is at hand and surfaces
are easily cleaned. Right, the fireplace is the centre of the home, just
like in the past.
Take the House of the Vetti in Pompeii. Even there the kitchen plays
a key role in the distribution of rooms. Placed against a wall, defined
by the wall on one side, the cookers are like a fireplace with a semicircular
opening, just like a small brick furnace. Below, a small hole was used
to store the wood. The upper level with raised edges was like a vast brazier;
pots and pans would rest directly on red hot embers or iron grilles. All
said, not much has changed since then. It was a patrician's house and
the hob was very large, being able to accommodate a dozen or so containers
at the same time. And the cookbook of the ancient Romans was vast, ranging
from meat and fish dishes to various types of wheat. Wine was a crucial
ingredient too. It was not as refined as today's, and was diluted depending
on the time and circumstance. The book ' Küchen design' by Terence
Conran (DuMont Buchverlag Editions) carefully examines kitchens and dining
areas, and it starts with an in-depth historical study. This is an important
touchstone and also a source of inspiration. Before embarking on a new
road, it is a good idea to see where we come from. Indeed, various universal
elements can be found, and one appreciates the variations of stylistic
features and techniques over time. The oven should also be seen as an
element that characterises the kitchen, rather than being just a functional
accessory.
“...Gli strumenti e le spezie, la frutta
e il pane. La veste della cucina cambia ogni giorno...”
La muratura resta. I mobili hanno sempre un che di transitorio.
Il fuoco, il camino, il piano di lavoro sono qualcosa di più. L’anima
della casa non può traslocare.
La nicchie sono ripostigli aperti: basta allungare una mano
e prendere quel che serve. Sotto: una cucina messicana, piena di colore
e di immagini devozionali.
A destra: un’antica cucina restaurata, dalla maestosa cappa in ceramica.
Alta sul pavimento, consente una agile pulizia.
Masonry remains, whereas furniture always has that temporary feel. The
fire, chimney, and worktop are something more. The soul of the house can
not move.
Niches are open cupboards; everything is within easy reach. Below, a Mexican
kitchen full of colour and devout images. Right, a old restored kitchen
with a majestic ceramic cooker hood. Being high over the floor it is easy
to clean.
Questa è un’importante pietra di paragone e anche fonte
di ispirazione. Per inoltrarsi sulla strada del nuovo, è buona
regola soffermarsi nell’analisi delle origini. Infatti vi si ritrovano
elementi universali e si apprezza la variazione degli stilemi e delle
tecniche nel tempo. Si apprezza in particolare la concezione di cucina
come “luogo” centrale della casa: cucina come ambiente dove
si preparano gli alimenti, ma anche come spazio dove questi si consumano.
In poco spazio: la cucina
razionale e misurata
la cucina economica: il termine oggi appare desueto,
relegato nella preistoria della modernità. Ma in epoca contemporanea
tutto è partito da lì: dal chiedersi che cosa occorresse
fare per economizzare lo spazio, per consentire a una famiglia di
cucinare e mangiare in una stanza di 8 metri quadrati. Senza sentirsi
eccessivamente schiacciati gli uni contro gli altri, e avendo a
disposizione tutto l’occorrente: dal frigorifero ai fornelli,
dalla dispensa al cassetto con cucchiai e coltelli, dai mestoli
alle pentole. La razionalizzazione dello spazio: a volte mobili
multiuso, piani di cottura ristretti, sedie capaci di impilarsi
o di chiudersi. Oggi, quando il benessere è diffuso e la
disponibilità di spazio discretamente
diffusa, all’esperienza della cucina razionale, nel design
si unisce la ricerca di un nuovo agio, dove il vezzo torna a far
capolino. Tutto quanto è “retró” fa “stile”.
La libertà di scelta è diventata amplissima.
Ma la lezione sulle soluzioni di economizzazione spaziale è
servita. La sensibilità attuale e i nuovi strumenti a disposizione
dei progettisti, consentono di ricavare ambienti gradevoli, anche
là dove un tempo si poteva notare solo l’economicità
di investimenti e di dimensioni. Nella cucina che vediamo nella
foto a sinistra e, nel disegno di destra, i quattro piani cottura
sono allineati: la profondità del piano di appoggio è
ridotta al minimo, il che non toglie che non si possa abbondare
in cassetti, anche sotto due dei degli elementi per la cottura.
Il forno elettrico incassato nella parete evita ingombri sui piani
di appoggio. Nel disegno in alto, la soluzione classica del lavello
sotto la finestra. Accanto al lavello, il frigorifero. Un ingombro
laterale minimo ospita due delle principali funzioni della cucina.
E finestra vuol dire luce, e libertà di spaziare con lo sguardo,
anche quando si è indaffarati con le stoviglie. |
E, in quanto ”luogo” e non “funzione”, il forno
e il suo corredo di fornelli, dove lo spazio lo consente, è meglio
che sia fisso, di dimensioni cospicue, che assume non solo valore funzionale
ai fini del convogliamento dei fumi, ma anche valore estetico e simbolico,
per individuare e caratterizzare il sito.
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