| ENERGIE
RINNOVABILI LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA E LA BIOARCHITETTURA
"Jeder Pfarre eine Solaranlage"
“Costruire bene per vivere meglio. Gli
edifici di culto nell’orizzonte della sostenibilità”:
questo il titolo del convegno che si svolgerà alla Domus Pacis
di Roma (14-16 aprile 2008), il secondo di carattere tecnico, dopo quello
sull’acustica svoltosi a Bari nel 2006. Lo presenta l’Ing.
don Giuseppe Russo, Responsabile del Servizio Nazionale per l’Edilizia
di Culto.
La qualità architettonica non deriva solo dal disegno
degli edifici, ma anche dalla loro abitabilità.
Convegni come quello organizzato a Bari nel 2006 sull’acustica e
quello sulla architettura sostenibile, in cui particolare rilevanza assume
il tema dell’energia rinnovabile, servono anche per comprendere
come il progetto architettonico debba essere finalizzato a permettere
condizioni ambientali favorevoli per chi entra nell’edificio. Questo
vale anche, forse ancor più, se l’edificio è una chiesa.
Don Giuseppe Russo, nel convegno della Domus Pacis si parlerà
solo di tecnica o anche di altri argomenti?
Devo premettere questo: oltre all’Ufficio che dirigo, il Convegno
è organizzato anche dall’Ufficio Beni Culturali della Chiesa,
diretto da Don Stefano Russo, e dall’Ufficio per i Problemi Sociali,
diretto da Don Paolo Tarchi. La tecnologia è importante per ottenere
le condizioni migliori per la realizzazione, la conservazione, la gestione
degli edifici. Ma noi ci occupiamo di chiese: edifici molto particolari,
ricchi di significato; e noi siamo Chiesa. Quindi il Convegno affronterà
in
primo luogo i problemi di carattere etico.
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A lato, S.Em. Card. Joseph Schoenborn
inaugura nel
2001 l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’episcopio
viennese (v. CHIESA OGGI architettura e
comunicazione n. 60/2003).
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Come sarà articolato?
La prima sessione del Convegno affronterà le problematiche che
stanno alla base della “nostra” attenzione all’ambiente:
i fondamenti biblici, teologici ed etici, che riguardano anche la conservazione
dell’ambiente. Oggi il tema è molto dibattuto e sentito,
ma in realtà fin dalle prime pagine della vicenda biblica si pone
in evidenza che la cura per il creato e per l’uomo, è una
missione da sempre affidata all’uomo stesso. Nel convegno discuteremo
di creazione e responsabilità. E dentro questa cornice sarà
inquadrato il problema del valore estetico degli edifici di culto.
La seconda sessione si articolerà in due parti: una discussione
in sede teorica della bioarchitettura (le regole, i criteri, il concetto
di sostenibilità, l’attenzione alla storia), e una parte
pratica in cui saranno illustrati diversi esempi di progetti ecosostenibili.
La terza sessione tratterà specificamente il tema dell’energia.
Il problema è sotto gli occhi di tutti: prezzi sempre maggiori
per i combustibili, necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico,
edifici costruiti male, cioè con scarsa attenzione ai requisiti
di isolamento termico, impianti obsoleti e non adeguati o non gestiti
razionalmente. Il cuore della risposta al problema sta nel migliorare
l’efficienza energetica, sia intervenendo sulle caratteristiche
costruttive sia
sugli impianti (fotovoltaico, solare, cogenerazione).
Ma si tratta di vedere concretamente come e se si diversifica l’intervento
energetico quando è applicato a un edificio storico o a un edificio
recente. Al proposito è stata avviata una ricerca che si occupa
di due casi studio (un edificio antico ed uno relativamente nuovo) a Bari.
Per ognuno di essi sarà “costruito” un modello termico
di funzionamento, simulato un intervento e, infine, prodotto un vero e
proprio bilancio comparato, che consentirà di mostrare quanto,
nei due casi, si risparmierà in termini sia economici, sia di eco-sostenibilità.
Parlando in particolare dell’energia solare per le chiese,
è un settore totalmente nuovo o vi sono alcune installazioni già
funzionanti in Italia?
Vi sono alcuni impianti già funzionanti. Penso per esempio a una
parrocchia nelle Marche che ha raggiunto l’autosufficienza energetica
grazie a queste installazioni. È un approccio nuovo, ma si va diffondendo.
Tornando al convegno, dovremo fornire alle parrocchie tutte le informazioni
necessarie perché possano studiare l’intervento più
consono e conveniente in ciascun caso specifico. Poiché molto dipende
anche dal sistema di incentivi e dai crediti con cui questi interventi
sono finanziati, studieremo anche una bozza di convenzione con le banche,
che consenta
di formulare i percorsi attuativi adatti per gli Enti ecclesiastici.
La Chiesa per il fotovoltaico
BENEDETTO XVI E L’ENERGIA
“Fondamentale... è sentire la terra come “nostra casa
comune”: lo scrive Benedetto XVI nel suo messaggio per la Giornata
Mondiale della Pace del 2008. E continua: “Un ambito nel quale sarebbe
necessario intensificare il dialogo
tra le Nazioni è quello della gestione delle risorse energetiche
del pianeta”. L’elaborato testo del Santo Padre ovviamente
non scende in particolari tecnici. Ma si può supporre che nell’ambito
dell’impegno della Chiesa a costituire
un nuovo rapporto armonico tra uomo e ambiente, l’uso dell’energia
solare giochi un ruolo importante.
Già nel 2001 l’Arcivescovo viennese, Card. Joseph Schoenborn,
nel sottolineare la “particolare responsabilità verso il
creato” dei cristiani, lanciò l’iniziativa “Jeder
Pfarre eine Solaranlage” (un impianto solare su ogni parrocchia),
inaugurando l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’episcopio
di Vienna.
E nel giugno del 2007 dal Vaticano è giunta la notizia che l’aula
delle udienze dedicata a Paolo VI e progettata nel 1971 da Pierluigi Nervi,
sarà interamente ricoperta da pannelli fotovoltaici a partire dalla
prima metà del 2008.
A dimostrazione di come i pannelli solari si integrino nell’architettura,
essi andranno a sostituire le tegole in cemento che rivestono il tetto
ondulato, in nulla variandone il disegno o la “texture”.
Progettato dal Prof. Livio De Santoli e realizzato con la supervisione
dell’Ing. Pier Carlo Cuscianna, responsabile dei Servizi tecnici
del Vaticano, l’impianto genererà 360 mila kWh e coprirà
buona parte dei consumi energetici dello Stato Pontificio.
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