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Seconda edizione premio nazionale
di idee di architettura Architettura Cultura & Sport |
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| Di Baio Editore | |||||||||||||
Vi sono parrocchie che dispongono di impianti aggiornatissimi, altre
che non ne dispongono affatto... Ma il paragone non va posto con le strutture
pubbliche: queste sono significative in molte realtà urbane del
Nord Italia, ma forse lo sono meno nel Centro e nel Sud. Direi che oggi
un peso crescente lo hanno gli impianti privati: c’è una
domanda crescente di sport e per molti privati questo è un business.
Certo è difficile pensare che le strutture pubbliche a base solidaristica
Gli impianti sportivi di pertinenza delle chiese hanno una funzione sociale
e culturale importantissima, alla quale rispondono in modo egregio. Date
le limitate risorse economiche, e anche i limiti fisici di spazio, nelle
parrocchie spesso si trovano tipologie di impianti dal costo relativamente
contenuto: come campi di calcio o di pattinaggio. Tuttavia nel corso degli
anni sono avvenute parecchie evoluzioni: sono sorti centri per il fitness
e persino piscine. Ci sono spesso impianti di prim’ordine. Ritengo
che, ampliandosi le prospettive, gli impianti di pertinenza delle parrocchie
potranno avere un ruolo sempre più centrale nel movimento sportivo
nazionale. (...) Per sopperire alle carenze di risorse economiche, in
certi casi si possono usare al meglio gli spazi, per esempio costruendo
parcheggi interrati (che forniscono
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, assieme alla Direzione di CHIESA OGGI architettura e comunicazione, hanno pensato a Bob Noorda per la comunicazione del nuovo Premio Nazionale di Idee di Architettura sugli spazi per la cultura e lo sport di pertinenza delle chiese. Prima che partisse per il Canada, per l’incarico della segnaletica dell’Università del Quebec, ci siamo incontrati con Noorda, che ha capito subito lo spirito dell’iniziativa e la complessità della sintesi: al ritorno lo ha tradotto in un marchio. I due lati colorati di uno spazio architettonico che richiamano un tetto a capanna; uno stacco verticale che diventa croce e indica che è una chiesa cattolica; due ragazzi che giocano e parlano di sport...
Il progetto per un centro culturale, sportivo e aggregativo incide sull’estetica
della vicina chiesa e sulla sua relazione con le persone e col territorio,
offrendo agli architetti la possibilità di esercitarsi nei contesti
più svariati: prossimi a chiese monumentali di valore storico artistico,
come anche in luoghi di scarsa qualità architettonica. In ogni
caso offre ai
Fin dall’ultimo anno di studi prima della laurea, ebbi la possibilità
di partecipare all’iniziativa lanciata dall’allora vescovo
di Bologna, Card. Giacomo Lercaro, al fine di dotare di luoghi di culto
adeguati, le periferie che stavano crescendo in modo tumultuoso, sotto
la spinta della ricostruzione dopo le devastazioni della guerra e dell’emigrazione
interna. Nel gruppo di tecnici costituito da Lercaro per sostenere l’iniziativa
operai al fianco di personaggi come Glauco e Giuliano Gresleri, il sociologo
Ardigò, il compianto prof.Trebbi che coordinava il gruppo. Si lavorava
con approccio multidisciplinare anzitutto per coordinare con l’Amministrazione
locale la pianificazione dell’espansione urbana, così che
la chiesa occupasse nei nuovi quartieri il luogo centrale che le spetta:
ed è significativo che pur essendo gli amministratori di orientamento
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