| La
Chiesa del Santo Volto: un’opera straordinaria anche nella complessità
impiantistica, che ha portato la Società Itinera a scegliere tre
importanti realtà imprenditoriali torinesi per la realizzazione
di tutti gli impianti tecnologici:
KOPA ENGINEERING, ICA e GAMBARANA.
Le tre aziende hanno messo in comune l’eccellente know how specifico
acquisito in decenni di attività per un’impresa probabilmente
unica nel panorama torinese.
|
|
Capofila del raggruppamento d’imprese
è stata la KOPA ENGINEERING protagonista nella realizzazione
di numerosi impianti utilizzati per le Olimpiadi di Torino 2006
quali la Metropolitana e lo Stadio Olimpico.
“Ero certo che le nostre tre aziende avrebbero garantito
all’Arcidiocesi ed a tutti i Torinesi gli altissimi standard
tecnici richiesti da questa costruzione così all’avanguardia”
afferma IVONE ZAMINATO, Direttore di Cantiere della KOPA ENGINEERING.
|
“Una sfida accettata con entusiasmo e portata a
termine con soddisfazione imprenditoriale e tecnica” commentano
ora, a lavori ultimati, FRANCESCO CUDIA, Titolare della ICA, e SEBASTIANO
GAMBARANA, Presidente e A.D. dell’omonima azienda, che ricordano
anche la recente conclusione dei lavori relativi all’Environment
Park di Torino e dell’Aeroporto
di Caselle (curati dalla GAMBARANA) e di quelli della Cappella Anselmetti
- Abbazia di San Francesco - sala conferenze
A.T.C. - Villa Gualino - Cogenerazione Piscina Borgaro (curati dalla ICA).
La Chiesa del Santo Volto: una conferma dell’eccellenza professionale
ed imprenditoriale delle aziende piemontesi.
L'organo, strumento e monumento
La nuova chiesa del Santo Volto di Torino si è dotata
di un organo a canne, che presenta numerosi aspetti di novità rispetto
a quanto si costruisce oggi in Italia in campo organario. Frutto della
consonanza di vedute tra l’ideatore dell’opera, l’illustre
maestro Massimo Nasetti e la ditta realizzatrice, la Fratelli Ruffatti
di Padova, è dotato di 2.706 canne.
La composizione fonica dell’organo e le caratteristiche costruttive
delle canne fanno chiaramente trasparire un’impostazione stilistica
che dà allo strumento versatilità, ricchezza di effetti
solistici ma anche grande coesione d’insieme. L’opera ha una
propria personalità ben definita, pur ispirandosi alla tradizione
sinfonica francese e agli strumenti romantici anglo-americani e questa
è una grande novità in un panorama organario italiano che
negli ultimi decenni ha saputo proporre ben poco di veramente innovativo.
Un sapiente accostamento della moderna tecnologia alle caratteristiche
costruttive tradizionali ha consentito la realizzazione di un organo a
trasmissione mista meccanica - elettrica, in cui le tastiere sono collegate
al corpo sonoro per mezzo di sottili tiranti in legno, che raggiungono
la considerevole lunghezza di oltre 5 metri, pur mantenendo la necessaria
leggerezza di tocco. Ciò ha permesso il
collocamento delle canne all’interno di una delle cappelle laterali
della chiesa, come richiesto dall’Architetto Botta, pur posizionando
la consolle, con tre tastiere e pedaliera, di fronte al corpo sonoro,
ma a quella che si considera una notevole distanza per un organo a trasmissione
meccanica, con i tiranti che passano sotto al pavimento del deambulatorio
che separa le due entità. Un intero settore dello strumento è
dedicato agli effetti solistici, con sonorità
sconosciute negli organi italiani, come quella del Doppelflöte, canne
in legno a due bocche, un flauto di grande suggestione e quella delle
Trombe reali, di grande volume sonoro, con la parte superiore delle tube
ripiegate orizzontalmente, attivate da un pressione d’aria molto
elevata, tanto da richiedere un elettroventilatore apposito. Il costruttore
ha avuto in questo una parte importante, grazie alla notevole esperienza
acquisita in molti decenni in
campo internazionale, con la costruzione di opere grandiose, dotate di
voci e sonorità le più varie e caratterizzate.
Lo strumento è costruito con materiali di alta qualità.
Il legno è prevalentemente mogano africano, che garantisce il migliore
comportamento in tutte le condizioni climatiche.
La parte visibile è in acero, come il legno utilizzato all’interno
della chiesa. Le canne, tutte costruite nel laboratorio dei Fratelli Ruffatti,
sono in legna stagno-piombo, con percentuali di stagno fino al 95% per
le canne di facciata. La progettazione estetica dell’organo è
frutto della collaborazione dello studio di architettura Mario Botta con
l’ufficio tecnico della Fratelli Ruffatti. L’architetto Botta
ha delineato le linee principali dell’aspetto estetico dello strumento,
con varie serie di canne, a formare una facciata che si estende per tutta
l’apertura della cappella, caratterizzata da linee semplici, in
armonia con la linearità che caratterizza tutto l’ambiente.
L’organo è uno strumento molto complesso, alla cui realizzazione
concorrono una serie di attività diverse tra loro, ma che devono
essere coordinate in modo tale da fondersi in un prodotto unitario: la
progettazione architettonica, la falegnameria, la lavorazione dei metalli
e delle pelli, l’arte di costruire le canne e di dar loro voce armoniosa.
Tutto ciò avviene nel laboratorio dei Fratelli Ruffatti, dove
nascono e partono per tutto il mondo opere di alto livello qualitativo.
|