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Tra il bue e l'asinello: la scena della natività | |||||||
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Beni culturali: Museo del Presepio di Dalmine (Bergamo) Una tradizione antica e radicata, di autentica arte popolare, rallegra ogni anno il Natale nelle chiese e nelle case, talvolta lo si trova
anche nelle scuole e in altri edifici pubblici.Tra le collezioni esistenti, spicca quella della cittadina bergamasca che espone ben 800
presepi. Ma attende di poter aumentare i suoi spazi espositivi per trovare posto anche per le più nuove acquisizioni.
Da Napoli il presepe si diffonderà a tutta l'Italia: dalla
Sicilia a Modena, al Veneto al Piemonte. E cominceranno
a sorgere botteghe specializzate nella produzione
di statuine.Tra il '600 e il '700, oltre che a
Napoli, anche a Genova
se ne diffonde l'artigianato
specializzato.
Nel corso del '700 si
trovano presepi originali
un po' dovunque: sorgono
differenziazioni
dovute alle diverse tradizioni
locali, riscontrabili
nelle ambientazioni,
negli scenari, nei fondi
delle scene. In tutti resta
un dato comune: quello
del realismo e della cura,
dell'attenzione per le
figure di uomini e donne
semplici, che rappresentassero
veramente il
popolo. E' forse nel presepe
quindi che l'ar te
popolare trova la sua
espressione più compiuta.
Anche a Bergamo
e dintorni diverse botteghe
si dedicano anche
alla produzione di statue
per i presepi e la tradizione
che qui si radica
trova una sua compiuta espressione anche recentemente.
Nel 1966 don Giacomo Piazzoli, parroco a Brembo,
vicino a Dalmine, prese particolarmente a cuore
il tema e fondò l'associazione "Amici del Presepio":
da qui prende vita nel 1974 il "Museo Permanente
del Presepio". In un capannone di 1200 metri
quadrati oggi sono ospitati 800 esemplari, oltre
all'archivio, alla fototeca, alla biblioteca che documenta
la storia e le tradizioni di questa scenografia
che da secoli accompagna il Natale delle parrocchie
e delle famiglie italiane. Ecco dunque il Museo,
in attesa di ampliamento per poter esporre il numero
crescente di presepi che provengono da tutta
Italia. |
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