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Diocesi di Iglesias L'importanza dell'inventariazione |
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| Di Baio Editore | |||
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"Siamo stati la prima diocesi sarda che ha concluso l’opera di inventariazione". Don Gianpietro Garau, responsabile
Alla fine ci siamo ritrovati con 7.168 opere schedate, reperite nelle varie parrocchie, tutte fotografate
e schedate secondo i criteri stabiliti di comune accordo tra Conferenza Episcopale e Ministero per i Beni e le
Attività Culturali. Questo ci ha consentito di ritrovare opere che si ritenevano disperse, soprattutto per quel
che attiene ai tessuti e ai paramenti, e di individuare oggetti assai significativi, totalmente ignoti in precedenza -
penso per esempio a un calice dismesso, nascosto in una sacrestia, risalente al 1748".
E ora che accadrà? "Ogni parrocchia della diocesi riceverà un Dvd con le immagini e le schede ufficiali - e, beninteso,
questo catalogo informatizzato sarà presente anche nella banca dati della CEI e del Ministero. Gli oggetti
inventariati resteranno nel loro luogo di origine. Ma siamo in attesa di partire con l’opera di restauro della
cattedrale di Santa Chiara e della concattedrale della Purissima, dove troverà spazio anche il nuovo museo
diocesano, organizzato in due settori: nella cattedrale quello incentrato sulle opere, nella concattedrale quello
incentrato sulle architetture (queste ultime esposte attraverso gigantografie). Secondo questi due filoni sarà
raccontata la storia antichissima del cristianesimo locale, che comincia nell’anno 480 con Sant’Antioco (questo
il nome del primo evangelizzatore, cui è dedicata la prima cattedrale) e prosegue poi con la basilica di Tratalias,
seconda sede vescovile e quindi con Iglesias (anticamente Villa Ecclesiae), dove nel 1503 per decreto di Giulio II
fu instaurata la diocesi. Questa dal 1513 fu incorporata nella diocesi di Cagliari e nel 1768 restituita alla sua autonomia.
E’ una storia che nel nuovo duplice museo diocesano racconteremo con dovizia di iconografia. Dopo
cinque anni di chiusura della cattedrale, finalmente oggi, grazie ai fondi europei, riusciremo a fare ripartire il necessario
restauro".
Come avviene la comunicazione dei beni culturali? "Dal 1998 abbiamo costituito una équipe di giovani, formati
attraverso corsi di arte sacra e di iconografia in collaborazione con la Soprintendenza di Cagliari. Si sono quindi
costituite alcune cooperative che forniscono
le guide che accompagnano i visitatori
nelle antiche cattedrali: quella paleocristiana
di Sant’Antioco, quella successiva di
Tratalias e quella attuale di Iglesias. Si tratta
di visite che consentono di apprezzare sia
l’aspetto artistico, sia il messaggio cristiano. I
visitatori non mancano, soprattutto in occasione
delle giornate riguardanti i beni culturali
che si svolgono in primavera. Spesso
giungono anche visitatori stranieri, che uniscono
il tour ai luoghi della storia del cristianesimo
con le visite ai luoghi storici minerari.
Qui, infatti, sin dall’epoca della dominazione
cartaginese c’erano miniere d’argento. In
epoche successive si sono aperte anche le
miniere di carbone. L’opera dei volontari
consente di far conoscere oltre alla storia
economica di questi luoghi, anche la loro
lunga tradizione cristiana". |
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