| Diretto
da: Carlo Chenis
Periodico allegato a Chiesa Oggi architettura
e comunicazione
Vademecum per il premio
"Architettura, cultura & sport"
Il senso
La partecipazione ad un concorso di idee sull’«oratorio»
stimola la creatività personale e diventa un servizio culturale.
La grande architettura, non sorge dal nulla, ma rielabora con continui
approfondimenti le forme pregresse, individuando il genius loci.
Il limite
L’architetto deve cogliere i confini ideologici entro cui progettare
un «oratorio » con creatività funzionale e umanistica,
così da collaborare ad una democrazia urbanistica nei parametri
della civiltà cristiana.
Lo specifico
S’impone una riflessione ecclesiale sul senso dell’«oratorio»,
al fine di compaginare le molteplici esigenze funzionali e pastorali per
una loro risoluzione architettonica.
La natura
L’«oratorio» è una struttura articolata, dinamica
e diveniente. S’inserisce nel territorio per catalizzare incontro
interpersonale, attenzione sociale, confronto religioso, attività
ricreative, pratica sportiva.
Il contesto
Per la progettazione dell’«oratorio» occorre analizzare
il palinsesto sociale, il contesto urbanistico, la situazione ecclesiale,
le attese collettive, le preesistenze architettoniche, incentrando l’attenzione
sulla situazione giovanile.
La strategia
Il progetto di un «oratorio», da una parte, deve essere confacente
al target di persone coinvolte, dall’altra, deve favorirne emancipazione
culturale, sociale, religiosa.
La criteriologia
Le strutture dell’«oratorio» non devono troppo diversificarsi
dall’habitat, in quanto chiamate ad attivare il senso dell’accoglienza
e della familiarità e non quello della rivendicazione e del distacco.
La tipologia
L’ideazione di un «oratorio» deve prevedere luoghi di
culto e catechesi, di servizi sociali e formativi, di sport e spettacolo.
Il luogo del culto è essenziale affinché le molteplici iniziative
si integrino nel cammino di fede. Particolare importanza assumono i luoghi
della formazione culturale: biblioteca, cine-teatro, sale multimediali,
eventuali emittenti locali, centri stampa, ecc. Spazio considerevole assumono
i luoghi ricreativi: sale da gioco, cortili, bar. Le attrezzature sportive
rappresentano il polo di attrazione dei giovani. Vanno, però, evitati
impianti di difficile gestione e, per quanto possibile, vanno cercate
soluzioni multifunzionali.
La funzionalità
Il progetto di rimodulazione di un «oratorio» può essere
ordinato ad un riuso di fabbricati aventi altre destinazioni, ad una ristrutturazione
di spazi con tale destinazione, alla costruzione di nuovi complessi. Abitualmente
si tratta di razionalizzare edifici già esistenti, per cui vanno
ponderate le dinamiche conservative con quelle adeguative. Non sono da
escludere «corpi satellitari» in connessione con la struttura
principale, con la parrocchia e con il quartiere. Inoltre, non vanno trascurati
il rapporto con la natura e l’impatto con l’ambiente.
L’urgenza
In una cultura architettonica sovente massificante o puramente estetizzante,
l’urgenza di ripensare l’«oratorio» diventa la
sfida per imparare a riprogettare nel quartiere il «foro dei giovani»,
dove coniugare la ricerca di libertà e di distensione all’impegno
di maturazione e interrelazione.
Carlo Chenis,
Presidente Comitato Scientifico
|