Tratto da: |
Arte La vibrante luce del mosaico |
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| Di Baio Editore | |||||||||||||||||
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Chiesa di San Raffaele Arcangelo a Lamezia Terme (Catanzaro) Domusdei di Cecchina Albano Laziale (Roma) ha realizzato, a partire dal 2000, un prestigioso intervento artistico concluso tre anni dopo e riguardante la Chiesa di San Raffaele Arcangelo a Lamezia Terme (Catanzaro). L’edificio sacro è stato progettato dall’Ing. Ottavio Arcieri dell’Ufficio Tecnico della Diocesi di Lamezia Terme mentre Domusdei, per mano del Prof.Augusto Ranocchi, ha progettato tutte le opere esistenti sulla parete presbiteriale, ovvero le due vele musive raffiguranti la Madonna e San Raffaele Arcangelo, compresa l’area musiva intorno al tabernacolo, il tabernacolo stesso, il Cristo e la lampada del Santissimo. Sono state realizzate anche tutte le vetrate artistiche create dal Prof. Ernest Tross. LE OPERE MUSIVE
LE VETRATE ARTISTICHE
Tale resina, colandola tra i pezzi di vetro, si stende per suo conto sino ad uno spessore di 18 millimetri circa. Naturalmente sia il vetro di provenienza tedesca che la resina usata sono in assoluto della migliore qualità in quanto devono resistere ad enormi escursioni termiche. Va detto che molti colori di questi vetri sono al selenio (contengono cioè una alta percentuale di particelle di oro) che dà loro quella enorme brillantezza distinguendoli dal vetro colorato comune. Per dare alla resina una superficie vibrata, dopo la colata si cosparge di un inerte particolare, passato prima che questa catalizzi. Questo tipo di vetrata è particolarmente resistente tanto che, anche quando è montata a livello del pavimento, non ha bisogno di una grata di protezione. Inoltre garantisce, a differenza delle altre, una maggiore coibentazione dell’ambiente ed un maggior isolamento dai rumori esterni nonché un miglioramento dell’acustica interna della chiesa proprio perché costruita con la tecnica dei pannelli fonoassorbenti.
LE OPERE IN BRONZO
I maestri ceraroli, a questo punto, applicano i getti di
alimentazione, vale a dire dei cannelli in paraffina che
avranno l’importante funzione di permettere al
bronzo fuso di alimentare le singole forme.
Viene poi costruita tutta la forma di refrattario in
maniera tale che tutta la cera rimanga inglobata all’interno.
Tale forma così completata viene inserita
nel forno di cottura e vi rimarrà per un periodo
compreso tra i 4 e gli 8 giorni.
A cottura conclusa, si esegue la colata di bronzo ma
non prima di aver posizionato la rete metallica e le
camice di gesso intorno alla forma per evitare che il
calore del bronzo possa provocare danni o imperfezioni.
I pani di bronzo vengono inseriti
nel crogiolo di
graphite che resiste a temperature molto alte. Quando
la temperatura di fusione è stata raggiunta
(1100°), il crogiolo viene sollevato con l’ausilio di una
portante ed il suo contenuto versato all’interno della
forma refrattaria. Si attende qualche ora prima di
poter liberare la fusione grezza dalla forma refrattaria
e di poter iniziare le operazioni di finitura e cesellatura
dell’opera ottenuta.
La rifinitura elimina tutte le imperfezioni di fusione
mentre la cesellatura cura il piccolo particolare in
maniera che il tutto risulti conforme a quanto creato
dall’artista.
Con la patinatura, realizzata con acidi fissati a gran
fuoco, si determina il colore finale del bronzo. |
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