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Mons. Renato Corti, Vescovo di Novara, offre questa riflessione su come
un palazzo dello sport diviene luogo di preghiera.
Le recenti disposizioni della Santa Sede affidano, di regola, le celebrazioni
di beatificazione alla Diocesi in cui il Servo di Dio è vissuto
ed è morto: alla Chiesa novarese, il 18 novembre scorso, la beatificazione
di Antonio Rosmini.
La nostra Diocesi, nel cui territorio il Rosmini era morto il 1° luglio
1855, aveva dato il via, nel 1994, all'ultima fase di quel complesso meccanismo
canonico che è la Causa di beatificazione.
Ma la Chiesa novarese non è solo il luogo del dies natalis di Antonio
Rosmini. Infatti, attraverso i suoi vescovi, soprattutto il Card. Giuseppe
Morozzo della Rocca, si è collocata nel cuore del progetto rosminiano,
offrendo un prezioso sostegno, in particolare, attraverso l'approvazione
delle Costituzioni e accompagnando, fin dagli inizi,
la travagliata avventura ecclesiale dell'"Istituto della Carità".
Questi dati storici giustificano la scelta di Novara come luogo nel quale
svolgere il rito di beatificazione di Antonio Rosmini.
Ma questo evento ha richiesto di individuare una soluzione idonea a una
celebrazione che avrebbe visto la partecipazione di un numero di persone
(circa ottomila) assai più ingente di quanto le ordinarie strutture
ecclesiali avrebbero potuto ospitare. Una città di media grandezza,
come Novara, disponeva di un unico spazio alternativo
alla Cattedrale: era lo Sporting Palace, una struttura appena inaugurata,
deputata a ospitare grandi manifestazioni.
Il compito, certo non semplice, affidato ai miei collaboratori, fu ben
chiaro fin dall'inizio: trasformare una struttura sportiva in un luogo
di preghiera e di celebrazione. Questa era per noi una esigenza irrinunciabile
e, al tempo stesso, una sfida.
Ci domandavamo se sarebbe stato possibile questo piccolo "miracolo".
Partendo da due intuizioni rosminiane, "luce di verità"
e "fuoco di carità", il progetto si è concretizzato
nella definizione di un'area liturgica dimensionata al grande
spazio esistente e funzionale allo scopo. In tale modo si è favorito
l'armonico realizzarsi di una celebrazione, non solo ordinata, ma anche
intensa di spiritualità.
S.E.R. Mons. Renato Corti
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