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Venezia vista dall’alto già emoziona per la sua mescolanza di case e di
mare, resa dinamica dal grande serpente del Canal Grande e della Giudecca. Piena di cupole e campanili più che di
giardini, Venezia non è una città ma una magia. Paragonabile a un castello di sabbia sul bagnasciuga per
la precarietà della sua condizione, sfida i secoli come le ben più solide Piramidi per la bellezza eterna della
sua immagine. In queste stampe è racchiuso il grande fascino di Venezia: prima l’intera città vista a
volo d’uccello, con tutti i palazzi e le chiese riconoscibili grazie all’incredibile dettaglio dell’incisione;
poi quello che viene considerato il biglietto da visita della Serenissima per chi arriva dal mare: il
Palazzo Ducale e il campanile di San Marco; quindi l’ingresso all’Arsenale, che era il luogo dove si
proteggeva non solo la flotta militare ma anche quella mercantile con carichi preziosi; infine l’ingresso
monumentale al Canal Grande con la barocca Chiesa della Salute, che essendo a pianta centrale ha il
vantaggio di rimanere sempre eguale a se stessa anche girandoci intorno. Questi sono i tre “luoghi immagine”
che segnano come punti cardinali lo svolgersi urbanistico della città lagunare, tre fari di luminosa
bellezza per chi la percorre sull’acqua (l’unico modo in cui si spostavano di giorno e di notte i veneziani
di qualità). E si tratta anche delle tre epoche che hanno dato volto a Venezia dal punto di vista
architettonico: il Gotico fiabesco di Palazzo Ducale con la facciata a disegni bianchi e rosa, il Rinascimento
dell’Arsenale con la folla delle sue statue classiche, il Barocco della chiesa della Salute con le possenti e sonore volute. |