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Il terremoto del 1980 distrusse o danneggiò gravemente tutti i 200 edifici a
destinazione religiosa (chiese, cappelle, complessi monastici, il seminario). Da
allora nella diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi l'opera di ricostruzione e
restauro è stata continua. Ne parla Mons. Tarcisio Gambalonga, Direttore
dell'Ufficio Tecnico Arte Sacra della Curia Arcivescovile.
"Con l'aiuto delle Autorità civili e sotto la sorveglianza della Soprintendenza
nel tempo abbiamo realizzato un'opera di restauro e di ricostruzione che
oggi è giunta quasi a completamento per quel che riguarda gli edifici, e per
quel che riguarda le opere d'arte è circa a metà strada".
Qualche esempio particolarmente emblematico?
"Quello della cattedrale di Sant'Angelo dei Lombardi. In parte l'edificio era
crollato. In un primo momento fu approntato un progetto che prevedeva il
rifacimento in cemento armato. Successivamente il prof. Giuffrè ha presentato
un progetto di restauro più consono, che riproponeva l'utilizzo dei materiali
tradizionali seppure con accorgimenti che migliorassero la capacità di
superare le scosse sismiche.
L'intervento è stato
studiato ricostruendo in
scala 1:1 una campata
dell'edificio in muratura
e sottoponendolo con
appositi macchinari a sollecitazioni
simili a quelle
di un evento sismico: per
studiarne il comportamento
e prendere le dovute
misure (con l'uso di
chiavi, tiranti, contrafforti,
barbacani), pur rispettando
l'uso di materiali tradizionali. In questo modo la bellezza dell'edificio originario
si è conservata.
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La nuova cattedra nella Cattedrale
di Sant'Angelo dei Lombardi, realizzata
su disegno di Eugenio Abruzzini. |
Anche se le parti ricostruite si presentano con un
'volto' leggermente diverso rispetto alle parti rimaste, così da consentire
una lettura di ciò che è nuovo e di ciò che è originario. La chiesa madre di
Lioni invece era quasi totalmente crollata: è stata quindi ricostruita con tecniche
nuove, e qui si è usato il cemento armato. Ma le parti antiche superstiti
sono state lasciate a vista, così da costituire testimonianza storica. In generale
in tutti gli edifici che sono stati parzialmente o interamente ricostruiti
abbiamo mantenuto elementi degli edifici preesistenti. Così da conservare
il senso della tradizione e della storia".
Vi sono edifici ricostruiti ex novo?
"Vi sono una quindicina di edifici che hanno richiesto una ricostruzione totale
o quasi.Tra questi sei o sette sono stati eretti secondo progetti di stile
totalmente nuovo. Per esempio a Torella, dove la chiesa, come tutto il paese, è stata ricostruita in altro sito. Ma anche qui abbiamo conservato qualcosa
dell'antico: il portale in pietra e tutti i dipinti. O la cattedrale di Ponza, che fu
l'epicentro del sisma (che, tra l'altro, ha scoperto le preesistenze romane
così che l'antico villaggio è diventato parco archeologico). La nuova chiesa
concattedrale conserva oggi l'antico sepolcro di sant'Erberto e il fonte battesimale
in pietra del card. Gesualdo, che risale all'epoca del Concilio tridentino.
A Monteverde terremoto e restauro hanno portato alla luce la
struttura gotica che restauri novecenteschi avevano occultato. Insomma
ogni chiesa fa caso a sé".
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