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Stampe d'Epoca - Carrozze e Cavalli
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Descrivere tutti i tipi di carrozze è impossibile per una precisa ragione:
non esistono “tipi” omogenei di carrozze in quanto non venivano costruite in serie, ma su ordinazione. Infatti
gentiluomini e carrozzieri, a seconda della loro fantasia, e del bisogno e del capriccio proprio o altrui, facevano
eseguire modifiche ai tipi già in uso. Si può infatti affermare che non esistano due carrozze completamente
identiche tra loro. Spesso, al ritorno da un viaggio in altri stati, qualcuno ricordava un tipo di carrozza non in uso
nel suo paese, ma che lo aveva colpito. Allora ne faceva fare un esemplare. Ma la vettura che nasceva era evidentemente
diversa dal tipo da cui era copiata. E’ per questo che ancora oggi si trovano, in qualche museo o in qualche rimessa, dei
tipi di carrozze che, per alcuni particolari possono essere riportate ad un certo “tipo”, ma che per altri particolari
debbono essere catalogate con altri tipi differenti. Ciononostante nell’800 i più importanti fabbricanti
di carrozze avevano i loro cataloghi che mostravano ai loro Clienti: si trattava dei tipi di carrozze più in uso
in quell’epoca e, normalmente, in Italia si faceva riferimento ai modelli inglesi, con qualche eccezione per
alcune carrozze tipiche locali (ad esempio in Lombardia il biroccio, la timonella, il military). L’arte della carrozzeria
seguiva le mode e la vita sociale dell’ambiente in cui nasceva; perciò si ebbe una carrozzeria di tipo francese, elegante,
raffinata e leggera; di tipo inglese, elegante, solida e sobria; di tipo ungherese e di tipo russo dalle linee solide e
massicce ma meno raffinate. |
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Berlina alla rococò Tilbury
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Barchettone alla rococò Oggetti di selleria
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Finimenti di lusso
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Faeton
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Brisca da viaggio Carrozza da quattro
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Faeton alla rococò Barchettone scalfato
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| (da “Carrozze e Redini Lunghe” di Carlo Gnecchi Ruscone, edito nel 2001 dalla Gnecchi
s.a.s. di Inzago) |
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