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Le campane del duomo di Pisa
E’ nata, nella Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, una creatura che darà
particolare vanto ai suoi artefici perché destinata al campanile più bello
e famoso del mondo, quello del Duomo di Pisa, universalmente conosciuto
come “Torre Pendente”, una tra le sette meraviglie del Mondo.
Progettata nel IX secolo per ospitare 12 campane, la Torre, per i noti problemi
di staticità, non ne ha mai fatto grande utilizzo relegando lungamente
quelle che vi si sono alternate a simboli muti. Solo nel 2003, a conclusione
dei lunghi, colossali interventi di consolidamento, si è considerato il ripristino
del sistema campanario.
La prestigiosa consulenza è stata affidata alla millenaria esperienza della
Fonderia Marinelli a cui stato assegnato anche il compito di sostituire la più
antica delle 5 campane grandi gravemente lesionata da oltre 60 anni.
L’Arcivescovo di Pisa, S. E. Alessandro Plotti, e l’Opera del Duomo hanno
disposto che la campana fosse una replica perfetta di quellaantica e da questo
la necessità di affidarsi alle competenti maestranze dei Marinelli di
Agnone in possesso dell’antica e complessa arte fusoria immutata sin dal
medioevo.
I fonditori Marinelli hanno realizzato sul posto i calchi dei rilievi dell’antica
campana da sostituire e hanno proceduto alle lunghe ed elaborate fasi della
lavorazione e della fusione esattamente come fece, 400 anni or sono, quel
Niccolò Castelli che ne realizzò il primo esemplare. Il bronzo appena fuso ha
il diametro di circa 1 metro, il peso di 600 chili e risponde alla nota musicale
SOL.
Reca in rilievo la data del 1606, i nomi e gli stemmi del Vescovo Carlo
Antonio Dal Pozzo insieme agli stemmi dei Medici e della città con la nuova
iscrizione:
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ITERUM CONFECTA A.D. MMIV
JOHANNE PAULO II P.P.
ALEXANDRO PLOTTI ARCH.
P. FRANCISCO PACINI OPERARIO |
L'Arcivescovo di Pisa, S.E.R. Mons. Alessandro Plotti
benedice le nuove campane. |
Sabato 25 settembre 2004 dopo la solenne benedizione impartita nel Duomo
dall’Arcivescovo Alessandro Plotti, la campana è stata posizionata sul famoso
campanile a completamento dell’imponente concerto risultando certamente
fra i più onorevoli e rappresentativi figli di Agnone e della sua arte.
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