| Cattedrale
di Caltanissetta
Dalla sperimentazione alla realizzazione. L’adeguamento
della Cattedrale di Caltanissetta. In un gioco di rimandi a temi e stilemi
classici e barocchi, nel contesto attuale di transizione, la nuova sistemazione
presbiterale riesce a fondere le necessità di aggiornamento con
quelle della tradizione.
La cattedrale è l’ecclesia mater et maior dove ciascun vescovo
insegna, celebra e governa; è il centro liturgico della Diocesi
da dove parte l’azione sacramentale dei presbiteri. Ivi il presbiterio
conviene con il vescovo per assicurare la cura pastorale dei fedeli, invocando
i doni dello Spirito, vivendo in comunione di intenti, annunciando il
vangelo della
carità. Tali principi ecclesiologici ispirano la cultura architettonica.
La storia dimostra con dovizia i continui interventi
sugli edifici cultuali e in particolare sulle cattedrali, per cui anche
nell’oggi sussiste il diritto e il dovere di adeguare le chiese
alla liturgia.Tuttavia, permangono tentazioni perniciose sostenute da
opposte ideologie: la musealizzazione e turistizzazione, così da
impedire cambiamenti fisiologici e fruizione ecclesiale; l’intervento
per contrasto stilistico e per campionature stratificate, così
da scompaginare l’assetto e turbare la funzionalità. Occorre,
altresì, menzionare
l’attuale fase di transizione tanto sui linguaggi artistici quanto
sull’interpretazione rituale. Infatti, dopo gli eccessi a seguito
della riforma liturgica e delle correnti novecentiste, si sta auspicando
una corretta e sedimentata interpretazione del dettato conciliare e della
percezione estetica. Questa deve dimostrarsi capace di produrre limiti
e norme per regolare e incentivare l’invenzione artistica. La cattedrale
di Caltanissetta è emblematica tanto sul fronte delle numerose
trasformazioni registrabili nel corso della storia, quanto su quello dell’approfondito
dibattito ascrivibile alla concertazione dell’adeguamento. L’attuale
sistemazione è dovuta all’architetto Eugenio Abruzzini, da
anni impegnato sul fronte dell’architettura cultuale, tanto come
progettista quanto come consulente. La progettazione è risuonata
tra architetto, committenza, clero, comunità con prove progettuali
in loco, onde sperimentare stilemi
compositivi e utenze celebrative. Alterando per necessità la precedente
filosofia architettonica, Abruzzini colloca il presbiterio sotto la cupola,
così da rispettare il sistema circolare con una serie di cerchi
eccentrici rispetto la proiezione cupolare. Questa definisce il presbiterio
con soluzioni architettoniche e policromismi marmorei che dialogano con
l’assetto preesistente, anche se l’andamento curvilineo è
scandito da una tessitura pavimentale a linee spezzate.
Abruzzini focalizza prospetticamente la cattedrale sulla cattedra ponendola
al centro dell’arco trionfale in forma classicheggiante, così
da essere in asse con l’altare e con il sistema retrostante del
coro.
L’altare è sito su un’ampia pedana-bema che ne determina
l’area, così da permettere i riti di incensazione. Su di
esso è sospesa una croce greca che, essendo gloriosa, abbisogna
di un crocifisso processionale posizionato
in presbiterio, onde ottemperare le vigenti norme liturgiche. Felicemente
alloggiati sono i seggi per i concelebranti, a cui si dovranno aggiungere
quelli per i diaconi accanto alla cattedra e per i ministranti in un luogo
funzionale.
L’ambone del presbiterio ha una congrua sistemazione accanto al
pilastro anteriore della cupola, compensato all’opposto dalla sede
del presidente non vescovo. Diverso per sontuosità è l’ambone
maior - attualmente disposto nell’aula - che riporta simbologie
trinitarie e si coniuga con il cero pasquale. La custodia eucaristica
è progettata in una
cappella idonea all’adorazione personale. In essa un rientro modernamente
provocante s’impatta a un tabernacolo moderatamente barocco. L’intento
è di esprimere la centralità del sacrificio eucaristico
e della presenza reale, adottando il simbolo del sole che indica il giorno
della risurrezione.
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Cattedrale di Caltanissetta
Progetto: Prof. Arch. Eugenio Abruzzini
Collaboratore e d.l.:
Arch. Giuseppe De Vita
Liturgista: Mons. Giovanni Speciale
Opere artistiche in ferro: M° Oreste
Baldini
Opere artistiche in argento: M° Ennio
Tesei |
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Nelle foto: l’acquasantiera, la cattedra e la sede. Al centro,
il rendering della Custodia Eucaristica
Di buon genio è la scelta dei materiali in continuità con
i marmi già impiegati nel sacro edificio. Quanto alla composizione,Abruzzini
sintetizza stilemi barocchi, giocando sulla piramide rovesciata che all’altare
evidenzia la simbologia di ara, sepolcro, mensa, e alla cattedra enfatizza
il ruolo magisteriale. Consone al genius loci della Sicilia ed alla stilistica
dell’architetto sono le finiture in argento a sbalzo che nobilitano
i vari poli liturgici con congrue simbologie.
Interessante è la distinzione tra presbiterio e coro.
Nelle foto: vista dalla navata verso l’altare; vista dall’altare
verso la navata. Collocato su una pedana circolare, l’altare si
pone quale centro che irraggia verso lo spazio circostante.
Quello essendo avanzato sotto la cupola favorisce l’attiva celebrazione,
questo rimanendo arretrato nell’abside diventa spazio per la preghiera
corale del clero ed eventualmente per il magistero episcopale ai presbiteri.
Data l’attuale tendenza, ispirata alle riflessioni cultuali dell’allora
card. Joseph Ratzinger volte a recuperare l’asse centrale nell’orientamento
spaziale e a concentrare i poli liturgici nell’area presbiteriale,
l’adeguamento offerto da Abruzzini per la cattedrale di Caltanissetta
entra sostanzialmente in questa logica, pur lasciando aperta la riflessione
ad ulteriori calibrature in riferimento ad eventuali orientamenti magistrali
e al recupero dell'aurea sacrale.
Rev. Prof. Carlo Chenis, SDB
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