ARCHITETTURA

MODERNE, CON BRIO

Un ex laboratorio in un quartiere della vecchia Milano è diventato palestra, poi ufficio, fino a quando è avvenuto l’incontro con un noto uomo di spettacolo che lo ha trasformato in abitazione.
L’intento, riuscito, era quello di creare un ambiente di rappresentanza, luogo di ricevimento per cene e feste con amici. Dall’elegante soggiorno si intravede una porta a due battenti che scorrono nella parete. Una sorta di cesura che metaforicamente interrompe la pomposa classicità di stile del soggiorno per fare spazio a una cucina professionale in acciaio di grande impatto. Invidiabile per molti aspetti; per primo la grandezza. E’ strutturata infatti ad isola, con un grande blocco al centro della stanza. E’ una cucina dove non ci si perde in chiacchiere: programmata per cucinare per grandi numeri, è super attrezzata e iperfunzionale (è dotata di ogni tipo di forno e di fuochi e piastre differenziate per tipo di cottura). Sotto, una soluzione molto pratica una cappa con il corpo aspirante che sale delicatamente, ricomponendosi all’interno dell’incasso una volta terminato l’utilizzo. Risultato? La zona intorno al piano cottura è completamente libera da ingombri e può essere sfruttata in tutta la sua superficie. (Fabula, Faber)

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E’ quella che si definisce una cucina “giovane” e “destrutturata”. In un grande open space i mobili sembrano appoggiati l’uno accanto all’altro in modo incerto e casuale. Il frigorifero chiude la fila e spezza la simmetria con la sua diversa altezza. Due semplici lampade a parete, insolite per una cucina, illuminano il piano di lavoro; una terza, in successione, getta una scia di luce sul frigorifero.
Un puzzle di colori dipinti a mano sui mobiletti vivacizza l’ambiente; la stessa tonalità di colori è stata utilizzata per dipingere il “separé” che fa da divisorio fra cucina e soggiorno. E’ un ambiente giocoso, libero, non legato a convenzioni e schemi: non stupisce quindi la presenza di due sedie a sdraio gialle vicino al tavolo da pranzo e neanche che le manopoline dei cassetti siano numeri alla rinfusa senza logica.Quello che era uno show-room di moda, dopo un importante lavoro di ristrutturazione dell’architetto Valeria Punzo, è diventato un interessante appartamento. La cucina, dalle grandi dimensioni, è in perfetto equilibrio fra uno stile high-tech, espresso dalle luci a traliccio di stampo industriale e dalla forte presenza di elementi in acciaio e alluminio, (come la cappa a sospensione), e un “moderno classicismo”, sottolineato dall’ampio utilizzo del legno chiaro. La luce naturale si diffonde in questo spazio in un caldo colore aranciato. La dimensione della stanza ha permesso di sfruttare appieno tutte le pareti e di riempire lo spazio al centro con un’“isola” di lavoro che è da un lato tavolo e dall’altro cucina con fuochi.

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