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Editoriale - La chiesa di Benedetto XVI | |||
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Si apre nel segno del dialogo, il nuovo pontificato. Come hanno rilevato i commentatori, la stessa scelta
del nome, Benedetto XVI, mostra in Papa Ratzinger la propensione alla ricerca della pace, dell'intesa,
della riconciliazione. Secondo una tendenza che ha caratterizzato, del resto, pur nella differenza delle interpretazioni
dettate dalle vocazioni personali e dalle specificità del momento storico, tutti i predecessori
al soglio pontificio. E che ha visto nel compianto Giovanni Paolo II un grandissimo campione.
Ma è significativo che questo dialogo assuma subito le caratteristiche dell'incontro, che risale peraltro a
pochi mesi fa, pochi mesi prima dell'elezione del Card. Joseph Ratzinger al soglio pontificio, col laico Marcello
Pera, illustre Presidente del Senato. In quel dialogo tra l'esponente della cultura laica e il cardinale, è lo stesso Pera a porre in evidenza la necessità di ritrovare un maggiore impegno cristiano. La sintonia
col cardinale oggi papa è totale. Sullo sfondo di questa intesa, c'è l'identità culturale e religiosa dell'Europa:
In che modo la chiesa edificio ha a che fare con tutto ciò? Se la testimonianza,
in tutte le sue diverse manifestazioni (come dice Ratzinger,
la Chiesa visibile è "luogo ospitale nei cui rami, molteplici
ospiti trovano posto") e se gli stessi laici, come Pera riconosce, sentono
la necessità della testimonianza cristiana, dobbiamo porre in
evidenza che la stessa architettura delle chiese fa parte di questa
testimonianza. Perché essa è radicamento nel luogo, presenza concreta che porta attraverso i secoli la
manifestazione evidente del lavoro e della fede, dell'impegno e delle convinzioni dei nostri predecessori.
Non solo, quella stessa ricerca della verità, che nelle parole di Ratzinger e di Pera unisce questa grande
civiltà che ha nel cristianesimo il suo pilastro, trova nelle chiese - nell'arte, nell'architettura, nella poesia
che le ispira - il suo manifestarsi come elemento non episodico o contingente, ma come necessità comune
a tutte le generazioni. In altri termini: sono passati i secoli e gli stili, ma nell'arte e nell'architettura
il messaggio di speranza, di incontro e di identificazione della comunità è rimasto lo stesso: e ha trovato
nel crocifisso la sua espressione più propria. La chiesa nelle città europee è l'emblema stesso del luogo
religioso e civile. Il sagrato è l'epitome dell'incontro: un simbolo, oltre che un luogo. Ma un incontro che
avviene in quanto illuminato dalla presenza del luogo sacro.
Luogo che per tutti è la fonte prima dello stare assieme. La chiesa è dove il cristiano testimonia la centralità
dell'evento: Dio che si fa uomo e per la sua salvezza si sacrifica. E questa testimonianza resta legata
alla pietra che è architettura, e che si fa simbolo di quell'evento.
L'architettura nella chiesa acquista un senso compiuto: sul piano dell'uso, della finalità, del significato.
Senza quell'architettura la città europea non ci sarebbe, come senza il messaggio cristiano la nostra civiltà
si dissolverebbe.
Da questa coscienza deriva l'impegno al mantenimento della qualità della chiesa edificio, nella conservazione
e nell'edificazione, anche oggi. |
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