I progetti presentati al Premio “I Sagrati d’Italia” sono stati molti e provenienti da ogni parte d’Italia. Ne emerge una casistica ampia per
tipologie di situazioni e per approcci progettuali nei contesti più diversi. Dagli edifici antichi a quelli moderni e contemporanei, con soluzioni che
spaziano della semplice positura di segni alla drastica revisione di tutto l’insieme. I giudizi espressi dalla Giuria Nazionale aiutano a leggerli e capirli.
La Commissione Giudicatrice Nazionale del Primo
Premio Nazionale di Idee di Architettura “I Sagrati
d’Italia” è stata composta da:
- Mons. Giancarlo SANTI (Presidente)
- Prof.Arch. Sandro BENEDETTI
- Arch. Maurizio CAMPO
- Arch. Ferruccio FAVARON
- Arch. Maria Carmela FRATE
I criteri di valutazione annunciati nel bando:
- qualità architettonica dell’idea progettuale e del suo
inserimento paesaggistico-ambientale;
- interesse degli aspetti funzionali proposti;
- qualità delle soluzioni tecniche proposte (materiali,
superamento barriere architettoniche, tecnologie innovative,
ecc);
- evidenziazione grafica dello spazio prescelto per il
sagrato;
- realizzazione dell’intervento (onerosità presumibile,
compatibilità con le caratteristiche simboliche dei luoghi,
ecc);
- scelta del luogo che privilegi una localizzazione dell’intervento
in centri minori o in periferie metropolitane
ed eviti l’alterazione di situazioni esistenti con
evidenti qualità storico-artistiche, già adeguatamente
valorizzate.
La valutazione di Mons. Giancarlo Santi
Presidente della Giuria Nazionale
In qualità di presidente della Giuria, Mons. Giancarlo
Santi, ha sintetizzato attraverso un giudizio finale
e generale gli aspetti ricorrenti nei progetti pervenuti
alla Giuria Nazionale:“Premesso che la Giuria
ha espresso i propri giudizi sempre ad unanimità,
si evidenzia una buona elaborazione generale
ed una sufficiente serietà dei temi affrontati, che
hanno talvolta dato luogo a proposte progettuali
interessanti, rispondendo a tutte le tematiche individuate
nel bando”.
La valutazione dell’Arch. Ferruccio Favaron
Presidente dell’Ordine degli Architetti di Como
Il Premio Nazionale dei Sagrati d’Italia 2004, è stato,
a mio avviso, il tentativo di riavvicinare due mondi,
quello ecclesiastico e quello degli architetti, che da
tempo sembravano andare ciascuno per la propria
strada, a scapito di quelle sinergie che tanto hanno
contribuito alla storia dell’architettura.
Coinvolgendo di quasi tutti gli Ordini italiani a questa
iniziativa che ha dichiaratamente voluto associare alla
“liberazione di nuove energie” una attenta e profonda
riflessione e “ripensamento sulla storia delle nostre
cittá e dei nostri paesi”, questo ambizioso e importante
progetto ritengo possa considerarsi attuato.
La partecipazione è stata lusinghiera, nonostante
non vi fosse nulla da costruire, ma solo la formulazione
di proposte di tipo culturale in grado di riconsiderare
l’identità di questi particolari spazi, i sagrati,
all’interno dell’ambiente, costruito e non. L’interesse
per il tema ha consentito lo sviluppo di proposte
e soluzioni differenti, tendenti in ogni caso a
riscattare e riqualificare spazi spesso privi dell’originaria
identità e ridotti a parcheggio per auto.
La valutazione dell’Arch. Maurizio Campo
Presidente dell’Ordine degli Architetti di Enna
I progetti ammessi al concorso offrono una significativa
campionatura di siti e condizioni ambientali
oltre ad una considerevole varietà di soluzioni architettoniche
inerenti il tema concorsuale proposto.
Sono presenti interventi su sagrati esistenti o di
nuova realizzazione, in aree di centro storico, in
quartieri residenziali di recente costruzione, in periferia
od in zone esterne al perimetro urbano. Comune
a tutte le proposte è stato lo sforzo di riscoperta
del significato liturgico-pastorale del sagrato e
la ricomposizione del rapporto tra lo stesso e l’edificio
ecclesiale a cui è connesso, in questo senso mi
sembra opportuno evidenziare come l’uso simbolico
dell’acqua o di altri elementi utili rafforzare l’identità
del sagrato spesso non sono usati in maniera
congruente ed efficace, da ciò ritengo si possa
dedurre come sia opportuno intensificare tra gli Architetti,
gli Artisti e la Chiesa Cattolica italiana rapporti
di ricerca e studio sui temi dell’arte e dell’architettura
per la Liturgia.
La valutazione dell’Arch. Maria Carmela Frate
Presidente dell’Ordine degli Architetti di Perugia
La scelta, peraltro libera, dell’edificio religioso oggetto
del Premio si è concentrata in maniera significativa
sulle costruzioni recenti, segno che gli
Architetti per gli edifici di quest’epoca nutrono
particolare attenzione specie in relazione alla necessità
di riqualificazione non solo specifica ma anche
del contesto urbano. Queste costruzioni religiose
recenti, anche se non hanno dalla loro parte
la storia che le nobilita o la “firma” che ne fa un oggetto
culto, contengono quella dignità e quel decoro
di costruzioni dell’ultimo cinquantennio, rappresentandone
il linguaggio della contemporaneità.
E’ stato possibile trovare proposte progettuali
di sagrati con maggiori caratteristiche di creatività
e disinvoltura rispetto a quanto non sia accaduto
per le chiese storiche per le quali, essendo
consolidata una specie di manualistica degli interventi,
le proposte progettuali sono risultate talvolta
timide o scontate.
La valutazione del Prof.Arch. Sandro Benedetti
Univerisità “La Sapienza” di Roma
Il Sagrato per sua natura pone una pausa, una cadenza,
un passaggio al fluire dell’esperienza umana.
A questa realtà di pausa, nel contesto della città
fatta di quinte stradali continue e spazi urbani densi,
sono state date molteplici interpretazioni architettoniche.
Dalla evidenziazione edilizia del quadriportico
o del porticato anteposti alla facciata della
chiesa, al pronao anteposto al portale, al sopralzo
o gradinata avanti alla facciata. Nella situazione della
città contemporanea, fatta di elementi o tessuti
edilizi sparsi o staccati, slabbrati nella continuità
spaziale isotropa e non orientata, lontani dal vincolo
delle quinte edilizie e dello spazio compatto, l’esperienza
di questa “pausa” o “soglia” si pone in
maniera particolare onde contribuire a dare una
connotazione denotativa specifica all’edilizia religiosa
nella eterogeneità volumetrica. Il Premio sui
Sagrati ha attivato un importante confronto dato
che con esso si sono evidenziate le notevoli possibilità
creative di qualificazione sia dell’intorno urbanistico
che delle chiese a cui le soluzioni si riferivano.
Sia di tipo urbanistico, che di valorizzazione ed “apertura” dell’edificio chiesa rispetto all’intorno,
con interessanti soluzioni che hanno cercato di rispondere
alla molteplicità degli aspetti morfologici
e simbolici del tema.
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