| Le
nuove fonti luminose
Note e riflessioni sulle nuove fonti luminose LED di piccolo
formato, bassa potenza, aggregabili in moduli, di lunga durata di vita,
per apparecchi e sistemi facilmente integrabili nel contesto architettonico
delle chiese. Gli interventi di restauro e di riqualificazione, negli
interni delle chiese, richiedono grande cura e attenzione, non solo perché
spesso si tratta di ambienti monumentali ad alto valore artistico, storico,
culturale e ovviamente religioso, ma anche a causa della stessa natura
dei luoghi. L’architettura degli interni, unitamente agli arredi,
deve corrispondere pienamente alle finalità principali del sito.
Il culto, la preghiera, la liturgia, la sacralità delle presenze
materiali impongono il rispetto dello spirito del luogo. In particolare,
l’impiantistica al servizio dell’edificio non deve avere alcun
carattere invasivo. Si ricercano tutti i modi e i mezzi per occultare
i cavi, i condotti, i canali, le connessioni, i tanti dispositivi impiantistici,
come serbatoi o contenitori di ogni genere. Anche l’impianto di
illuminazione deve adeguarsi a questi principi, e sono specialmente le
fonti luminose che devono essere accuratamente posizionate per evitare
che diventino elementi di disturbo e di distrazione, con effetti di abbagliamento,
riflessioni, riverberi o altri fenomeni nocivi.
|
|
Chiesa San Giorgio a Verona, altare
“Redentore Risorto” apparso alla Maddalena nell’orto,
secolo XVI (databile 1580), di Francesco Montemezzano (1555-1602)
discepolo del Veronese. L’altare viene consacrato nel 1543
ed è dedicato ai Santi Maddalena, Marta e Lazzaro Vescovo;
nel 1606 viene concesso all’Arte degli Speziali.
La Maddalena, infatti, unse di aromi i piedi di Cristo e portò
oli profumati al sepolcro. Sistema di illuminazione Power LED prodotto
da TECNOILLUMINAZIONE. |
Chiesa Santa Anastasia a Verona, altare
dello Spirito Santo o Miniscalchi, secolo XVI (1506). L’altare
risale al 1436, è decorato con colonne in marmo rosso e capitelli
corinzi in pietra attribuiti, nel progetto plastico, a Pietro da
Porlezza (meta’ del
Quattrocento) e per l’esecuzione a Mastro Agnolo. La pala
rappresenta la Discesa dello Spirito Santo ed è firmata da
Nicolò Golfino. Sistema di illuminazione Power LED prodotto
da TECNOILLUMINAZIONE. |
È evidente che quando è possibile installare
lampade e apparecchi con ingombri e pesi ridotti, tutto si semplifica;
è sufficiente, infatti, un piccolo rilievo nelle pareti o nelle
volte, una cornice lievemente in aggetto, una piccola nicchia per
occultare le fonti di luce artificiale. Sono questi i motivi che fanno
apprezzare i sistemi di illuminazione di piccolo formato.
Oggi sono soprattutto le sorgenti LED (acronimo da Light Emitting Diode,
diodo a emissione di luce) a offrire le funzioni e le prestazioni più
interessanti. La prima considerazione da fare riguarda la quantità
di luce resa. Infatti, il disporre di fonti luminose di formato minuscolo
porta a pensare che anche le potenze e di conseguenza le quantità
di luce generata siano di modesta entità. Considerando la singola
fonte, è vero che la potenza disponibile è ridotta, ma non
a caso abbiamo usato il termine di sistema di illuminazione per indicare
che i LED sono utilizzati in serie, o in gruppo, quindi in aggregazioni
adatte, di caso in caso, per avere a disposizione nell’ambiente
la quantità di luce che effettivamente
serve. Quantità che – è bene sottolinearlo –
non arriva mai ai livelli che registriamo nei musei e nelle gallerie d’arte.
In primo luogo è necessario poca luce in modo da non danneggiare
le opere e, fatto ancora più importante, per gli interni delle
chiese si richiede solo la modesta quantità necessaria per dare
il giusto rilievo alle opere: devono essere visibili ma la loro illuminazione
non deve disturbare le funzioni tipiche e caratterizzanti della chiesa,
di cui abbiamo parlato.
|
Lampada Taurus
(design Umberto Tosi, produzione e documentazione TECNOILLUMINAZIONE).
Apparecchio orientabile equipaggiato con Power LED.
|
Il singolo LED ha di solito una potenza assorbita di alcuni
watt con flussi luminosi resi di alcune decine di lumen. Ai fini della
conservazione delle opere d’arte è di grande interesse la
ripartizione della luce nelle radiazioni di differenti lunghezze d’onda.
Il LED non emette né radiazioni infrarosse, né radiazioni
ultraviolette, entrambe responsabili dei più gravi danneggiamenti
alle pigmentazioni cromatiche e ai materiali di supporto. Si illuminano
le opere, dunque, esclusivamente con radiazioni che appartengono all’intervallo
spettrale del cosiddetto “visibile”. All’interno di
questo range si regola l’intensità della luce per ciascuna
radiazione elettromagnetica, producendo in questo modo, col sistema di
illuminazione LED, emissioni globali che è possibile calibrare
con cura, sotto il profilo cromatico, per ogni opera d’arte.
Secondo la lettura e l’interpretazione critica delle singole testimonianze
artistiche, si interviene sulle fonti di luce per dare alle stesse quel
mix di radiazioni che è in grado di determinare la complessiva
riflessione delle stesse verso gli osservatori per la fruizione visiva
ritenuta più corretta. Come si può notare, in conclusione,
le moderne tecnologie elettroniche della luce artificiale ci aiutano a
salvaguardare le opere e, allo stesso tempo, a offrirle alla devozione
dei fedeli nel modo più adatto. Sensibilità, competenza
e impegno di progettisti e installatori dispongono oggi di mezzi e strumenti
per esprimersi al meglio.
Gianni Forcolini, architetto
|