| PROGETTO
VINCITORE EX AEQUO - PROVINCIA DI BARI
Località: Giovinazzo
La soluzione proposta è originale e interessante, perché
prevede la riqualificazione di un luogo, attualmente in stato di degrado,
con l'utilizzo di volumi da realizzare con strutture leggere prefabbricate,
di modeste dimensioni, e copertura dello spazio con velario mobile, dedicati
al gioco, allo svago e al tempo libero. L'intervento propone una soluzione
ottimale per il recupero di questa tipologia di "vuoti" urbani
degradati. È un esempio di intervento minimale di qualità,
una soluzione originale appropriata allo spazio prescelto. (Giudizio della
Commissione Nazionale)
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Ordine degli Architetti
di Bari
Arch. Nicola Gaudio (capogruppo)
Arch. Francesco Marzulli |
Nicola Gaudio,
Francesco Marzulli. |
Nicola Gaudio (Bisceglie, 1969) si laurea in Architettura
presso l'Università "Federico II" di Napoli. Lavora prevalentemente
nel settore dell'edilizia residenziale e di recupero edilizio. Dal 2005
lavora con gli architetti A. La Notte, S. Aprile e F. Marzulli, in uno
studio a Bari. Lavori principali: progetto di restauro conservativo della
chiesa di San Domenico a Giovinazzo; progetto di una chiesa cristiano-ortodossa
a Bari; progetto di restauro della torre medievale nel monastero delle
Clarisse a Terlizzi; con l'arch. A. La Notte, progetto di un centro sportivo
parrocchiale della
chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Gravina in Puglia.
Francesco Marzulli (Terlizzi, 1979) si laurea in Architettura al Politecnico
di Bari. Si è occupato di Programmi Integrati di Riqualificazione
delle Periferie. Dal 2005 lavora con gli architetti A. La Notte, N. Gaudio
e S. Aprile in uno studio a Bari
e ha aperto una sede a Terlizzi. Lavori principali: progetto di una chiesa
cristiano-ortodossa in pietra a Bari; progetto di restauro della facciata
della concattedrale di Terlizzi; allestimento del carro floreale per la
Madonna del S. Rosario a Terlizzi; progetto di una piastra commerciale
e di un centro poliambulatoriale per il PIRP di Cellamare; progetti di
edilizia residenziale a Bari e a Pescara.
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Dall’alto:
la chiesa di S. Domenico a Giovinazzo e (a destra) il piccolo cortile
accanto alla chiesa, di cui si propone la riqualificazione. La pianta
dello stato di fatto e la sezione trasversale di questo “vuoto
urbano”. |
Il centro di Giovinazzo è situato a nord-ovest di Bari, sulla
costa adriatica. Città di antica fondazione, all’epoca dell’Impero
Romano il suo nome era Natiolum, poi mutato in Juvenatium.
La chiesa di S. Domenico è stata costruita a partire dal 1704,
su progetto dell’architetto domenicano P. Antonio Cantalupi, ed
è diventata parrocchia nel 1813. La facciata è opera dell’architetto
Carlo Chiaia e risale al 1885. Nel 1959 la chiesa accolse i resti mortali
del Beato Nicolò Paglia. Alla chiesa si accede tramite una gradinata
che caratterizza la facciata.
Il cortile è adiacente alla parrocchia, ed è definito da
strutture oggi gravemente compromesse dal tempo e dall’usura, che
mai sono state oggetto di un adeguato intervento di restauro e presentano
vari segni di degrado soprattutto nei paramenti murari perimetrali e nei
due archi a tutto sesto che li collegano. Tale cortile, che è il
luogo di svago del centro parrocchiale, ha forma rettangolare.
La pavimentazione attuale in calcestruzzo è stata gettata sopra
quella antica di basole in pietra locale, e si presenta usurata e fessurata
in più punti.
Il progetto
L’idea del progetto è di riprendere l’antica struttura
e renderla oggetto di risanamento, sia nelle strutture murali perimetrali,
sia negli archi, sia nella pavimentazione, adeguando funzionalmente lo
spazio all’uso al quale viene oggi riservato, cioè lo svago
e il tempo libero.
Il cortile è a forma rettangolare, di 24,78 metri per 8 metri:
dimensioni assai esigue per un centro sportivo parrocchiale.
Da una accurata ricerca tecnico sportiva è emersa la possibilità
di adeguare tale spazio a due campi di calcio a due giocatori, una disciplina
nota come “jorky ball”, perché tali campi richiedono
dimensioni di m 10 per m 5 ognuno.
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In senso orario: sezione trasversale,
disegno di
progetto; il rendering del progetto mostra come
anche in un cortile di piccole dimensioni (m 24x8)
si può realizzare una struttura che ospiti il gioco
del “jorky-ball”, un calcetto giocato da squadre
di due componenti l’una; sezione longitudinale,
disegno di progetto; assonometria della struttura,
che ha caratteristiche di leggerezza e anche
di reversibilità; pianta del sito dopo l’intervento.
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L’intervento prevede anche la collocazione di una recinzione mobile
e di copertura, oltre agli spogliatoi e ai bagni in uno spazio attiguo.
Si contempla anche l’ipotesi di sistemare travi in legno lamellare,
poste alla stessa quota degli estradossi dei due archi esistenti, complete
di binari su cui far scorrere dei teli di copertura in PVC, impermeabili
e di colore bianco.
Il “jorky ball” è una veloce tipologia di calcio a
due, che combina fitness e divertimento. Trova la sua origine tecnica
nel calcio tradizionale, ma acquisisce nuovi e differenti significati
grazie ad alcune sue caratteristiche fondamentali.
L’impianto può essere considerato come un grande attrezzo
da palestra, che permette di coniugare un sano agonismo tecnico calcistico
con l’impiego del proprio tempo libero, in una classica struttura
chiusa, che può coinvolgere soci e amici con facilità, come
solo in uno sport a coppie può avvenire.
Ogni partita si gioca al meglio di tre set.
Per vincere un set occorre realizzare sette goal.
Ogni squadra è composta di due giocatori, un difensore e un attaccante
(designati all'inizio del set) mentre uno o due altri giocatori possono
restare come “riserve”.
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